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Nel 1989 l’ONU approva la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia con cui stabilisce che i bambini non sono più semplici oggetti di tutela e protezione ma singoli soggetti di diritti. Sul mio Libro “Le Ricette di Maghetta Streghetta”, edito da Mondadori (il mio ricavato andrà interamente devoluto all’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) ci sono diverse proposte per dei cibi (spero) allegri che possano incentivare la fantasia, il gioco e la conoscenza. Un bimbo non deve avvicinarsi agli alimenti sono in relazione a quello che gli piace di più (patatine, cioccolato e hamburger) ma essere guidato, istruito e non in ultimo compreso e rispettato. Svilupperà naturalmente un proprio gusto che va assecondato tanto quanto il talento e la propensione a una determinata arte piuttosto che un’altra, ma è assolutamente necessario trasformare il cibo. Proporlo giocando nel modo più divertente e affine all’età del puffetto.

Il Nippotorinese è davvero molto felice. Ma davvero molto eh. Il fatto è che sto lavorando (anche) al mio progettino di Kodomoland e allora lo costringo a mangiare pappe divertenti ed entusiasmanti in ridicoli servizi che sto acquistando e che spero un giorno potranno essere

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Ieri si è blaterato abbastanza circa Scopette da befana come stuzzichino in versione salata e dolce con il marzapane e il bastoncino del cioccolato. Tra pan di spagna a forma di calze, tartine a forma di pacco regalo e carbone di zucchero da preparare in pochissimi minuti, per questo giorno qualcosina da sgranocchiare possiamo metterlo nel panciotto. Lo stesso che da domani dovrà lavorare sodo per ritornare ai vecchi fausti, ammesso ce ne siano mai stati.

Ieri mamma smaniava dalla voglia di avere una befana tutta per lei (si evince da chi abbia preso la mia maturità?). Stanca delle solite calze, scopette e carbone mi ha fissato seria in volto e ha sentenziato “non mi muovo di qui se non fai una pizza befana tutta per me”.

Conoscendola sapevo già che non lasciava adito a fraintendimento (solo io conosco persone che dicono “alito a fraintendimento?”. Ecco perchè mi sento sfortunata in tal senso) e che davvero si doveva fare una Befanpizza e pure in fretta. Ho passato una vita a chiederle assurdità e me le ha realizzate tutte, vuoi che mi tiri indietro per una befanpizza?

Quello che ne è venuto fuori è frutto di qualche minuto di delirio culinario. Confesso di essere particolarmente orgogliosa della scopa che ho realizzato con degli spaghetti; i capelli  non sono altro che tagliatelle con alga nori  lessate precedentemente. Non avendo lievito di birra e comunque non volendo trasfigurare eccessivamente con la lievitazione la mia Befanpizza, mi sono affidata alla pasta brisè. Qualche rattoppo con prosciutto cotto (rat-topo, che meraviglia), occhi di olive, una spennellata di olio e sale macinato sul momento. A 180 già caldo per venti minutini e via.

Mamma era letteralmente terrorizzata all’idea di dover infornare degli spaghetti crudi.

Ero praticamente certa che si sarebbero carbonizzati conferendo  un color marroncino, che era poi quello che desideravo, ma quando ho tirato via dal forno e ho constatato di aver ragione (non accade tanto spesso), ho preteso un mega abbraccio corredato da un bacio lungo un quarto d’ora con applauso.

Una cosa sobria, insomma.