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Conosco Francesca da dieci anni e qualcosina; che detta così potrebbe sembrare che abbiamo superato entrambe i venti anni di età ma così non è. E nessuno osi sostenere il contrario. L’ho conosciuta sul Forum Pigrecoemme del grande Giacomo Fabbrocino; luogo non virtuale ma incantato. Se dovessi riassumere in una parola soltanto : famiglia. La mia famiglia. E’ dove ho conosciuto il Nippotorinese. E’ dove siamo diventati amici. E’ dove ci siamo innamorati. Trascorsi questi dieci anni Francesca è diventata una bellissima Dottoressa ( e bellissima non è detto tanto per dire; ha il viso tra i più belli non solo visti in rete ma in tutta la mia esistenza. Sogno di fotografarla da molto moltissimo tempo) ed io una dispensatrice di cuoricini e idiozie.


E’ una ricetta semplicissima seppur gustosa e quel tratto orientale accattivante è una nota da non sottovalutare, mi dicono. Riporto fedelmente lasciando velocemente codesto  appunto pollesco  per questa,  che ormai in maniera conclamata,  è la settimana del pollo; la stessa che mi consentirà di far prima di tutto un po’ di spazio in archivio e non in ultimo partire definitivamente con tutte le leccornie che la primavera ci riserva. Le fave, esempio su tutti. Pare che il 21 e il 22 Aprile in quel di Caltagirone, apprendo leggendo Sale e Pepe, avverrà la Sagra della fava. Andrò?

Chiedere ad un’alcolista di andare ad una degustazione vini, insomma. Sì perché ne ho mangiate talmente tante e nei più svariati modi che mi sono giurata una disintossicazione. Credo proprio che declinerò l’invito e mi darò al mio periodo depurativo da fave. Con mio sommo dispiacere, tra l’altro. Nell’attesa di ricominciare l’attività favesca e bramare purea di fave con mentuccia fresca e macco come non ci fosse un domani.

Questo pollo alla cantonese al  limone scovato nella mia sacra bibbia di ricette orientali mi consente di organizzare pranzetti orientaleggianti che esaltano il Nippotorinese e non perdere troppo tempo tra fornelli e pentolame considerato sempre il periodo schizofrenicamente convulso e indiavolato.  Grazie al cielo l’uomo di casa ha la dissociata nel dna e non fa certamente storie se gli vengono servite in un sol colpo proteine ed a distanza soltanto carboidrati. Il connubio nello stesso spuntino non lo esalta particolarmente ( sarà questo il segreto della sua magrezza? maledetto! Tanto poi dopo le proteine fa fuori una torta sette veli, sgrunt!)  e non è certamente mia intenzione deviarlo da questa saggia decisione che implica: meno piatti e fatica.

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