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Fastweb non funziona. La chiavetta non funziona. Il Huawei non funziona. Il Router Wi Fi del Galaxy Tab non funziona.

Viaggio con mezzi di fortuna e sono incacchiata come mai. Ho spaccato un Mac Air e un mouse cordless dimostrando maturità e mi accingo a bere sangue di tecnici in  flûte  con base argentata perché quest’anno, nessuno mi contraddica, non va il dorato. Colpa loro se non dormirò anche questa notte perchè ho accumulato tanta di quella roba che solo pensarci mi provoca nausee fortissime.

E vediamo di calmarmi un po’ ticchettando qualche appunto in cucina ( occorrerebbe un cocktail di tavor e lexotan ma tant’è) .

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L’idea non so a chi vada attribuita ma di certo di genio si tratta. Ho scovato sul mio amato Pinterest queste meraviglie. In realtà non so come fossero realizzate perchè non erano accompagnate da alcuna ricetta. Ho deciso io quindi quale tortina al cioccolato  e quale glassa scegliere,  procedendo alla realizzazione ispirata più che mai. Scopro poi che a Max piace il disegno dei piedi babbonatalosi e ridacchio non poco mentre li preparo.

La mia idea era quella di rendere la tortina un vero e proprio camino ma poi per mancanza di tempo ho dovuto rimandare il dettaglio. Rimandare perchè sono certa che queste piccole tortine monodose, o cupcake o come le vogliamo chiamare, entreranno a far parte del mio catalogo natalizio da qui sino a data da destinarsi. Certamente oltre il 2078.

Ci si impiega davvero pochissimo tempo a realizzare le gambotte babbonatalose. Altro non sono che due rettangolini  a cui vanno unite due strisce bianche e due palline marroni schiacciate un po’ in modo da renderle ovali ( fungeranno da scarpe).

Dopo aver preparato i dolcetti cioccolatosi e averli lasciati raffreddare, si potrà procedere alla realizzazione della glassa reale. Ricoperti e aspettato il tempo necessario della solidificazione, basterà attaccare i piedozzi sempre con il nostro solito collante: la glassa (è sempre bene avere una buona dose di glassa  a portata di mano, in questo periodo).

 

Che siccome (quanto mi mancava cominciare così) dal primo di Dicembre qui si riverseranno solo ricette natalizie, avrei giusto qualcosina di arretrato in archivio. L’anno scorso scrivevo esattamente questo in questo post:

“Oggi è il Black Friday,  ovvero il giorno successivo alla Festa del Ringraziamento e tradizionalmente in America dà inizio alla stagione dello shopping natalizio. Potevo forse io non festeggiarlo degnamente fosse solo perchè la parola shopping va onorata sempre e comunque? Domanda retorica e Buongiorno.  Essendo molto tradizionalista non potevo esimermi dal dilapidare il patrimonio con quel netto anticipo che mi contraddistingue. Da due settimane infatti i dipendenti di paypal sono in mio stretto contatto telefonico per confermare transazioni esorbitanti. Mi arresteranno per traffico illecito di idiozie che al momento viaggiano su navi cargo da diverse parti del mondo.”

Essendo oggi il giorno successivo alla Festa del Ringraziamento e non avendo neanche fatto i Biscotti Tacchino ( Ve li ricordate? Mentitemi annuendo e cliccate qui ) va da sè che dovrò dedicarmi anima e corpo spendendo ancora di più per onorare questa gustosa tradizione. Non ho giocato d’anticipo, mannaggia. Toccherebbe darsi una calmata solo in vista del Cyber Monday che cadrà come un macigno sopra il numero seriale della mia carta di credito,  proprio Lunedì prossimo ma no. Voglio rovinarmi, poco importa ( non sai cos’è il Cyber Monday? Vergognati e clicca qui ! E dopo odiami con calma per averti fatto scoprire l’ennesima scusa per l’acquisto futilmente utile )

Brutta abitudine quella di due post giornalieri lo so. Il problema è che peggiorerà la situazione. Di giorno in giornoingiornoingiornoingiorno.

Quando ho letto pane al cioccolato con marzapane e pinoli la prima cosa che mi è venuta in mente è stata “e ci infilo pure un cotechino, va”. Nel mio scarsissimo repertorio culinario la voce marzapane mal si associava a pane, cioccolato e frutta secca.

Dopo aver scoperto il pollo alla ciliegia del resto non era così assurdo pensare al cotechino con il marzapane;  fermo restando che io queste benedette melanzane con il cioccolato voglio farle eccome. Non è che qualcuno le ha mai provate e spaccerebbe ricetta?

Ma non devo confondermi. Lo sono già di default. Procedo, o perlomeno ci provo, con calma (sefaperdì).

E poi dicono che non mi fermo mai. Ieri ad esempio per dodici minuti sono stata così. Da troppo tempo il mio facciotto pallido non compariva e così giusto per rovinare il week end allego diapositiva. Sorridente e ilare come sempre, abbigliata con colori vivaci e allegri sprigiono letizia da ogni poro e tassello di mosaico. Perchè non è il bianco e nero della foto. E’ proprio bianco e nero. E’ divertente notare come tutti credano che io, viste le mie passioni, mi abbigli in maniera stravagante e coloratissima e infonda giovalità. Più volte sono rimasta atterrita dall’immagine che si ha di me. Saltellante, colorata, divertente e anche un po’ kawaii tipo le bambolotte gotiche in quel di Tokyo. Lo shock visivo di vedermi pallida e di nero abbigliata deve essere un duro colpo, mi sa.

Qui Max, Giuli e Vale, possono pure testimoniare che sono un tantinello antipatica e sorrido poco.

Ho sempre sognato di essere un’americana magrissima bionda con le gambe aggrovigliate sul divano tra plaid a scacchi e calzette patchwork dai colori accesi. Davanti alla televisione con un mega cucchiaione pronto ad affondare nell’immensità di quel barattolo formato famiglia. Gelato con granella di cioccolato-nocciole-mandorle e qualsiasi tipo di frutta secca.

Certo ci mettevo del mio. I capelli non erano esattamente di quel biondo. Il plaid non doveva essere scozzese ma monocolore e le calze in tinta con il divano. Il cucchiaione doveva riprendere la nuance di cuscini e il barattolo del gelato magari trasformato in un mega coppone di vetro minimalistico senza scritte. E la granella di cioccolato-nocciole-mandorle l’avrei evitata eccome perchè se c’è una cosa che mi fa innervosire è proprio trovare roba croccante nel gelato. Un po’ può essere pure entusiasmante ma se devo passare il tempo a masticare mi infilo un chewing-gum e via.

L’ambientazione americana spariva per lasciare spazio a un ordinato scenario da casa perfettamente moderna, lineare, ordinata e comedicoiosantapizzetta!

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