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Stesso giorno dei cupcake Frankenstein (clicca qui), stessa luce-umore-impegni e lista di “cose non fatte” perché non guardo mai quella di “cosegiàfatte”. E allora anche questi cupcake non mi hanno granchè convinto. Quest’anno avrei voluto molto più dedicarmi alla figura dello scheletro, nonostante non apprezzi questa moda dilagante soprattutto nella versione fluo di dubbio gusto; sfoggio con discrezione anche io qualche volta una felpetta regalo del Nippotorinese che mi ricorda tanto il mio Jack.

Stasera è il termine ultimo per Racconti intorno al fuoco. Confesso di avere un bel po’ di lavoro per l’organizzazione di tutto e di non aver ancora ben capito in quanti siamo ma ecco. Ci tenevo moltissimo a ringrazire i “coraggiosi” che non hanno avuto paura di essere “giudicati”. Mi ha preoccupato un po’, nel privato delle mail, questa apprensione ansiogena di non “essere in grado”.

Io non ero e non sono in grado di parlare di cibo ma lo faccio ugualmente. Perché mi piace, mi rilassa e perché francamente non devo rendere conto a nessuno se non a me stessa.

Chiunque avesse voglia, incentivato da queste quattro parole che vorrebbero essere molte di più ma non possono per via di un’assenza di tempo che mi perseguita come nei peggiori film horror anni ottanta in vesti demoniache, vuole essere (spera di essere) un incentivo. A farlo. Dimenticando le paure e tutte quelle paranoie immotivate spesso (troppo spesso) causa della non realizzazione dei propri sogni.

C’è tempo fino a stasera ma se fai parte di questa schiera di recidivi che vogliono darsela a gamba (da se stessi) chiudo non solo un occhio (ma anche due) e ti aspetto anche fino al 31.

Come ieri nel caso  del Cupcake Mummia (te lo sei perso? clicca qui), il fantasmino rimane uno degli indiscussi protagonisti per un Halloween terrificantemente strepitosamente fantasmagoricamente mostruoso (sto esagerando? nahhhhhhhhhhh) e con la scusa di questo semplicissimo cupcake possiamo anche fare un ripassino fantasmoso delle realizzazioni fatte qui al Gikitchen con l’adorabile esserino lenzuoluto. C’è stato un periodo, quando ero piccola, in cui scrivevo e disegnavo solo ed esclusivamente storie con fantasmi. Ricordo di averne creato anche uno con un lenzuolo bassetti tristemente geometrico; di quelli che odiavo.

Ho sempre detto a mamma che avevo paura delle lenzuola con le trame geometriche o i disegni e che le volevo solo ed esclusivamente monocolori e soprattutto di colori specifici. Ha sempre minimizzato, poi ha capito che come con il verde non erano capricci (ne facevo altri eh) ma davvero paure.

Adesso che sono grande (risate registrate) in casa non esiste un solo lenzuolo che non sia monocolore (tranne quelli del nano da giardino. Vabbè machecentra?).Per realizzare questi cupcake fantasmosi basta scegliere sempre una base per il nostro tortino a seconda dei gusti (nell’indice ci sono moltissime ricette) e qui di seguito alcune in versione stampabile (anche con la fumettoricetta! Clicca qui!)

e giocare con la pasta di zucchero, marzapane, cioccolato plastico, qualsiasi cosa. Davvero qualsasi cosa. Anche semplice glassa (come nel caso dei cupcake dello scorso anno. Li ho fatti volutamente in due versioni diverse. Lo scorso anno con la glassa e quest’anno con la pasta di zucchero. L’anno prossimo sarò emigrata in Tibet e quindi non li farò in nessun modo).

Adesso non si scherza più eh *disse con tono minaccioso fissando il monitor. Un rivolo di bava alla bocca le scendeva dal lato sinistro del labbro inarcato. Un guizzo di sangue esplodeva nella pupilla sinistra mentre i capelli arruffati si alzavano sin sopra il tetto e.

E che cosa sto dicendo?

Lo scorso anno insieme  a Pulcettamia (Giulia Amaradolcezza) abbiamo preparato i Cake Pops di Halloween (con il post dell’amicizia romanticissimo. Con tanto di video e vignette. Se te lo sei perso puoi cliccare qui e vederlo). Fare i cake pops è un modo interessante per riciclare torte, colpire con effetti scenograficiculinaripazzeschi gli ignari che non sanno quanto sia facile arrotolare una pallina, infilzarla in uno stecco e decorarla. A me i Cake Pops fanno pensare a Giulia. La prima volta è stata con lei e quando finalmente potremmo abbracciarci e cucinare insieme non avremo sicuramente dubbi su cosa preparare e fare.

Prima o poi su questo spazio un videopost di me e lei che confezioniamo cake pops ci sarà *logiurosututtiimieinanidagiardino.

Con le uova, non quelle di cioccolato eh, le uovauovauovacongusciovero abbiamo fatto il segnaposto coniglioso e pure una carota che oltre che segnaposto è una bella idea per infilarci dentro del sedano e lanciarsi in un pinzimonio alternativo.

E poi abbiamo messo dei cappelli coniglio e cappelli totoro perché anche loro hanno una dignità e non possono certamente trascorrere la Pasqua tutte ignude  (almeno un cappello, suvvia).

Per non parlare poi delle uova di cioccolato e delle uova in genere. In questa settimana uovosa tra uova pulcino e uova di cioccolato con panna cotta dentro sino ad arrivare a uova di Pasqua salate senza dimenticare l’uovo coniglioso per i più piccoli e le uova sode colorate.

Pure la torta infilata nel guscio d’uovo santocielo! La domanda sorge quindi spontanea: la scema di Gikitchen avrà finalmente smesso no?

E no. Ho appena cominciato . Persevererò e le settimane che ci attendono sono  DAPA, direbbe la mia Valebrì. Se non si è seguito il corso di Romano insieme a Max si avranno chiare difficoltà a decifrare “DAPA”, ma visto che sono la secchiona del gruppo (almeno nelle lezioni de romano): da paura.

Settimane da Paura. Poi mi eclisserò e scomparirò perché devo organizzare il Natale, che sono già in discreto ritardo (non è mica vero. Continuerò ad ammorbarvi giornalmente fino a quando non mi porteranno via su una barella come il pilota d’aereo impazzito la settimana scorsa. Ditemi che anche voi siete rimasti estasiati nel vederlo scendere a bordo di una barella legato come Hannibal Lecter lungo la scala dell’uscita posteriore dell’aeromobile).

Non vedo l’ora di finirla con questa settimana cuoriciosa (non posto neanche alle 12:12 perchè mi sta deprimendo). E dedicarmi alla  “Notte con Oscar” perchè tante sono le visioni quanto le ricette (uff c’è pure il Carnevale di mezzo. Misonostancataeh!?) .

Doveva infastidire lui il tripudio cuoricioso ed invece è felice perchè ingurgita qualsiasi cosa al grido di “Buono lo gnocco cuoricioso !” e ” Ma lo sai che i cuoricini al samone e spumante puoi pure rifarli che sono buonissimi davvero?” .
Ed io immersa in questo tripudio romantico che detesto più delle borse piccole ( anche voi detestate le borse piccole, vero?).

Piccolissimo aggiornamento  per ricordare che è scaduto il termine per l’invio di “Disegnami e vinci una macchina fotografica” mentre ancora il Bento Box aspetta solo voi e basta lasciare un commento su Style semplicemente cliccando qui. Il 18 Febbraio alle 18:18 il vincitore del primo mentre il 15 Febbraio alle ore 12:12 il vincitore del secondo ( santapizzettacuoricino sto cominciando a confondermi davvero).

Infine avete ancora 24 ore di tempo per mandare il vostro bigliettino cativvviissssimo per  l’operazione I Love You Not di Bismama che appoggio fortemente. Non siete state cattive come speravo. Mandria di polpette dolci ! Questo siete! Credevo di avere amiche moooooooolto più spietate, ciniche e cattive.  Delusione profonda tra pioggia di cuori e dolcetti zuccherosi. E’ una fine che non meritavo soprattutto in questo tragico e frenetico Lunedì Mattina.

Lo scorso anno pur volendo realizzare dei Cake Pops mi sono dovuta arrendere e ho rinunciato per mancanza di tempo. In quell’occasione però ho prodotto  dei semplicissimi biscottini con stecchino cuoriciosi (reperto fotografico numero 1), che rimangono comunque un’idea veloce da prendere in considerazione ( adesso che ho capito che occorre più tempo forse per i biscotti mi sono data della cretina come è giusto che sia)

(lo faccio sempre eh. Quello di darmi della cretina, intendo ma a volte intensifico gli intervalli)

Basterà cuocere infatti qualsivoglia impasto di biscotto che piace di più con uno stecchino di legno (anche quelli per spiedini che si trovano al supermercato sono più che validi a patto che il biscotto non sia troppo grande/pesante santapizzetta!) e ricoprire poi, a cottura ultimata, con del cioccolato fondente.

Quest’anno non mi sono per nessuna ragione lasciata sfuggire l’occasione e dribblando impegni e amenità con la caparbietà che mi contraddistingue ho fatto sì che non rimandassi ulteriormente. Ecco quindi dei semplicissimi Cake Pops cuoriciosi con tanto di iniziali. Sembrerà, a primo impatto, una cosa elaboratissima e complicata da realizzare ma così non è.

Come si è ampiamente dimostrato più volte occorre solo organizzarsi con i tempi.

La base per i cake pops è *tadan rullo di tamburi* una torta. La stessa che si potrà preparare anche con due giorni di anticipo. La suddetta torta sarà poi sbriciolata e impappettata per bene con un collante formaggioso e burroso facilissimo da maneggiare che permetterà di dare una  forma cuoriciosa. E via! Ricoprire il tutto con pasta di zucchero. Scritte con cioccolato fondente. Finito.

Lo so che mi state lanciando pernacchie al grido di “maledettalodicitucheèfacileeeeeeeeeeeeee”. Respirate. Inspirate. Respirate. E procediamo per step. E’ davvero semplicissimo.

“I Cake Pops sono molto coreografici ma di facilissima realizzazione”. Ripetete questa frase come un mantra. Autoconvincetevi. Mentre la ripetete focalizzate la respirazione che è alla base di tutto. Inspirare. Espirare.

Si deve prima di tutto preparare la torta che occorrerà da base .

(I cake pops ad esempio sono ottimi per riciclare torte non finite. “Cosa ci faccio con quella mezza torta che quel disgraziato di mio figlio non ha finito perchè deve conquistare quella scemunita bionda e perdere due chili?” Ci faccio i cake pops! *rispostagiusta*)

Il pandoro diventa base per dei tiramisù velocissimi al mascarpone e caffè ma si imbottisce di gelato e ganache; diventa soffice alternativa al pan di spagna e sbriciolato nell‘impasto dei muffin ha un suo perchè. Si possono fare crumble e unire creme spalmabili al cioccolato così da ottenere merende gustose e nutrienti o semplicemente come alternativa da inzuppare nel latte o accompagnare al tè delle cinque. La scadenza si protrae tranquillamente anche sino a dopo pasqua e ci saranno pure strepitose offerte da accaparrarsi a prezzi stracciati che visto il periodo è meglio non sottovalutare.

Stessa cosa per il panettone che sia con uvetta o canditi o entrambi, offre davvero molteplici occasioni per rivisitarlo, riadattarlo, trasformarlo, rielaborarlo e tutti i sinonimi che si possono tranquillamente trovare su virgilio.it, mio fido amico quando la pigrizia grammaticale mi coglie in queste giornate che definire frenetiche sarebbe un eufemismo.

La mia passione per Alessandro Borghese è cosa nota. In queste vacanze natalizie sono rimasta incollata su Real Time ad ammirare le sue idee velocissime e sfiziose. Una di queste la ripropongo oggi perchè tra tutte quelle viste e lette a mio modesto avviso è sorprendente nella sua semplicità.

Non ci sono grammi, ettolitri e indicazioni precise ma solo un po’ di occhio e accortezza durante la preparazione.

Non sono richiesti ingredienti particolari e tutto può essere sostituito o variato. Una metodologia di preparazione che francamente mi piace ed è soprattutto legata al periodo. Senza troppi schemi e regole. E’ già tanto essere sopravvissuti a questi cenoni (e i “pranzoni” dove li mettiamo?); chiedere di dosare, procacciarsi particolari ingredienti e dedicare ore a una preparazione dolciaria è assurdamente impensabile.

Si dà inizio al Riciclo del Panettone, ordunque!

[Ho avuto problemi con Vimeo e il Video. Per questo il vergognoso ritardo della pubblicazione]

Dovevo fare 20432094829048209482390482408 cose stamattina e poi ho deciso di farne una soltanto. Rilassarmi e parlare al telefono con Max. Un autoregalo che dovevo concedermi da troppo tempo. Rigenerata, felice e onorata di avere un amico (l’amico. Con articolo determinativo suona meglio) così speciale mi sono ricaricata. Neanche un’iniezione letale di tavor e lexotan potrebbe abbattermi in questo momento.

Ringrazio infinitamente tutti i partecipanti del Giveaway. Il video sotto mostra l’implacabile e severissima giuria composta dagli Elfetti Natalizi e dal Supremo Nano da Giardino Natalizio con la sua Sacra Bibbia (regalo di Max) durante la proclamazione. Il resto, cioè individuare il vincitore, è stato semplicissimo grazie all’elaborazione dati affidata al mio inviato di fiducia nonchè amicoprezioso nonchèregalatoredibibbie nonchèvabbè FA TUTTO MAX QUI! Io sono una comparsa, mi avete scoperto!

Per motivi chiarissimi di mancanza di tempo il premio verrà spedito subito dopo le feste natalizie ( vedo ridere Alessandra in fondo alla sala. Ti prego amore, contieniti) sperando che venga recapitato prima dell’inizio dell’anno nuovo.

1422 commenti validi….Enddeuinnerisssss….

Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I’ll be watching you

Ogni movimento che fai, Ogni passo che fai, Io ti guardo, Io ti guarderò

(sì è per te, anche se tu non lo sai)

A sorpresa poi ho fatto una seconda estrazione, come accade sempre, ed è uscito il numero 1363 che corrisponde a *rulloditamburi* Azzurra Ginevra Turner che quando avrà tempo e voglia mi spedirà il proprio indirizzo per un pensierino da parte mia.

Lo stesso farà Sybil Biscuit perchè non contenta ho fatto anche una terza estrazione ed è venuto fuori il numero 961. Sybil, anche, vince un pensierino sperando che possa piacere.

Pressione psicologica ai massimi storici e invocazione dello spirito natalizio. La voglia di picchiare i passanti e far saltare teste in aria correndo via con il carrello della spesa infilando dentro robe a caso, è l’unico regalo che vorrei ricevere da me stessa.

Al supermercato finisco per essere alla mercè di tutti. Signore che al reparto dolci mi chiedono cosa sia esattamente la colla di pesce e perchè sono aumentati i fagottini al cioccolato della coop. E io quel cotechino neanche lo mangerò quindi perchè devo incontrare il tizio che mi consiglia quello fresco del macellaio. Lo so! LO SO MA NON CE L’HA!!!!

E mentre vorrei urlarglielo mi intrattengo elargendo sorrisi e spiegazioni. Senza sapere come, finisco a parlare dell’agar agar come sostituto naturale della colla di pesce e che i fagottini alla fine si possono pure fare in casa risparmiando un po’ fino ad arrivare a quanto deve essere buono il cotechino a Bra perchè me l’ha detto il Nippotorinese e io sulla fiducia gli credo.

Insomma per dire che nonostante mi ostini a volermi disegnare timida, riservata e apparentemente altezzosa, nella vita reale mi ritrovo ad abbracciare le vecchiette che non arrivano allo zucchero e a tenere in braccio bimbi sconosciuti mentre le mamme “un attimino prendo il pane”.

Una delle meravigliose teorie del Nippotorinese è sempre stata quella che il problema non fosse mio ma della geolocalizzazione. Al Nord tutto questo non sarebbe accaduto perchè si è un po’ più schivi e distanti.