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Ormai da un po' di anni quando comincia Masterchef seriamente, ovvero quando sai già qualche nome dei concorrenti e hai individuato il personaggio ridicolo messo lì giusto per, sai che sono finite le vacanze di Natale. Proprio quando sei lì a maledirti per tutti i

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Ho centrifugato la Carota. Ho spremuto le Arance. Ho tagliato a pezzetti il Mango (il mio era molto maturo) e l’ho frullato per bene. Ho messo tutto nel frullatore e via.

Il mango non deve stare in frigo e deve essere maturo. Se non è maturo, e quindi ha un sapore terribile che ne deturpa proprio l’essenza, mettetelo in un sacchetto di cellophane e aspettate due giorni.

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La Rubrica Mangiare S(tr)ano nasce in concomitanza con il Progetto Mii che fame. Il primo articolo dedicato ai Cereali e alle Leguminose lo trovi qui mentre il secondo riguardante i condimenti, i semi e qualche cenno sulla frutta secca lo trovi qui; nonostante tutto questo gran ticchettare la sensazione è quella di non aver detto assolutamente nulla (a parte idiozie, intendo). D’accordo che il mondo dei cereali tanto quanto quello degli oli richiede uno studio approfondito e metodico (e io sono davvero l’ultima persona, come ho ribadito più volte, che può insegnare qualcosa) ma rileggendomi ho avuto la sensazione che si tratti davvero di una leggerissima infarinatura. Mangiare S(tr)ano però riscuote costantemente un incredibile successo e nonostante non sia assolutamente avvezza a vedere cosa porti poveri sventurati navigatori qui in queste lande piene di delirio, balza proprio agli occhi questo particolarissimo interesse per tutto quello che riguarda la sfera alimentare definibile come: sana. In tantissimi nei social più disparati mi hanno chiesto perché non continuassi (la risposta oltre all’esaurimento chiaramente è il tempo e le vacanze natalizie che certamente non hanno giovato). Il 2015 Mangiare S(tr)ano e il Pappamondo saranno in assoluto i capisaldi di queste lande.

Prepara il Riso Shirataki seguendo le istruzioni riportate sulla confezione perché variano a seconda dell’azienda. Quello che ho adoperato io doveva cuocere per dodici minuti senza che mi preoccupassi che scuocesse eventualmente.

Per due persone ho adoperato:
due avocado, il succo di due lime, una presa generosa di sale e dell’alga wakame reidratata nell’acqua, sesamo bianco.

In un recipiente adatto per il frullatore a immersione metti tutti l’avocado tagliato a pezzi, il succo del lime e una generosa presa di sale. Riduci tutto in crema con il frullatore a immersione. Una volta volta sciacquato il riso, dopo la cottura, sotto l’acqua corrente per eliminare quell’odore tipico della radice di Konjac versa il riso in una ciotola e aggiungi la crema di avocado. Fai insaporire per bene il “riso” con la crema e poi impiatta come preferisci (io ho adoperato semplicemente due forchette perché non so dove sia finito il coppapasta! grrrr!). Sopra il riso versa una generosa cucchiaiata di sesamo, meglio se tostato, e se ti piace l’alga wakame puoi pure metterne qualche fogliolina reidratata. Non è assolutamente necessaria.


Il mio Papà comincia ad andare via la sera di Mercoledì 14 Maggio trovando la liberazione dal dolore alle ore 03:30 di Giovedì 15 Maggio 2014. Sono tre settimane oggi. E oggi ricomincio. 

 Con la Luna Piena è avvenuto il Wesak, in quella notte.

Un’antichissima leggenda buddhista narra che cinquecento anni prima di Cristo il principe Gautama Siddharta raggiunse il massimo grado di illuminazione e diventò un Buddha, cioè un «risvegliato», liberandosi definitivamente dal ciclo delle reincarnazioni.

La morte di Buddha. L’illuminazione.

Turi non poteva andare via diversamente. Come un Dio. Il mio.

Trovo nell’Archivio questo delirio frettoloso ticchettato subito dopo Pasqua, che corrisponde a uno dei momenti clou e determinanti del vortice di dolore e tragedia che ha poi preceduto l’inferno. Non mi rileggo mai; men che meno in questa occasione. Magari un giorno lo farò ma. Era importante che lo pubblicassi nel mio contenitore di odori e ricordi. Come sempre.

Le tradizioni prima di tutto, no? 

Accadrà per qualche giorno con altri deliri grammaticali che erano pronti all’invio e poi resi privati. Il tempo di organizzarmi con i Nuovi Post, in pratica. VideoRicette. FumettoRicette. Al momento nelle vesti di Turi ricopro un ruolo completamente diverso e imprenditoriale ma ormai non stupisco più nessuno se a una riunione esordisco con:

“Scusate signori ma la decisione è questa. Continuate a discuterne voi, se volete. Devo andare a fare una VideoRicetta e ho un disegno da finire. A dopo”.

(Crudelia Demon è la Fata Turchina)

Dal 15 giugno, a un mese esatto, si “inaugurerà” quindi la Rinascita. Perché Papà mi ha sempre detto che MAI bisogna rinunciare ai propri sogni. Lavorare duro e non arrendersi. E io voglio continuare i suoi. E non dimenticare i miei. Tanto siamo insieme (tranquilli è la sindrome di Psycho. Metto il suo orologio e la sua felpa. Dico le cose che diceva lui. Poi tolgo l’orologio. Metto il grembiule e divento iaia. Continuate a non chiamare il 118, ok?).

Papà settimana scorsa è stato ricoverato per qualche giorno, dopo una Pasqua che definirei semplicemente infernale,  e qui mi fermo.

Alla domanda come va, risponderei con uno squallidissimo: va. Omnia vincit Amor è la scritta che  è apparsa su una collina in un sogno. Era verdissimo tutto. L’erba, i prati e forse anche un po’ il sole. Sembrava più una mela Smith acerba e crudele nel palato. Una tovaglia verde. Delle cavallette verdi. C’era Cri terrorizzata mentre Ale accarezzava gechi. C’era Giulia a piedi scalzi che rincorreva Napoleone e Ombretta in disparte che disegnava occhi in pillole. Qualche volta alzava la testa e mi regalava uno di quei suoi sorrisi tra il timido e il sicuro. Tra l’incerto e l’assoluto. Poi si è alzato un vento. Freddo, forte e rumoroso. Come la notte che ha preceduto il ricovero quando papà era piegato su un recipiente con la bile che galleggiava tra i fazzoletti, l’ombra del nippo mi sorrideva dal divano e mamma correva avanti e indietro senza sosta. Pioggia che spacca i vetri, quasi. La notte di Mercoledì 23 Aprile. Che non dimenticherò.