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Ho sempre sognato di essere un’americana magrissima bionda con le gambe aggrovigliate sul divano tra plaid a scacchi e calzette patchwork dai colori accesi. Davanti alla televisione con un mega cucchiaione pronto ad affondare nell’immensità di quel barattolo formato famiglia. Gelato con granella di cioccolato-nocciole-mandorle e qualsiasi tipo di frutta secca.

Certo ci mettevo del mio. I capelli non erano esattamente di quel biondo. Il plaid non doveva essere scozzese ma monocolore e le calze in tinta con il divano. Il cucchiaione doveva riprendere la nuance di cuscini e il barattolo del gelato magari trasformato in un mega coppone di vetro minimalistico senza scritte. E la granella di cioccolato-nocciole-mandorle l’avrei evitata eccome perchè se c’è una cosa che mi fa innervosire è proprio trovare roba croccante nel gelato. Un po’ può essere pure entusiasmante ma se devo passare il tempo a masticare mi infilo un chewing-gum e via.

L’ambientazione americana spariva per lasciare spazio a un ordinato scenario da casa perfettamente moderna, lineare, ordinata e comedicoiosantapizzetta!

Rainews ci ha visto lungo e la Cuoca Matta mi piace sempre più. E’ un identificativo che sta prendendo piede  e che rimane per me davvero un bel gran complimento. Su twitter stamane mi hanno informato che ieri al Tg2 in un servizio sugli IOS5 mi hanno nuovamente nominato con tanto di avatar e pagina twitter con foto. In queste occasioni se lo riveli fa cheap. Se non lo fai fa snob.

A me fa innegabilmente piacere e quindi lo dico senza cheap. chiop. e snob. E insomma Grazie infinite.

A tal proposito il titolo potrebbe indurre giusto a esclamare “eh. è matta davvero! Adesso pure cucinare con la lavastoviglie!“. In realtà quando il Nippotorinese mi ha donato “Cucinare con la Lavastoviglie” di Lisa Casali edito dalla Gribaudo, ho ridacchiato distratta pensando a un simpatico volumetto per prendermi in giro; del resto sono abituata a ricevere determinati tipi di cadeau. Come il volumetto “Io non mi lamento” e “Pazza per le borse”. Il primo aveva addirittura un braccialetto che bisognava indossare nel caso in cui si superasse la soglia di “un giorno senza lamento”, o qualcosa del genere. Sta di fatto che oltre a non averlo mai indossato e aver trovato la protagonista di “Pazza per le borse” una principiante a mio confronto, credevo che anche questo volumetto sarebbe stato una simpatica boutade per diventare poi oggetto da arredo. Un’acchiappa polvere per dirla tutta. Un ciapapuer come dice il Nippotorinese nel suo idioma.

Mamma si era convinta che il microonde fosse pericolosissimo. Negli anni novanta questo minielettrodomestico turbava le notti di ogni casalinga. Mentre le più impavide provavano il novello extraterrestre illustrandone le meraviglie alle dirimpettaie, le stesse che poi decenni dopo sarebbero diventate adepte della setta Bimby,

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Sì lo so sono proprio fastidiose le tabelle nutrizionali ma è innegabile che un occhio lo si butta. E non in ultimo: lo si dovrebbe proprio buttare. La prova costume è già bella che superata e non importa se con plausi o pernacchie. Al diavolo! La follia demenza sfociante in paranoia acuta è un po’ più lontana e si pensa già alla vendemmia e a cosa regalare al fidanzato la vigilia di Natale. Lamentandosi magari e ripetendo come un mantra “per le donne è più semplice mentre per gli uomini è impossibile”. Si prende nota del menù di capodanno e se sarà il caso o no di indossare anche quest’anno i moon boot che diciamocelo non sono affatto glamour e conferiscono quell’aspetto yeti che proprio non si addice a delle signorine bon ton. Ammesso certo che lo si voglia essere.