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Di insalate con la frutta francamente non se ne può più quindi mi sono detta: e perché non farne ancoraancoraeancora? Giusto per essere la regina dell’incoerenza e mantenere saldamente il titolo*disse mostrando fiera la fascia da MissScemenza 2011 (concorrerò anche quest’anno, chiaramente).

Un tris di insalatine che si possono presentare per un buffet, appetizer, brunch, qualsiasicosadovesimangiaperchétantosimangiasempre. Infilate nei bicchierini trovo che siano deliziose. Scomodissime da mangiare per carità ma chi se ne importa? Ho adoperato dei vasetti che ho riciclato dopo aver fagocitato dello yogurt di soia buonissimo biologico con le albicocche e credo pure con i mirtilli (o erano lamponi? vabbé non ho l’età).

Insalata di anguria e cipolla rossa: priva l’anguria dei semini e tagliala tocchetti. Lava per bene la cipolla rossa, tagliala come più preferisci e condisci con olio extra vergine di oliva e un pizzico di sale.

Insalata di radicchio, mela e maionese: lava il radicchio e la mela. Taglia la verdura e a tocchetti la mela. Condisci con della buonissima maionese fatta in casa ma se non hai voglia quella confezionata andrà bene lo stesso. Ottima una grattugiatina di scorza di lime.

Insalatina di mango, caprino e feta: un classico ormai. Qui al Gikitchen credo di aver fatto il mango con il caprino in mille modi. Nel cucchiaino, a mini roll in emulazione di un sushi e semplicemente in insalata. Questa volta l’aggiunta di tocchetti di feta e una spruzzatina di lime (magari quello da cui si è presa la buccia per l’insalatina con radicchio e mela).

E ci sono dei video Torinesi sotto sìsìsìsìsìsìsìsìsì (ho un po’ di arretrati).

Un piatto che piace moltissimo, manco a dirlo, al Nippotorinese e che durante il periodo estivo preparo spesso rendendolo felice perché di piatto unico si tratta. La presenza del carboidrato e delle proteine del pesce, la croccantezza e le proprietà da non sottovalutare del sesamo e pure le vitamine e le caratteristiche benefiche dell’alga wakame su cui ho ampiamente blaterato (ultimamente qui per la semplicissima insalata, con il sesamo giustappunto).

(e sì la smetto di essere così fuddbbloggà chenonsonotralaltro ma le vacanze stanno per finire pemmè e presto riprenderò a tediare l’universo con il superfluo di questa cucina no sense)

(e dopo la corriera ho preso l’ascensore. Non solo da sola. Non solo da sola con un signore. Non solo con un signore tedesco sudato e una francese che ruminava un panino al formaggio MA PURE *uditeudite* con un bambino che saltellava. E solo il cielo sa quanto sia pericoloso per me dividere lo spazio con un essere saltellante soprattutto in un momento di raccoglimento psicologico come la permanenza in ascensore. Insomma celapossiamofarcela. Anche senza ansiolitici, evviva!)

(no. Non cederò mai alle magiche pillolette. Credo nella forza di volontà. Amen).

(ho finito con le parentesi, sì)

Gli udon 饂飩 , scritto anche come うどん , sono una varietà di noodles (e anche di questi sbirciando nell’indice se ne trovano diverse preparazioni) composti di farina di grano. Generalmente vengono serviti all’interno di zuppette con tanto brodino e questo modo “occidentale” non fa parte certamente della tradizione nipponica più stretta ma ormai i noodles come gli udon e tutti i prodotti orientali in genere hanno subito un’occidentalizzazione pur rimanendo fedelissimi ad ingredienti ed elaborazioni nipponiche.

Le micro polpettine di questa preparazione sono composte da semplicissimo tritato di prima scelta con qualche pezzetto di pomodoro ( ciliegino di Pachino) essiccato tagliato finissimamente, lasciato cuocere con pochissimo olio extra vergine di oliva senza l’aggiunta di pane ammollato e uovo. Per questo motivo non si ci si stupirà quando si disfarranno un po’ durante la preparazione. Il riso è semplicemente tostato in padella con olio e allungato con del brodo vegetale e una generosissima spolveata di curry. Nelle preparazioni orientali si è soliti anche fare una generosa spruzzatina di limone o lime durante la tostatura del cereale e così ho fatto. Dopo aver cotto per bene il riso e averlo amalgamato alla spezia ho unito le micropolpettine e servito con una manciata generosa di prezzemolo freschissimo e qualche fetta di limone.

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