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Il mio Papà comincia ad andare via la sera di Mercoledì 14 Maggio trovando la liberazione dal dolore alle ore 03:30 di Giovedì 15 Maggio 2014. Sono tre settimane oggi. E oggi ricomincio. 

 Con la Luna Piena è avvenuto il Wesak, in quella notte.

Un’antichissima leggenda buddhista narra che cinquecento anni prima di Cristo il principe Gautama Siddharta raggiunse il massimo grado di illuminazione e diventò un Buddha, cioè un «risvegliato», liberandosi definitivamente dal ciclo delle reincarnazioni.

La morte di Buddha. L’illuminazione.

Turi non poteva andare via diversamente. Come un Dio. Il mio.

Trovo nell’Archivio questo delirio frettoloso ticchettato subito dopo Pasqua, che corrisponde a uno dei momenti clou e determinanti del vortice di dolore e tragedia che ha poi preceduto l’inferno. Non mi rileggo mai; men che meno in questa occasione. Magari un giorno lo farò ma. Era importante che lo pubblicassi nel mio contenitore di odori e ricordi. Come sempre.

Le tradizioni prima di tutto, no? 

Accadrà per qualche giorno con altri deliri grammaticali che erano pronti all’invio e poi resi privati. Il tempo di organizzarmi con i Nuovi Post, in pratica. VideoRicette. FumettoRicette. Al momento nelle vesti di Turi ricopro un ruolo completamente diverso e imprenditoriale ma ormai non stupisco più nessuno se a una riunione esordisco con:

“Scusate signori ma la decisione è questa. Continuate a discuterne voi, se volete. Devo andare a fare una VideoRicetta e ho un disegno da finire. A dopo”.

(Crudelia Demon è la Fata Turchina)

Dal 15 giugno, a un mese esatto, si “inaugurerà” quindi la Rinascita. Perché Papà mi ha sempre detto che MAI bisogna rinunciare ai propri sogni. Lavorare duro e non arrendersi. E io voglio continuare i suoi. E non dimenticare i miei. Tanto siamo insieme (tranquilli è la sindrome di Psycho. Metto il suo orologio e la sua felpa. Dico le cose che diceva lui. Poi tolgo l’orologio. Metto il grembiule e divento iaia. Continuate a non chiamare il 118, ok?).

Papà settimana scorsa è stato ricoverato per qualche giorno, dopo una Pasqua che definirei semplicemente infernale,  e qui mi fermo.

Alla domanda come va, risponderei con uno squallidissimo: va. Omnia vincit Amor è la scritta che  è apparsa su una collina in un sogno. Era verdissimo tutto. L’erba, i prati e forse anche un po’ il sole. Sembrava più una mela Smith acerba e crudele nel palato. Una tovaglia verde. Delle cavallette verdi. C’era Cri terrorizzata mentre Ale accarezzava gechi. C’era Giulia a piedi scalzi che rincorreva Napoleone e Ombretta in disparte che disegnava occhi in pillole. Qualche volta alzava la testa e mi regalava uno di quei suoi sorrisi tra il timido e il sicuro. Tra l’incerto e l’assoluto. Poi si è alzato un vento. Freddo, forte e rumoroso. Come la notte che ha preceduto il ricovero quando papà era piegato su un recipiente con la bile che galleggiava tra i fazzoletti, l’ombra del nippo mi sorrideva dal divano e mamma correva avanti e indietro senza sosta. Pioggia che spacca i vetri, quasi. La notte di Mercoledì 23 Aprile. Che non dimenticherò.

Beh non è che ci sia molto da dire. E’ un semplice sashimi di salmone con cuori di zucchine crude; che a me piace mangiare (intendo il carpaccio di zucchine eh) con tanto succo di lime e pure la scorza senza mettere altro se non una tonnellata di sale. Il wasabi fosse per me lo metterei pure nel latte. Pensare che lo detestavo proprio come l’avocado e poi mi ritrovo proprio a mangiare Avocado e Wasabi.

E’ il compleanno del mio Papà oggi e trascorrerò la giornata tormentandolo di bacetti; per questo motivo potrei tardare a rispondere a tutte le meravigliose parole che mi avete lasciato ieri riguardo il dimagrimento.  Molto commossa vi ringrazio sempre e mi scuso per essere presente a fasi alterne.  Già ieri ho fatto il possibile per rispondere (ahimè non a tutti) e oggi cercherò  di completare il “giro di bacetti” che ahimè tocca pure a voi (pensavate di essermi sfuggite eh? NO!)

( è il periodo degli ahimè questo)

Ecco dei noodles in insalata che contengono wakame, pomodorini, avocado e sesamo. Un’insalata di noodles freschissima insaporita da una grattugiatina di zenzero fresco. Pungente e dolce ma decisa grazie al connubio con il frutto esotico e particolare con il pomodorino nostrano accoppiato all’alga orientale che trova compagnia nei noodles.

Sono perfetti questi noodles per infinite variazioni dai sapori non soltanto orientali ma fusion. La cascata di sesamo è un obbligo quasi morale con l’alga wakame e le proprietà nutritive saranno talmente tante che il vostro pancino e l’intero organismo non potranno che ringraziarvi sprigionando una quantità incredibile di energia.

Adopero spesso le alghe. Le avevo già proposte con il pesce, usando l’alga nori con dell’ottimo pauro e anche con il pesce spada. E’ la volta del pollo, esattamente petto, cotto al cartoccio di carta forno dopo averlo marinato in olio e salsa di soia (ma davvero per poco). Foglioline di alga wakame lasciata ammollare fino a quando raggiunge la sua consistenza morbida e vellutata (molliccia per alcuni ma è un termine a mio avviso dispregiativo che non merita certamente). In forno ben caldo per un po’ senza esagerare e servito semplicemente così.

Quelli che seguiranno sono dei post che ho programmato settimane fa. Avevo scribacchiato appunti non appena avevo scattato foto e preparato cibarie varie. L’intenzione era poi quella di riprenderli, aggiungere, sistemare e aggiornare. Non sarà così.

Lo anticipo per dire che non è un gran bel momento qui e per questo motivo la qualità dei contenuti, ammesso che ci sia mai stata, subirà un drastico declino. Sono oberata dal lavoro, che non posso in alcun modo lasciare anche se vorrei, e una situazione delicatissima personale.

Spero mi perdonerete quindi distrazioni maggiori di quelle che già ci sono state, assenze e mancanze. Sicuramente non per mio volere.

Sicura per la comprensione vi abbraccio fortissimo.

E’ vincente l’accoppiata salmone-sesamo-wakame ma questa volta ho deciso di propinargli il pesciotto succitato in versione pesto. Ovvero dopo averlo cotto al vapore, come piace al Nippo, l’ho frullato con pochissimo olio grazie all’ausilio del frullatore ad immersione, mio fidato amico. Le alghe wakame semplicemente ammollate; si trovano facilmente al biologico o nei negozi di prodotti etnici (ne ho parlato tantisssssssssssssssssssssimo, essendo le mie preferite e qualora volessi saperne di più basta scrivere “wakame” sul bottoncino “CERCA” in alto a destra che vengon fuori una sfilza di ricette, informazioni e deliri annessi.

Basta poi amalgamare bene il pesto di salmone con un po’ di acqua di cottura dei soba e via con wakame e pioggia di sesamo. Volevo provare con i semi di zucca tostati. Così giusto per far provare un gusto croccante diverso ma *tadan* colpo di scena melisomagnatatuttiio *disse fissando i piedini con una goccia enorme sulla testa.

Perfetto come contorno ai roastbeef o agli stufati questo purè in chiave nipponica mette pace solo a vederlo. Un momento zen senza mezzi termini. Mitsuba è un prezzemolo giapponese che significa tre foglie. A differenza del nostro prezzemolo ha un sapore molto fresco certamente, ma con delle note pepate e speziate. Nessun poblema quindi per chi come noi il mitsuba se lo sogna a meno di partire a prenderne un mazzetto a Tokyo (ecccheccevvo?), si potrà usare naturalmente il classico prezzemolo, speziando e pepando leggermente magari con del pepe bianco più delicato e meno invadente.

Qui in casa se non ci fosse il wok potremmo pure buttarci in un angolo e piangere lacrime amare. Ma amare. Tanto amare. Io nel wok ci faccio pure il caffè (nessunodicacheilmiocaffèfaschifo! LO SO!).

Il Nippo sostiene che la carne saltata nel wok acquisti un sapore completamente diverso (poi aggiunge che tanto in Sicilia non fa differenza perché chapeau al pesce ma la carne è un pezzodiplasticainconsistente. Ecco spiegato anche il motivo per cui, oltre a non farne un abuso in generale, preferisce mangiarla altrove. Altrove non fa provincia di Trinacria. In qualunque dei tre vertici dell’isola, per intenderci. I catanesi non gliene vogliano insomma. Si lamenterebbe anche isolette comprese, a Lampedusa ecco.

In effetti però nonostante la carne sicula non siacarnevera (io per spirito di patriottismo dovrei insultare il sapore del pesce a Torino. Non lo farò, amando la terra sabauda a prescindere, e ahimè non potrò in questa vita fare paragoni non avendolo mai mangiato. Applausi a me che comunque da brava integralista della granita mi complimento ugualmente. A dimostrazione del fatto che io sono buonadolcecarina e lui un mostro. Tutto torna no?) l’algido nordico riconosce la cottura e si accorge immediatamente se ho tirato fuori il wok da 23 chili che per lavarlo devo chiamare una squadra di omoni, o no.

(ma dopo quelle parentesi lunghissime voi capite la principale? io no)I soba come già ripetuto più volte (e potrei anche finirla in effetti) non mancano mai. Gli spaghetti diciamolo il nippo non sa neanche cosa sono. Per questo credo di averli preparati nelle varianti pià assurde. Oggi però una classica senza pretesa alcuna. Ho adoperato della salsiccia (sicula, sì. Ohhhh! E non potevo andare a Bra. Avevo giusto due impegni *disse fissando il Nippo con sguardo truce) privata di budello che ho insaporito leggermente con della salsa di soia e lasciato cuocere nel wok. Ho aggiunto pochissimo olio di sesamo e lasciato che una pioggia di semini (sempre di sesamo) cadesse giù.

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