Home / Festività (Page 3)

In cerca di Idee per La Vigilia? Segnalo, da oggi, dodici ricette al giorno. Così giusto per non esagerare*disse ridacchiando*

Non solo mie eh. Da domani mi metto a spulciare tutti i blog delle mie amiche e senza chieder loro il permesso segnalo i  post, tiè (sono impazzita).

 Ieri Mamma e Pina, al secolo conosciuta come “Santa-Signora Pina-che-ci-sopporta”, non hanno resistito e ho avuto un anticipo sul mio regalo di Natale. Una me in versione pupazzosa del mio alter ego fumettoso. Sembrerebbe molto più complicato di quello che è ed in realtà lo è.

Nonostante già nel 2004 mi fossi cimentata nella realizzazione di una mini maghetta streghetta in  pezza ( lo ricorderanno solo Cri e Cey)  grazie all’arte del cucito, appreso insieme a nonna e zia che mi costringevano a ricamare e rammendare vedendo Anche i Ricchi piangono e Topazio ( capite tutto adesso, nevvero? Turbe psichiche profonde, le mie) vederne una così grande ( perchè è grande davvero) e così abilmente confezionata mi ha commosso ; e vabbè che mi commuovo spesso ma la colpa è da attribuire all’avanzare dell’età. In fondo rimango pur sempre “cuore nero”, come ama epitetarmi Cey.

Finalmente oltre ad evocarla con i tratti per tenermi compagnia  e muoverla con i colori attraverso fogli e miniature, posso sederla accanto a me. Sì, perchè ho deciso che sarà sempre qui. Alla mia sinistra. Sulla mia poltrona rossa con le rotelle girevoli.

Certo è inquietante immaginarmi adesso, oltre che attorniata da nani pupazzetti e bambolette, con una mia riproduzione pupazzosa che vigila sul mio operato ma.

Ma è così. E diciamo pure il buon Norman Bates di Psycho al confronto fosse un dilettante. E’ inutile che ribadisca quanto ami mia mamma perchè è chiaro essere una delle poche ragioni della mia vita, ma è giusto ribadirlo.

Tra l’altro adesso ha anche un computer e si connette ( a breve mi rimprovererà nei commenti e comincerà a urlare ” e metti più olio !!! “) ad internet con una scioltezza che francamente non immaginavo. Ho ormai una mamma 2.0 tecnologicamente evoluta che per amore di leggermi ha sfidato la sua incommensurabile idiosincrasia contro la tecnologia (” io ci ho la mamma più bella e più brava del mondo e voi no ! gne gne gne gne gne ” * momento di maturità)

Leggendomi anche la mia amata Pina ( queste due sante donne amano rovinarsi la giornata quando non sono con me; si evince questo) poi, pubblicamente la ringrazio non tanto per la sua innegabile bravura quanto per l’affetto che dimostra nei confronti di me e mamma.

Sono davvero una maghetta streghetta, sia in carne che in pezza, fortunata.

Finite le romanticherie si passa ai fatti.

Ma che potevano mancare mai gli alberelli sopra le tortine? Giammai!

Alberelli semplicissimi che altro non sono che un triangoletto isoscele dove mettere palline e qualche stellina natalizia nella circonferenza del cupcake realizzata con una pallina spiaccicata e via.

Insomma davvero non è che si debba perdere tutto questo tempo. In qualsiasi modo vi assicuro che saranno un successo. C’è una vittoria intrinseca nel cupcake ( Santin mi ucciderebbe lo so. Perdonami Chef !) .

Evoca non so perchè meraviglia a prescindere. Il fascino della monoporzione e della morbidezza unita a quel pizzico di fantasia che prende corpo tra le dita con la realizzazione di qualsivoglia oggetto grazie alla pasta di zucchero fa sì che il successo a prescindere da tutto sia davvero assicurato.

Potrebbe avere il gusto di cervo putrefatto ma emetterebbero gridolini “uhhh che belllo! uhhhh che buonoooo!!!” ugualmente. Ne ho le prove.

Meno undici giorni  al Natale. Sento solo io il fiato di Babbo Natale sul collo?

Ma non posso blaterare al riguardo. Fretta. Fretta. Fretta, quindi trascrivo velocemente queste due righe di delirio in cucina.

Lo zenzero è una costante come lo è averne sproloquiato fino allo sfinimento. Lo zenzero fa parte di un antagonismo papillogustativoavverso come il finocchio. Sembrerebbe che io non sappia esattamente cosa stia dicendo ed è vero. Ma.

Amo il finocchio tanto quanto lo odia il Nippotorinese. Detesto lo zenzero tanto quanto lo ama il Nippotorinese. In una sorta di ying yang dell’equilibrio odio e amore noi due potremmo essere rappresentati da una fettona a forma di “goccia” di finocchio e l’altra dallo zenzero. Per nulla al mondo nessuno mai mi convincerà che lo zenzero sia buono; pur essendo vero che ho cambiato opinione sul fico secco e la fava, per non parlare dei datteri, questo non dà alcuna chance a questa radice antipaticabruttaecattiva. Si evince una mia maturità nell’affrontarla o sbaglio?

Lui sgranocchia zenzero candito riempendosi le mani di manciate quanto io lancio semi di finocchio ovunque. Mi piace anche berli in rilassanti tisane che dovrebbero essere drenanti ma che mi fanno gonfiare come una zampogna, ma non credo sia questo il punto. Io spremo arance su finocchi, che non digerisco ma persevero per ingordigia, mentre lui grattugia radice di zenzero fresca pure nel caffè. In qualsiasi pietanza sta bene lo zenzero a detta sua.

 Meno sedici giorni a Natale e se apparentemente l’alter ego fumettoso sembra gridare di felicità in questo angosciante calendario dell’avvento,  la realtà è tutt’altra. Ho un problema che reputo irrisolvibile con l’albero di Natale, poco tempo, tante cose da fare e nani da giardino da coordinare per le ultime organizzazioni di fine anno. Non in ultimo il dodici dodici alle dodici è vicino ed io proprio di vedere quel numero ho davvero poca voglia.

Ci aggiungiamo poi , come ciliegina sulla torta,  il fatto che Cey è andata via ieri gettandomi nella depressione cosmica, e vien fuori un quadro tutto fuorchè incoraggiante.  Certo potrei strafogarmi  di Gelato al cioccolato con Latte di riso e nessun derivato animale buono da pazzi che fanno da Babbi, nella città del gusto al porto di Catania, presidio slow food con collaborazioni del Gambero Rosso e così farò. Mi getterò su un molo a caso per strafogarmici riflettendo sul da farsi.

Definirei la giornata che mi attende “piena come un uovo” e specificherei pure che non trattasi di uovo di pennuto comune bensì di Tirannosauro Rex Gigante, ergo mi riservo di scribacchiare la mia intensa cronofotostoria con Cey quando avrò il tempo che merita.

Lascio quindi velocissimamente qualche considerazione e appunto in cucina fatto giorni fa.

Quando l’anno scorso ho realizzato la mia prima casetta di Pan di Zenzero con su scritto “Cey e Gi” speravo che almeno il Natale successivo avrebbe visto il nostro abbraccio; ergo uno dei miei desideri più grandi è stato realizzato (per la ricetta, anche quella dei biscotti cioccolatosi e alberellosi con gelato al pistacchio dentro clicca qui >>>che c’è anche il videopost di Cey e non si può mica perdere).

I Gingerbreads li farò e rifarò nonostante qui al Gikitchen siano stati sfornati svariate volte e in tutte le glasse; come farò e rifarò la casetta pur avendo acquistato l’incredibile soluzione ikeana di “monta la casetta di Pan di Zenzero” perchè ebbene sì non solo puoi tornare a casa con il mobiletto del bagno da montare ma anche con la Gingerbreads Home !

Io amo l’Ikea per questo. In sostanza in un pacchetto iperprotetto ci sono le basi biscottose per la creazione. Chi ha poco tempo, o voglia, di realizzare quindi questa meraviglia può rimboccarsi le maniche e preparare solo la glassa che servirà da collante e decoro.

Meno Diciassette giorni al Natale. Dire che l’ansia aumenta esponenzialmente è un eufemismo. La roba da fare si accumula e l’unica certezza che mi rende felice è non avere una lista da regali, come gli scorsi anni, da fare. Perchè a parte le persone a me vicinissime (grazie al cielo davvero poche)  lancerò sotto l’albero  sacchettini con biscottini e roba salata;  i cosiddetti pensierini non andranno a parenti serpenti, falsi amici e frizzi e lazzi bensì solo ed esclusivamente a organizzazioni o enti. Si è già perso troppo tempo sinora con nullità ( un animo da Grinch mi pervade e voglio tenerlo ben stretto al mio cuore).

E insomma anche oggi di corsa. Giorno Nefasto, indicato dal diciassette giustappunto, proprio perchè Cey andrà via.

Lo scorso mese , dopo la segnalazione della mia adorata Katia,   a pagina 155 c’era con  somma gioia e sorpresa il mio facciotto con tanto di fiocco rosso su Casa Facile;  questo mese  ho l’onore di essere sulla prima pagina di Cucina Facile. L’illustrazione e testata principale del Gikitchen fanno da cornice alle parole del Direttore. Dire che ne sono onorata, lusingata e tutta una sfilza di imbarazzanti aggettivi  è riduttivo.

Ieri, oltre alle smisurate manifestazioni di affetto e sfilza di abbracci virtuali e non, mi è stato detto da più persone  ” e di che cosa ti stupisci Iaia?”

Mi stupisco sì.

Non perchè la falsa modestia sia una mia caratteristica principale. Lo è al contrario l’autocoscienza. Esistono persone meritevoli ovunque e molto più di me. Non per filosofeggiare inutilmente, anche perchè non ne ho il tempo, ma nella vita credo sia davvero importante riuscire a stupirsi.

Perchè non importa tanto quando e come accade. Non importa neanche se accadrà mai. Importa la voglia di riuscirci e perseverare.

Ero davvero molto piccola  quando mi è stato chiesto cosa volessi fare da grande.

 ” Disegnare. Che le persone vedano i miei disegni e sorridano”

E ogni giorno mi viene detto. E ogni giorno a mia volta sorrido. Stupendomi. E non smettendo mai di ringraziare.

 Avrei dovuto preparare due singoli calendari dell’avvento perchè sì siamo a meno venti ma pure a meno uno, qui. Martedì sera io e Cey anticiperemo il Natale trasformando il Sei Dicembre nella nostra personalissima Vigilia. In un sol colpo festeggeremo Vigilia di Natale, Natale, Sant’Ambrogio, Santa Lucia, l’Immacolata, Qualsiasi Santo giusto per far numero, Il mio-il suo e il Compleanno di Fabrizio (speriamo che per quello del Nippotorinese 3 Luglio ci sia ancora tempo per rivedersi. Ecco lì potremmo pure far Ferragosto in un sol colpo)

Uscivo dall’edicola con la paura che non ci riconoscessimo. Avevo in mano delle caramelle alla menta mentre dicevo che forse davvero avrei dovuto prendere le caramelle gommose dei puffi. Ho alzato gli occhi e ho visto Fab. Ci siamo sorrisi e lei era lì. Con un foglio in mano ” Olimpiadi dell’Antipatia”. Le ho fatto cenno di aspettare. Ho aperto la borsa, posando le caramelle. Ho estratto un foglio bianco con Maghetta Streghetta disegnata. Cuoricini. E .

Ci siamo abbracciate. Fortissimo. Ma proprio fortissimo.

La foto abbracciata a Cey ed Evaristo con il cellulare. Come due quindicenni (dovevamo metterci in bagno davanti lo specchio ma. Lo faremo, ecco).

Ancora non ci credo. Avrò modo di blaterare riguardo la grandezza e bellezza di questa creatura mitologica, fino allo sfinimento. Correndo come matte però (oh è la Vigilia della Vigilia per noi!) mi riservo di farlo nell’immediato futuro.

Nel frattempo lascio qualche appunto in cucina e considerazione baccalesca, giusto per non perdere l’abitudine di  tediare l’universo conosciuto e non.

 E Buongiorno. Non siamo a -24 ma a -23. Essendo però stato scribacchiato ieri i conti dovrebbero tornare. O forse no, ma non riesco neanche con la calcolatrice di Hello Kitty ad elaborare una nozione matematica dopo una notte insonne (anche se avessi riposato, vabbè). Per cominciare a dire che il Calendario dell’Avvento Iaioso  è ufficialmente partito e che ogni giorno riserverà grandi ( si fa per dire) sorprese. Quella che tutti aspettano, ovvero che io chiuda il blog e la faccia finita, tarderà ad arrivare ahimè.

Considerato che settimana prossima avrò in casa la mia Cey  con Fab e dovremo anticipare giusto di qualche giorno la vigilia del Natale riproducendo in Toto albero-regali-cenonevigilia e considerato che  ci saranno uno o più post giornalieri con annesse ricette, scadenze inderogabili, disegni da finire, email a cui rispondere, Nani da Giardino da illuminare, PACCHI DA SPEDIRE (gravano sulla mia coscienza),  roba da scrivere e fotografare e cucinare ed sms datati ottobre ai quale urge una risposta immediata ( sarcasmo mode on), beh.

Beh considerato vagamente tutto questo posso con assoluta certezza confermare che sì. Semmai dovessi arrivare alla Vigilia conscia del mio nome e cognome e indirizzo civico, potrei già ritenermi più che soddisfatta.

E cominciamo.

Verso le undici ricevo sempre una chiamata. Mi diverto ad indovinare se è lei o lui. Sì, perchè noi tre dobbiamo necessariamente darci la buonanotte.

Il Nippotorinese la trova una cosa strana. Quando approdò in Trinacria rimase allibito dal fatto che io e mamma ci baciassimo per darci il buongiorno. Ci baciassimo durante l’arco della giornata per dimostrazioni di affetto varie ed eventuali (magari dopo aver litigato ferocemente per un’inezia a caso). Ci baciassimo prima di andare a fare la nanna. E vabbè la faccio breve.

( Stessa cosa con papà. Doverosa parentesi).

Certo è che io con i miei genitori sono di default una tipetta parecchio sbaciucchiosa ma è pur vero che a me è sempre sembrato assurdo il suo comportamento astioso nei confronti del bacetto. Per questo motivo ho indetto anni or sono “la terapia del bacetto”. Non ha sortito gli effetti sperati ma talvolta lo vedo porgere la guancia alla mia genitrice e lei, che rispetta le usanze dell’algido nord, solo allora lo sbaciucchia a dovere come si confà ad una matrona meridionale.


1 Dicembre World Aids Day . La campagna Proteggiti Semplicemente. 

( riesumo video degli anni passati quando ero magraeeegiuovine in attesa di quelli nuovi perchè sì. Arriveranno. Tenetevi pronti al peggio)

Tuppete!

E’ inutile ribadire che il genio di Darsch ha pure comprato il dominio, vero? Tuppete.net è una realtà che nel 2012 prenderà sempre più corpo sino all’inarrestabile conquista dell’universo che ormai è chiaramente vicina.

I Maya stanno per arrivare ma non dimentichiamoci che io,  Damien in Gonnella ( Se non hai visto la Saga di Omen puoi tranquillamente cliccare x a destra se possiedi piccì, a sinistra se possiedi appol , e correre velocissimamente lontano da me) con il mio 12-12-12 al posto del 6-6-6 perchè mi piace raddoppiare ed esagerare salverò il mondo da questi omuncoli bassotti e cicciotti con frangetta e capello liscio. Perchè è chiaro che i Maya siano così. Un po’ dei nani da giardino ma senza peluria albina.

Avremo comunque modo di approfondire la questione Maya durante il corso di tutto l’anno che verrà (sperate in una mia dipartita vero? malvagi esseri, giammai!) . Per dire insomma che è arrivato Dicembre,  l’ultimo per il presentatore di Voyager (tiè!) e  il suo  fidato pubblico. Da questo momento in poi qui si riverseranno momenti melliflui intrisi di sdolcinerie varie mischiate a vomitevoli zuccherosità. Si conieranno anche sinonimi talmente smielati che dovrò provvedere alla realizzazione della gif ” Attenzione aumento instantaneo di zucchero nel sangue alla lettura di questo blog”.

E dopo le 11 del 11.11.11 alle 11.11 ci si becca il post

Avevo una radiocuffia bianca ma anche rosa e grigia. La solita esagerata sì.

Il fatto è che papà, lavorando nel settore dell’elettrica e della tecnologia in genere, ha per ovvie motivazioni influenzato questo aspetto. Da brava psicolabile seriale che colleziona inutilità ed essendo una stakanovista delle apocalittiche cretinate non è stato difficile infine possedere una quantità di roba imbarazzante e assolutamente inutile.

Avere una radiocuffia sarebbe stato molto più che sufficiente per una bambina ma per diventare incredibilmente fuori da ogni schema bisogna possedere un’infanzia turbata dall’illogicità. Ed eccomi qui.

Per cercare di dare un senso a quello che senso non aveva a priori cercavo in tutti i modi di inventarmi delle giustificazioni plausibili del tipo “se finiscono le batterie nella radiocuffia bianca ho sempre quella grigia” ma crollava miseramente tutto perchè papà le batterie le vendeva e avevo la casa invasa da stilo, ministilo e torcia.