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Avrò modo di blaterare circa il Natale ma avendo un’operazione importantissima da eseguire rimando. Sistemare le nuove lenzuola del nano da giardino non mi si dica  non sia una  priorità assoluta.

E dopo aver finito il countdown per il Natale è ora di partire con quello per il Capodanno. Finito quello comincerò con l’Epifania, la Pasqua, e così via. Fino alle fine del mondo che a quanto pare è in arrivo.

Uscita indenne anche da questo Natale, dopo aver brindato con ettolitri di succo di arancia senza zucchero e ingurgitato quantità industriali e preoccupanti di nocciole del Piemonte e noci pecan, ricomincio a pieno regime (nessuno mi chieda “perchè quando hai smesso?”) fino all’avvento dei Maya (nani da giardino abbronzati con frangette e caschetti lisci color ebano che ricordano un po’ i vecchi film napoletani di D’Angelo, giusto per focalizzarne correttamente l’aspetto).

Visto poi che una lunga giornata tra fornelli e disegni mi attende, ciancio alle bande e: Polpette!

Le polpette sono stramaledettamente simpatiche. Ti vien voglia di abbracciare non solo loro nella perfetta rotondità che le caratterizza ma anche chi le ha preparate. A me le polpette stanno proprio simpatiche.

Mamma è capace di fare polpette di qualsiasi cosa. Di pasta e riso avanzato e di verdure. Ci infila dentro pesce e carne indistintamente e non rinuncia mai a speziarle, elaborarle, inventarle e friggerle e infornale.

Nel dna siculo, per via dell’arancino che sia tondo o a piramide, c’è qualcosa di mistico nell’impolpettare. Me ne sono resa conto quando alla vista del libro dedicato alle polpette nell’idilliaca calma della libreria ho gridato “POLPETTTEEEEEEEEEEEEEEE!”.

Sarà che Giuliano (vedi Kiss Me Licia), unico gattone simpatico della storia, con la sua (finta) Polpetta ha influenzato la mia generazione (vi ricordate che qui ne abbiamo parlato con tanto di ricetta semplicissima dell’Okonomiyaki? No? beh. Clicca qui !).

Tutti gli ingredienti abbracciati e vicini. Uno scrigno di sapori pronto a esplodere e far festa tra le papille gustative manco fossero a un rave party organizzato dal Gambero Rosso. Questa è la polpetta. Sogno proibito nella versione fritta e ricca e sogno accessibile a costo zero nella versione light senza troppi frizzi e lazzi.

Nasce Gikitchen su Flickr, slegato dal mio vecchissimo account MaghettaStreghetta proprio per l'esigenza di mettere cibo con cibo e amenità con amenità (insomma sempre amenità sono ma mi piace sentirmi organizzata). Fine comunicazione di servizio poco rilevante. A me Star Wars non piace e non me

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