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Ricapitoliamo un po’ le ricette fatte al Microonde qui al Gikitchen? (vi ho sentito dire “no”)

La base è quella della Torta Paradiso al micro. La voglia di cupcake al microonde sapevo che avrebbe preso il sopravvento e così è stato. Complici poi le formine pirottose in silicone non ho tardato a provare un impasto. La scelta della ricetta è ricaduta su quella straconfermata della torta Paradiso, al secolo conosciuta ormai come Torta Beatrice. Ho aggiunto un po’ di tocchetti di pera e cioccolato e la cottura preossochè identica ha dato questo risultato. 

La crema con la quale ho ricoperto il tutto invece è quella classica al formaggio che sto adoperando spesso in questo ultimo periodo, anche perchè vivo di fissazioni momentanee che poi dimentico e butto nell’oblio.

Il risultato è gradevole seppur la consistenza, al contrario della Black Cake che sino ad ora rimane comunque quella che mi ha convinto di più, è molto meno soffice e un po’ più “gommosa”. Un termine a dir la verità improprio quanto dispregiativo ma è l’unico che si avvicini. L’umidità della pera credo abbia sortito qualche effetto “negativo” in questo contesto cioccolatoso ma non mi fermerà di certo nel proseguire con nuovi impasti e creazioni, sperando di poter giungere a conclusione, decretandone in assoluto il migliore.

Ingredienti: 6 uova, 6 cucchiai di cacao amaro in polvere, 3 pere grandi (intorno ai 150 grammi circa cadauna), essenza di vaniglia, 200 grammi di farina, 100 grammi di fecola, 4 cucchiaini di lievito, 120 grammi di zucchero, 100 grammi di burro (se non si ha la fecola si potranno adoperare 300 grammi di farina invece che 200 ma la torta ne risentirà e parecchio in morbidezza. Ahem ho fatto la stupidata, sì).

Prima di. Oggi è la Giornata Mondiale di ” Fai vergognare Cri” e quindi anche qui, qualora si fossero persi i miei spam in rete: Clicca su Mi piace !  Perché sì: Dopo averla costretta ad aprire un Food Blog le ho categoricamente imposto di fare una pagina su Facebook per aggiornamenti culinari e meraviglie varie. Il Manifesto del resto è ” I Love Bibi”  e quindi entra anche tu a far parte del Club. Uilovbibiiiiiiiiii ! 

Giuro che faccio fatica a credere come sia possibile che Max non risulti mai tra i vincitori. Pretendo delle spiegazioni matematiche e poco mi importa la filosofia della probabilità. E’ innammmissibbbbbbbbbbile*disse spaccando la scrivania con il mattarello*

(Questo non significa chiaramente che non sia felice per il vincitore di oggi, manco a dirlo).

Attendo Email con indirizzo per la spedizione. Ahem anche se in teoria dovrei già sapere l’indirizzo è il sottotitolo ( pardon ma io noncelapossofarcela. Prometto di  compilare schede un giorno e avere tuttotuttotutto organizzato).

Sabato mattina è stato un giretto che per muse di visione, confesso, è stato prezioso. C’è stato il barboncino pelosissimo della ragazza russa quasi travolto per strada e l’arancino spiaccicato sulla camicia linda del signore che mi passava di fianco mentre rimproverava la moglie. Se avesse preso la pizzetta tutto quel pasticcio non sarebbe successo. Sicuramente dovevano andare a una cerimonia altrimenti non si spiega il tailleur ridicolo pastello della consorte che aveva optato per un cornetto; e chissà che la crema non sia poi finita sulla borsa. Avrei dovuto seguirli per saperne di più. Ho visto un maggiordomo con la testa di cane in vetrina ed è stato utilissimo per quello che stavo cercando nei meandri dei miei racconti. Pure l’uomo coniglio nello scaffale vicino alle saponette. E’ come se si materializzassero esattamente le mie visioni e quello che ho perduto la notte viene poi ritrovato il giorno quando meno me l’aspetto.

E ho trovato anche molto di più di quello che stessi cercando e sperando. Una su tutte, che poi il resto devo ancora rielaborarlo, è stata la tazzina, il piatto e il piattone di inizi novecento appartenuti ad una baronessa inglese. Intatto e immacolato. Non avevo mai comprato un pezzo di antiquariato. Mamma ne possiede tanti ma io personalmente nessuno. Avevo sempre procrastinato perché sapevo che sarebbe successo quello che poi è accaduto al mio rientro. Ma rimando la memoria delle sensazioni a dopo perché ho troppa fretta e a queste imporre un incessante ticchettio di orologio non è cortesia. Procediamo quindi con calma perché sono le 12.12 e qui a quest’ora si fa solo una cosa: blaterare di ricette, ricordi e colori. Prima di blaterare riguardo a questo post giallissimo e verde che mi terrorizza non poco, ricordo velocissimamente che è in corso una nuova tombola per anziani. A sorpresa da sabato è comparsa la Tombola per Anziani Special Ediscion e  vi è il porta salsine per il bento in palio. Un adorabile minuscolo set di porta salsine che si potrà accaparrare sempre seguendo le stesse identiche modalità. Lasciare commenti, cuoricini, pernacchie doveroso all’interno del post. La scadenza è la mezzanotte di domani.

E direi pure di affrettarci perché vi sono ancora ricchi premi e cotechini. Ahem Cottillon. Non esagero sostenendo che queste foto sono dello scorso anno. Non esagero neanche dicendo che riconoscerei una mia foto e il periodo soltanto guardandola tre nanosecondi velocissimi. Adesso non avrei mai messo il cucchiaino in questo modo e avrei fatto attenzione a delle ombre e. Insomma queste foto risalgono a maggio dello scorso anno mi sono detta trovandole in archivio. Poi ho controllato date e blablabla e con mio sommo stupore, anche se confesso non troppo, ho azzeccato e di bruttobruttobrutto il periodo. Tra l’altro ricordo perfettamente quei limoni buonissimi del giardino che sembravano proprio dei cedri tanto erano dolci.

Nella sezione Inglese c’è la Pasta alla Norma con annessi strafalcioni grammaticali ostrogoti ( click here for recipe ). Potevo forse non cominciare dal piatto preferito del mio papetto? Giammai!

Mi è stato consigliato di aprire adesso una sezione con l’alfabeto farfallino ( che trovo  sia una genialata) e un’altra in formato audio. Io sto pensando seriamente ad entrambe.

Cioè (che è sempre bello cominciare una frase con cioè) ma quanto sarebbe meraviglioso portarmi ovunque in formato audio mentre enuncio ricette? ( qui bisogna mentire oltre tutte le aspettative eh. Occorre impegno). Giulia, al secolo conosciuta come bbestiabionda, ha un’esagerata collezione di miei formati audio ( che definirei in un moto di ottimismo:imbarazzanti).

L’astuta e meschina figura bionda ( naturale, inciso) vuole ricattarmi per ottenere forniture di cannellini a vita. Disprezzo assoluto verso questa persona che sta cercando di screditarmi in tutto lo stivale facendo sentire a passanti e ignari un’introvabile versione di “I will always love you”  a cappella, magistralmente interpretata da me medesima.

E insomma triste vicendi personali e amicizie sbagliate, a parte. Ecco un altro video (starò esagerando?).

Al momento ci sono prove tecniche fotografiche per alcuni lavoretti qui  in casa e allora “sbologno” un po’ di roba e lascio due appunti in cucina giusto per ricordo personale. E “sbologno” posso adoperarlo contando che Mtv per la trama  di uno psuedo-film adopera “sgama”. Non ci credete vero? Neanche io se non lo avessi visto (e fotografato)  con i miei occhi avrei potuto ed invece le sorprese difficilmente finiscono in questo pazzopazzopazzo universo.

Interrompo quindi, giusto un attimino la settimana della cucina etnica e taoista dove oggi si è spadellato il maiale impanato sfumato col sakè per un dolcetto pomeridiano.

 

Quando ho provato a fare i cupcake con la frutta nella più fortunata delle ipotesi sono esplosi appiccicandosi alle pareti del forno manco fossero le famosissime caramelle skifidol anni ottanta. Sì quelle verdi appiccicose dello stesso materiale che adesso propongono per pulire gli interstizi della tastiera; ma suppongo di aver comprato solo io siffatto inutile prodotto quindi glisso giusto per non inabissarmi ulteriormente in dettagli che potrebbero, e ribadisco potrebbero, non interessare.

Insomma sta di fatto che io non avevo assolutamente voglia di fare i cupcake con i mirtilli o con la mela e pera e neanche quelli con la cremina di passion fruit anche perché sono stufa di sentirmi dire “no. Ancora non sono arrivati quelli buoni e succosi”. E allora guardandomi un po’ intorno e notando due ananas piuttosto maturi messi lì indifferenti in attesa di un giudizio mi sono detta: cupcake con ananas? E ci metto pure lo zenzero per fare felice il Nippotorinese?

Immagino le sue spalle. Le mani si vedono appena perchè corrono veloci sui tasti. Quando la mano destra acchiappa il diesis un po’ spostato dal do centrale inclino la testa per vedere un po’ meglio e poi ecco che di nuovo scompare. Immagino di alzarmi e preparargli dei biscotti. Di poggiarglieli lì dove non vi è nessuno spartito perchè proprio come con le parole è lui che le mette sulle righe per farle danzare. Che siano cinque o una soltanto, queste righe, un’armonia rilassante si scatena. Una sensazione di per sempre.

E allora senza il metronomo che batte perchè il tempo non esiste ondeggio un po’ la testa mentre disegno quello che sono parole e musica. Sarebbe un pomeriggio semplice che odorerebbe di biscotti alla cannella. Al massimo si uscirebbe a far due giri intorno ad una rotonda per gridare fortissimamente “peperepepere”, ma subito si tornerebbe in casa per parlare dei puoti e del pandoro e di Tappa e Rella. Pure delle melanzane che c’erano nell’orto. Al massimo si va al supermercato per sfregiare un supponente panettone.

Una chiave di violino come una candela sulla torta ma che non prende sol fuoco. Ma pure do, re, mi, fa, la, si. Perchè non è solo la chiave di sol. E perchè non ti fa sentire sol.

Auguri Pani. Questi biscotti sono per te. Li ho preparati ieri sera ridacchiando e farfugliando perepepe (pure stamattina fotografandoli, eh). Non ho una rotonda in casa ma giuro che prima di infornarli ho fatto il giro della mia isola in cucina. E’ rettangolare ma credo che valga lo stesso, no?

Per i biscotti di Pani ho utilizzato un impasto di biscotti che mi piace moltissimo perchè al tatto risulta ottimo per qualsiasi forma e che ho aromatizzato con buccia di mandarino e cannella. La ricetta si trova cliccando qui >>>( in formato stampabile)

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Sono una donna stupida e, assiomi a parte, ho deciso che da domani i post verranno programmati per la pubblicazione alle ore 12 e 12 minuti. Così, giusto per confermare le voci che mi vogliono maniacalmente precisa e schizofrenica. Verranno programmati quindi per spaccare il secondo: Dodici e dodici minuti un appuntamento fisso da domani, fin quando un giorno nessun post comparirà e.

E vi sarete finalmente salvati da tutto questo.

( Max io già rido pensandoti a guardare l’orologio. Ti prego filmati o fotografati intorno alle 12.10 nell’openspeis o in riunione mentre serio dici ” scusate devo fare una chiamata importantissssssssssssssima”)


E dopo i panettoncini salati con i fichi secchi (clicca qui per la ricetta), le polpettine con i datteri provate anche con i fichi secchi (clicca qui per la ricetta), i biscotti di avena e frutti (fichi) secchi (clicca qui per la ricetta), il maiale con dattero e albicocche provato anche nella versione con i fichi secchi (clicca qui per la ricetta), la pizza con i fichi secchi (clicca qui per la ricetta), il ragù di fichi secchi per la pasta e l’appetizer con il prosciutto e il gorgonzola e basta. Insomma dopo una sfilza di follie con i fichi secchi che in casa si venerano come se fossimo monaci buddisti, è la volta della torta salata al manzo e fichi secchi.

( odio il riepilogo soprattutto quando ho fretta ma sono un tipo astuto, si sa. Oggi poi posto dall’ipad per la prima volta e non visualizzando bene le foto potrei aver messo quelle della mia prima comunione; che per inciso dovrei mostrare perchè vestita da suora con un giglio in mano ho il mio perchè)

Mi piace troppo l’aspetto “pie” rustico che hanno queste torte/pasticci di carne. Non posso fare a meno di pensare a Sweeney Todd e a una delle mie prime ricette illustrate qui al Gikitchen nella sezione Cibo e Cinema. Mrs. Lovett che sforna pie con carne umana per cibare l’intera comunità liberandosi delle nullità. Che cosa bella è? E non vi è una volta che non sforni queste torte pensando di voler indossare un abito ottocentesco con tanto di merletti e possedere un enorme forno dove infilarle, toglierle e servirle. Per questo motivo stavolta le ho cotte realizzando un mio sogno nel forno a legna di mamma. Il colore mi ha entusiasmato e per il sapore, rusticissimo e legnoso, mi sono affidata alle papille gustative dei miei genitori e del Nippotorinese come in ogni piatto che ha la presenza della carne ( e chi dice ” olio, carboidrati e grassi equalsiasicosachenonsiaverdura ” si prende un ceffone a pieno volto)


E’ di semplicissima realizzazione e non occorre avere a disposizione molto tempo e come sempre, dettaglio da non sottovalutare, può essere gustata nei giorni a seguire acquistando sempre più sapore. La crosticina marrone dovuta all’uovo spennellato e un po’ di sale grosso tritato sopra insieme al parmigiano grattugiato, diventerà una nota appiccicaticcia e gustosa; una di quelle cose di cui si fa fatica a fare a meno (così sostiene Turi e così riporto fedelmente. Sono una cronista della tavola, insomma). Un piatto unico, se vogliamo, perchè vi è la presenza del carboidrato e delle proteine animali e anche molto sostanzioso per la presenza del fico secco che arriva a sciogliersi amalgamandosi alla carne tritata. Che poi mamma abbia detto ” piatto unico? ma smettila!” e nello stesso momento agguantava un primo, un secondo, un contorno e tre formaggi chenonsisamai.

Meno Diciassette giorni al Natale. Dire che l’ansia aumenta esponenzialmente è un eufemismo. La roba da fare si accumula e l’unica certezza che mi rende felice è non avere una lista da regali, come gli scorsi anni, da fare. Perchè a parte le persone a me vicinissime (grazie al cielo davvero poche)  lancerò sotto l’albero  sacchettini con biscottini e roba salata;  i cosiddetti pensierini non andranno a parenti serpenti, falsi amici e frizzi e lazzi bensì solo ed esclusivamente a organizzazioni o enti. Si è già perso troppo tempo sinora con nullità ( un animo da Grinch mi pervade e voglio tenerlo ben stretto al mio cuore).

E insomma anche oggi di corsa. Giorno Nefasto, indicato dal diciassette giustappunto, proprio perchè Cey andrà via.

Brutta abitudine quella di due post giornalieri lo so. Il problema è che peggiorerà la situazione. Di giorno in giornoingiornoingiornoingiorno.

Quando ho letto pane al cioccolato con marzapane e pinoli la prima cosa che mi è venuta in mente è stata “e ci infilo pure un cotechino, va”. Nel mio scarsissimo repertorio culinario la voce marzapane mal si associava a pane, cioccolato e frutta secca.

Dopo aver scoperto il pollo alla ciliegia del resto non era così assurdo pensare al cotechino con il marzapane;  fermo restando che io queste benedette melanzane con il cioccolato voglio farle eccome. Non è che qualcuno le ha mai provate e spaccerebbe ricetta?

Ma non devo confondermi. Lo sono già di default. Procedo, o perlomeno ci provo, con calma (sefaperdì).