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Max ripete sempre che “nulla è per caso” . Lo stesso dice anche la Sirena dai capelli rossi. E ho cominciato a crederci anche io. Nulla è per caso. Oggi parlando dei gingerbread senza glutine avevo giusto nominato Biancaneve. Che già da un po’ mi onora con la sua presenza giornaliera tra i miei deliri, ricordi e mondi. E proprio oggi scambiando due battute tramite i-message con Max sostenevo che per alcune persone occorre del tempo. Che ci sono individui e universi importanti. Che avverti complicati, sconfinati e meravigliosi. Ed è per questo che vorresti avvicinarti con accortezza. Con un tempo giusto e non frettoloso.

Ho fatto pochi nomi e uno di questi era Biancaneve.

Un'epopea quella dell'Ipod Gikitchen. Eventi avversi hanno ribaltato tutto e in cuor mio spero si possa ricominciare di nuovo e adoperare la "formula iniziale" tale e quale. Come? Se mi confermate il vostro benestare provvederò sin da subito ad ordinarne un altro e fare quello

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“Ma cosa ci guadagna Giulia dalla sua App di cucina?”

E’ questa la domanda che si pongono, velatamente ma non troppo, in tanti. In maniera molto sintetica risponderò personalmente fugando ogni dubbio giusto perché amo la chiarezza. Non ci guadagno nulla.

L’App Gikitchen è totalmente gratuita e ha avuto un costo; nonostante lo sviluppatore, Emanuele Ferrari, sia un mio prezioso amico.

Ho deciso di non mettere a pagamento, fossero stati anche solo 0.79 centesimi, la mia App semplicemente per questi fattori:

1. Amo condividere e relazionarmi ma soprattutto testarmi in diversi ambiti; di conseguenza sfidarmi.

2. Semmai possa essere d’aiuto ne ricavo proprio una felicità personale. Fin quando sarà così perché snaturarmi? E’ una forma di egoismo alternativo.

3. Perché è così. Come l’essere parmenideo è. Tutto il resto “non è”. E qui occorre dare una ripassata alla filosofia e ci si comprende benissimo.

Chiaramente non potevo prevedere tutto questo interesse nei confronti di un’applicazione nata per gioco e senza alcuna pretesa. Che ne parlassero siti straconosciuti in tutto il territorio nazionale addirittura recensendola, e che attirasse la curiosità di riviste,  giornali, libri  e addirittura quotidiani ;  fattori che non potevo minimamente preventivare essendo annnnnnnnnni luce lontani da ogni più assurda aspettativa.

Sto meditando di cedere alle lusinghe della pubblicità all’interno dell’App organizzata dalla Apple stessa, che dovrebbe far comparire bannerini non troppo fastidiosi. Guadagnerei qualcosa non tanto nel click quanto nel consenso alla pubblicazione a quanto pare. Medito e poi si vedrà. Con il ricavato potrei comprare tanti nani da giardino che è sempre cosa buona e giusta.

[vimeo http://vimeo.com/41443759] E in strepitoso ritardo ( perdonatemituttisantocielo) il vincitore del Bento Box Matrioska. Attendo indirizzo in email ( dovrei saperlo essendo una delle mie più care amiche. Ma appunto per questo ben sa che facciamo prima a rimandare indirizzo. Che a cercarlo potrei pure impiegarci dodici

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Vogliamo ricordarla così. Ritratta con Muki. Ora non so esattamente chi sia e da dove venga Muki (anche se si può intuire che sia un gran bel  pappagallo) ma per qualche oscura ragione su Instagram oltre a queste bizzarri effigi girano foto di me  e fumetti di Maghetta Streghetta riprodotta in tutte le salse; a volte opportunamente taggate e altre no. Ci sono e saranno  i ladri di immagini ma  è opportuno soprassedere perchè oltre profonda tristezza non si può provare altro.

Essendo arrivati a cifre astronomiche che non potevo prevedere,  dubito fortemente che possa in qualche modo monitorare cosa stia succedendo. Due parole su Muki, però ecco quello sì;  in un primo momento vedendo questa polaroid mi sono sentita oltraggiata. Irrazionalmente ho creduto di dover chiedere delle spiegazioni a riguardo. Denunce, rimozioni e vaneggiamenti. Dopo dodici secondi, perchè sono bastati quelli non ho potuto che.

Scoppiare fragorosamente a ridere e capire.

Che le idee sono alla mercè di tutti e tutto, come la nostra immagine. E che spiattellando il mio facciotto acconsento anche a questo. Nei limiti poi del decoro e dell’educazione, neanche a specificarlo. Ed è strano come respirando e inspirando ( e per certi versi ragionando. Operazione in cui non riesco ad eccellere) tutto possa essere diverso. Dall’oltraggio sono passata alla lusinga. Leggere “I love her” , “I love maghetta streghetta” ed essere osannata dalle dodicenni (e non) che mandano mail chiedendomi  che penna uso e come faccio,  fa parte del mio sogno. La comunione delle idee e del sogno. Estraniarsi da questo e viaggiare in altri. Ma nei viaggi non puoi essere mai da solo.

E allora ecco io oggi volevo fermare un attimo il tempo su Muki. Sull’idea di un’idea. Di uno sconosciuto incontrato in un  iperuranio non solo mio. Con i colori, illogicità  e affetto. In una vicinanza cromatica di ammirazione.

Muki, insomma,  merita proprio una storia. Non escludo che diventerà il mio pappagallo immaginario amico. Anzi. Lo è già.

 ( sarebbe meraviglioso adesso se dopo il mio vaneggiamento filosofico scoprissi che è un pazzo maniaco serial killer e che sul luogo del delitto lascia penne di Muki.

Nel caso dovessi scomparire: Muki è l’indizio principale. Concentratevi!)

Vogliamo altresì ricordarla così in questo scatto del 9 Febbraio 2012, completamente esaurita dopo dodici ore ininterrotte di disegno e quattro di scrittura con occhiali opportunamente finti. Allucinata e in preda all’Overlook Hotel Moment. All work and no play makes Giulia a dull girl (in Italia conosciuto come il momento “il mattino ha l’oro in bocca”). Fotografata non dal serial Killer dei Pappagalli ma dal granfarabuttnippotorinese che continua a minare la mia intimità ( a lui lo denuncio sul serio).

( se fosse anche lui un serial killer al posto della piuma del pappagallo, lasciarebbe un dvd di Kurosawa. Lo so). 

E insomma ciancioallebandebandociancie. End de uinnneriiissss....

E ripeto sempre grazie ma come faccio a smettere? non si può. Grazie infinite ancora e ancora dunque per aver partecipato numerosissimi alla seconda edizione di Vinci una Momiji e la Mug. Le relazioni e i deliri che nascono all’interno dei commenti (e non) sono appunto la conferma che l’oggetto in sè non ha valore alcuno ma è solo un aggregatore di meraviglie e nulla di più.

Lascio quindi il video con la proclamazione del vincitore (eletto grazie alla  tabella excel di Max. Fosse per me avrei passato la notte a contare a uno a uno i commenti).

Attendo in email maghetta_streghetta@yahoo.it un indirizzo dove poter spedire tutto. Pioggia di cuoricini compresa.