Home / Natale (Page 13)

Ehi Maya! Sì sì dico a voi:

PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR

Poveri Maya. Passati alla storia così. Come mentecatti stupidi e insulsi che segnavano la ics sul calendario al 21-12-2012 definendo la fine del Mondo. Noi stupidi Umani siamo capaci anche di questo. Di commercializzare, sbeffeggiare, ridicolizzare una grande civiltà che andrebbe ricordata e dovrebbe essere conosciuta per molto altro.

Davvero molto.

E allora tutti al cinema a guardare orrendi film. E allora tutti davanti alla televisione incollati ad ascoltare baggianate su “è nata prima la frittata e non l’uovo e la gallina” e “finirà il mondo alle 12.12 o alle 21.21”?

I Maya su una cosa avevano ragione però. La fine del mondo cerebrale è davvero arrivata e forse anche un po’ in anticipo. Non può che peggiorare. E’ il delirio dell’assenza neuronale. Dell’assenza del decoro. Dell’assenza della comprensione.

Questa è la vera fine del mondo. Niente acquazzoni che porteranno via case e palazzi mentre omini con le antenne verdi ci rubano l’iphone per comunicare con l’Area 51. Niente eruzioni vulcaniche con lave straripanti che bruciano palazzi e gente in fuga che si rifugia in tane antiatomiche con trentamile scatolette di tonno. La fine del mondo è questa.

Quella di credere alle stupidaggini rifuggendo dalla realtà e dalla reale bellezza della vita stessa. Quella di lamentarsi invece che combattere. Quella di credere che non ci sia nulla da fare solo perché si vorrebbe che fossero gli altri a risolvere tutto.

La mia personale fine del mondo la sto vivendo. Non poteva essere peggiore del resto. Mi facevano meno paura il vulcano infuocato, l’acquazzone tsunami che spazza via tutto. Avrei preferito quello che vedere mio papà così. L’omino verde che mi spiegava tutta la storia dei suoi parenti rapiti e sepolti nell’Aria 51 era nettamente meno spaventoso di pregare che papà riesca almeno ad alzarsi per la mezzanotte della vigilia.

Nonostante alla fine poi questa fine del mondo sia arrivata davvero per me. Io non demordo.

E faccio alberelli. Compro i regali per la tombola. Mi arrabbio pure se le luci dell’albero di Mamma non sono sincronizzate correttamente con il luccichio che piace a me. Perché le intermittenze non vanno certamente scelte a casaccio.

E tiro fuori i tovaglioli ricamati di nonna. Le tazze bellissime che mi regala SantaSignoraPina e un semplice rotolo (fatto milioni di volte insieme qui) che ritaglio ad alberello. Lo imbottisco di ganache al cioccolato e lo addobbo con le fragoline che SantoFruttivendoloOrazio mi porta da terre lontane (forse Maya?).

Non sapevo come adoperare una gelatina di Birra, gentile omaggio di un rappresentante di materiale elettrico. Bello no? Gelatina di Birra. Rappresentante materiale elettrico. Nippotorinese in Trinacria. Regali per lui. Sanno che non gli piace il cioccolato perché il verocioccolatoèsolopiemonteseoalmassimosvizzero. Sanno che non gli piacciono i cannoli. Sanno che non gli piacciono i pistacchi. Sanno che è UN ROMPISCATOLE. E insomma gelatina di Birra.

Questo è un piccolo retroscena inquietante che potevo pure risparmiarvi ma santapizzetta siete miei amici. Dobbiamo pur condividere tutti i dolori no? Anche e soprattutto quello di avere accanto l’uomo più complicato che il pianeta Terra, e il Sistema Solare tutto, abbia ospitato. Che detto da me pare essere follia ma vabbè.

Insomma gelatina di birra in frigo. Feta abbandonata. Perché sì il frigo piange. Non a dirotto e neanche a dirnove e dirdodici (è sempre una battuta che mi piace, pardon) ma a dir29438924823409834082043. E allora la sconsolata e abbandonata gelatina di birra venuta da lontano è finita sulla feta resa alberello con un trito di peperoni. Avevo anche troppi peperoni, sì. 

Perdono il verde solo a Natale. Nonostante mi faccia una paura matta cerco di sedarmi con alte dosi di camomilla, vaniglia e miele no. Ecco miele no. Perché già da quasi un anno non lo prendo più ma non è una storia che devo raccontare adesso, giusto? Un coro di “giustoooooooooooo taciiiiiiiiiiiiiiiii” si udì in fondo alla sala.

Bene.

Per dire che il cartoncino verde è brutto come pochi verde ma. Ma utile in questo caso per far fuori bottoncini e creare alberelli deliziosi con pochi euro, zero lavoro e un pizzico di fantasia. Perfetti per molteplici usi diventano carini anche per confezionare deliziosi bigliettini d’auguri fai da te, che rimangono sempre e comunque nella classifica ( polposiscion yeah!) delle cose più apprezzate.

Come si evince dal titolo io ne capisco (e molto) di sbirlucchicchhiiiii. Del resto vivo nel settore elettrico da una vita. Nessuna doppia presa ha un segreto per me. Mentre le altre bimbe avevano l’ascensore di Barbie, io avevo il pozzetto stagno con un filo a treccia che lo tirava su. Mentre le altre bambine avevano la piscina di Barbie, io avevo un idromassaggio elettrico con tubo gommato. Mentre le altre bambine giocavano con i trucchi, io facevo prolunghe da quindici metri. Mentre.

Mentre vabbè. Ci sono tanti motivi per essere esaurita. Lo abbiamo capito.

Sarà che io “mentre le altre bambine… blablablabla” disegnavo facce sulle lampadine ma. Ma con le lampadine ci si può fare tutto. Non servono solo per essere avvitate a un portalampade. Una rivolta delle lampadine dovrebbe accadere ed io sarei dalla loro parte. Dignità alla lampadina! (“ma non ho tempo mi spiace. Organizziamo la rivolta dopo Natale” *disse alla lampadina sulla scrivania che si agitava al grido di “sììììììììììì raduniamociiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!”)

Se si ha un po’ di colla spray a disposizione e qualche sbirlucciccchio di quelli che si vendono in cartoleria può venire fuori un’idea carina carina (magari adoperando le lampadine fulminate o in disuso) per decorare la casa e vi dirò di più: l’albero di Natale. Una volta negli uffici del mio amorepapettoso ho proprio fatto gli addobbi lampadinosi (e con le spine tutte decorate e glitterate) e il successo è stato pazzzzzeeescooooo.

La colla a spray è la svolta. E’ incolore e soprattutto le parti che non vengono poi adoperate per incollare qualcosa non rimangono lercie e schifezzuolettolettose (è italiano eh. E’ ITALIANO! mica me le invento le cose). Questo fa sì che si possano adoperare dei dettagli o decorare angoli senza preoccuparsi di essere precisi. E non è poco.

Insomma per dire che le lampadine, che siano in dorato o argento o decorate con qualsiasi cosa che potrebbe essere anche un piccolo alberello di Natale con il cartoncino (il decoupage sulla lampadina! un’attività innovativa!), fanno sempre una figura sfavillante e lucente (come non potrebbero del resto).

Io ne ho provate alcune per delle foto che mi servivano. Ci sono i modelli a candela che mi fanno impazzire. Sono troppotroppotroppotroppobelli. Il torciglione candeloso, spero di non offendere nessuna delle mie amate lampadine, rimane nella polposiscion della preferenze.

Un centrotavola di lampadine sbirluccicose è un’idea originale, innovativa e semplice per esempio. E di questi se ne potrebbero fare a bizzeffe. Cosa basta? Un po’ di idiozia come la mia e vengon fuori cose carine, semplici che non passano inosservate e soprattutto risultano: apprezzate e copiate.

Quello che vi dirà “che strano però. A me piacciono solo le cose tradizionali però” sarà il primo che troverete nel ferramenta sotto casa con la colla spray in mano.

E insomma che sia una Domenica lucente e sfavillante come una lampadina sbirlucciiiiiiiiiiiiiiiiiiicosiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiisssssssssssiiiiiiiiiima.

Si chiude in questo nanosecondo la Tombola per anziani nella Rubrichetta La Libreria di Iaia tenutasi qui. Visto l’incredibile successo dell’evento ho deciso che farò ben due estrazioni. E spedirò a due persone il meraviglioso librotto di Montersino Marzagiochi e Steccodolci (può partire un ipipurrrràààààààà per cortesia?). Quando San Max mi farà pervenire il file excel provvederò al sorteggio attraverso il sito Random.org.

Grazie davvero infinite a tutti. Vi leggo sempre. Giuro SEMPRE. Faccio difficoltà a. Ma sempre.

E siete bellissimi. Davvero bellissimi.

I nani regalati da Elllisa con tre elle e Bestiabionda. I fazzolettini fungosi di Tiger a Torino e i tortini ricoperti di glassa di zucchero colorata rossa e caramelle affinché apparissero funghetti morbidosi e.

E manca il funghetto sempre regalatomi da Elllisa e Bestiabionda perché fondamentalmente sono una cretina e me ne sono ricordata solo quando sistemavo le foto (perché mai inventarsi storie quando se ne hanno a disposizione di veritiere e tragiche?).

E io non ho neanche dodici minuti per dire che. E che. E che. E che.

Notte difficile. Come i giorni. Momenti di pessimismo cosmico che sfiorano gioie infinite e subito viceversa. Siamo alle montagne russe della felicità e del terrore. Adrenalina e vago odore lercio di pipìaddossodallapaura (raccapricciante no?).

(perché mai inventarsi altri termini magari più aulici quando la sensazione che si vuole esprimere è proprio pipiìaddossodallapaura? Mi sono votata alla sinteticità seppur complessa. Roba che voglio scriverci un trattato).

E si potevano dire tante cose su questi funghetti, a parte il trallalà ma così è. E allora spero rimanga solo un appunto visivo magari carino (lo spero) da ricordare per quando si ha l’impellente necessità di un fungo (datemene uno allucinogeno).

(sipuòdire? sipuòdirefungoallucinogenosuunblog? Forse no).

Che sia un week end bellissimo per voi. Io spero di poter avere tregua e ticchettare un po’. Ho davvero tantissima roba in archivio che mi piacerebbe poter pubblicare giusto per. Lasciarla lì mi dispiacerebbe davvero tanto. Come in questo caso. La ricettina magari la trascrivo tra qualche giorno tanto in definitiva nell’indice ci sono solo 20349203498309803948230 ricette di tortini, senza glutine-senza zucchero-normali-frizzi e lazzi. La glassa è sempre 600 di zucchero a velo con 100 di albume come proporzione e due smarties o caramelle bianche si trovano sempre (ho provato anche con le Pastiglie Leone e sono adorabili! Devo riesumare la foto da uno dei miei innumerevoli aggeggi e ve la mostro).

(mostro? sì sono un mostro).

Tanti baci per voi. Ma tanti eh. Come funghi che spuntano.

 

Sì vedo Nani anche nelle fragole ( con lo stesso tono del bimbo di sixth sense) . E’ tutto normale no? In realtà è un’idea super veloce dell’ultimo minuto per chi non ha tempo da perdere in dolcetti natalizi frizzi e lazzi. Le fragole si sa sono di stagione no? ( vi prego. E’ difficile per me. Annuite. LE FRAGOLE SONO DI STAGIONE. Appartengono alla Stagione invernale. Le Fragole sono FRUTTI INVERNALI. Ripetiamolo tutti*a capo chino fissando le punte dei piedi ).

 Per dire insomma che BabboNano Fragola è assolutamente irrinunciabile in vista del periodo Natalizio. La barba di panna montata fresca e gli occhietti di cioccolato fondente. Se a coordinare i lavori c’è Tore il Nano Guaritore che non ha certo bisogno di presentazioni, tutto risulterà più facile . Per Tore il Nano Guaritore rivolgersi a BestiaBionda. E’ un suo strepitoso omaggio, Non so proprio dove si possa reperire cotanta meravigliositàbeltà.

(vabbè lo trovate alla Rinascente. Io ne ho presi altri dodici ma non diteglielo. E’ convinta di avermelo regalato solo lei. E’ sensibile e bionda. Potrebbe restarci male. Ho enormi difficoltà a gestire i miei rapporti con lei proprio per questo motivo: bionda dentro. Molto bionda dentro. Vabbèmeladevotenè).

Una piscina di cioccolato fondente e il dolcettonanosobabbonataloso ( e di stagione soprattutto) è servito*disse fuggendo via urlando sonoinritardoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo




Il Nippotorinese odia come poche cose al mondo, oltre la Juve e visto il risultato tragico di ieri anche il Milan, il cioccolato bianco. Ed è giusto perché un Siculo odia i pistacchi salati. Cosa c’entrano i pistacchi salati e il cioccolato bianco oltre al fatto che vengon fuori ottimi muffin colesterolosi? C’entra eccome. Perché un Torinese proveniente dalla patria del cioccolato finissimo piemontese non può che provare orrore e raccapriccio dallo stupro inferto al gioiello nero.

Fatto sta che era il bimbo che potenzialmente avrebbe preferito il Ciocorì al Biancorì, se solo avesse mangiato roba commerciale così (sì. mangiava il panino con la marmellata fatta in casa biologica giusto per capirci). Ed io ero quella leggermente in sovrappeso (35 chili a 3 anni) che magnava Biancorì come non ci fosse un domani e inzuppava nel latte pure il compagnetto di scuola (anche se non era ricoperto di nutella). Gli antipodi insomma.

Quando ho detto che avrei preparato i biscotti al cioccolato bianco per dimostrare ancora una volta tutta la mia incompetenza culinaria, ha sentenziato che per nulla al mondo si sarebbe prestato all’assaggio.

Solo che poi al mattino gliene ho propinati due senza dire che erano gli incriminati contenenti polisterolo cioccolatoso e ha detto “uhm… non male ma non dirmi che…”.

E te lo dico sì. Che sono quelli al cioccolato bianco.
Per dire insomma che sì certo potrebbero pure passare per cioccolatosi ma lascerebbero comunque qualche dubbio. Come certo è che dipenderà dalla marca che si adopererà (oh e poi con il cioccolato bianco è giusto ribadirlo il matcha sta davvero più che bene. In fondo a questo delirio riesumo qualche ricettina dall’archivio perché mi pare che ne abbiamo davvero un bel po’). Io ho usato un cioccolato bianco proveniente dalla Svizzera dove il Nippo si dirige qualche volta in gran segreto perché in realtà è una spia Nippotorinesesicularussa e la base si trova a Ginevra in un sotterraneo di una banca svizzera che immagino sempre come quella dei Gringott  di Harry Potter. Con nanetti cattivi contabili iperorganizzati e accessi alla Goonies che manco Willy l’Orbo avrebbe osato tanto. Ma insomma.

CIOCCOLATAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA (chi ha capito la citazione ha tutto il mio amore incommensurabile).
Dov’è che ero arrivata? Mi sono persa nella camera 1212 della Gringott. Ah sì.

Il cioccolato bianco era svizzero ergo colpa sua. Non solo lo compri e pure in Svizzera. Ti lamenti pure se lo uso? Incredibile come io abbia sempre ragione (vedo Cristiana e Alessandra annuire fortemente. Vi amo!).

Sono biscotti semplici che si conservano benissimo in scatole di latta; meglio se regalate da Bestiabionda che confesso è stata una delle poche a regalarmi sempre oggetti meravigliosamente iaiosi. Quella tipa non ha sbagliato un colpo. In effetti mi manca solo per questo.

Biscotti semplici da preparare e conservare e pure un’ottima idea regalo da infilare in una scatola di latta. Bigliettino. Auguri. Ciao. Tanti saluti. Se si ha la possibilità di avere il timbro personalizzato (chicca su cui ho blaterato fino allo sfinimento già due Natali fa) meglio ancora. Il 100% Iaia è il mio preferito e quando posso lo metto sempre (lo metto pure sulla lista della spesa. Così. Senza senso alcuno).