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Mancano tre giorni al Capodanno e ce la state mettendo tutta per non farmi arrivare al 2012. Ma la mia dipartita sarà una morte felice lanciando cuoricini a quanto pare, e ordunque perchè lamentarsi?

Ieri mattina l’applicazione Gikitchen era al decimo posto della classifica Ipad (categoria Mode e Tendenze) in Italia ed al trentaseiesimo posto  nella classifica per Iphone. Nonostante mi piaccia tantissimo dare i numeri, anche se  non certamente questi,  mi ritrovo a darli perchè davvero non ho più  parole per esprimere il mio più sentito ringraziamento. In particolar modo agli anonimi che senza motivare e addurre spiegazioni lasciano una stellina (su cinque) per abbassare la media. La trovo una cosa oltremodo carina per manifestare la bassezza intellettuale. Grazie a loro addirittura io stessa risulto intelligente. Come non essere grata?

Come se non bastasse poi Ipadevice dopo IpadItalia con l’articolo di ieri mi recensisce con parole oltremodo lusinghiere. L’articolo si trova cliccando qui.

“Dopo i “bagordi” di questi giorni vogliamo proporvi un’App di cucina. No, non siamo impazziti di colpo, l’App che vi proponiamo è decisamente diversa e secondo noi è meritevole della vostra attenzione. Gikitchen non si limita alle sole ricette ma dispensa utili consigli per la nostra tavola in generale. 

Iniziamo subito dicendo che le sezioni presenti sono veramente tante e tutte sono estremamente curate e interessanti. Chi ha avuto modo di scaricare l’App nei giorni scorsi avrà trovato utile la sezione dedicata al Natale e per quelli che lo faranno dopo aver letto questa recensione consigliamo di prendere spunto dalla medesima sezione per preparare qualche dolce per il cenone di fine anno.

Come detto a inizio articolo Gikitchen non è la solita App di ricette, ma a nostro modo di vedere rappresenta un vero e proprio aiuto per vivere al meglio la tavola con idee e soluzioni per rendere unico ogni vostro momento in cucina. L’interfaccia grafica semplice e intuitiva aiuta a prendere confidenza sin dai primissimi secondi in cui viene usata l’App. 

Le foto è la presentazione del piatto sono veramente ben fatte e mostrano l’estrema cura e attenzione che è stata riposta nel creare l’App. Degna di nota la sezione dedicata alle ricette per i bambini, che se avete dei figli piccoli vi aiuterà a farli mangiare semplici e divertenti piatti per i loro palati solitamente un pò “scontrosi”.

L’App è interamente gestita dalla nostra amica Giulia, che molti di voi conosceranno per il suo famosissimo account Instagram maghettastreghetta. Chi conosce Giulia conosce anche l’energia e l’impegno che mette in ogni suo progetto, la stessa energia che troviamo in questa sua App che anche se attualmente ancora in fase di “work in progress” promette veramente molto bene.” continua >>>>

L’ho detto Grazie? Santapizzetta. Grazie.

Nel frattempo sto lavorando duramente per cercare di completare qualcosina;  c’è la nuova sezione “Senza latte”, con tante ricette sfiziose senza latticini (in costruzione). La sezione “gluten free” senza glutine ed a breve comparirà la sezione “Ultralight” per un regime ipocalorico. E’ stata introdotta anche la prima parte di “Pasticceria base” così ogni volta non bisognerà ripetere la solita storia della brisè, frolla e blablabla. Insomma trascorrerò il Capodanno uplodando ma sarò felice di farlo. 

Urge infine una rettifica prima di approfondire la questione “Ultralight”, ovvero che la mia App è completamente gratuita e non sarà mai a pagamento. Chi mi conosce almeno un po’ sa che è un principio il mio. Non mi faccio mai pagare per collaborazioni in rete. Non mi faccio pagare per parlare di prodotti. Non mi faccio pagare ordunque neanche per l’App. E’ un pensiero da parte mia per chi (masochisti) mi volesse in formato icona e in versione soprendentemente sintetica sul proprio Iphone o Ipad per colpire fortemente il mio facciotto fumettoso con il dito indice (e per Android ci sto pensando. Tutti ! Voglio rovinarvi tutti!).

Non ho nessuna qualifica per fare pagare le “mie” ricette, che tra l’altro la maggior parte sono rielaborazioni di ricette che hanno altra partenità. Non mi faccio pagare per foto che faccio per passione come anche per pasticci visivi fatti  per diffondere più un’idea e un sogno che altro. Io non sono qui per guadagnare, ma per sognare e sorridere; se qualcuno vuole farlo con me, ben venga. Fin quando ne avrò tempo e voglia, senza dare troppe spiegazioni.

Semmai un giorno si dovrà pagare sarà per una storia che abbia un inizio e una fine. Il mio essere al momento non ha inizio e non ha fine. Semplicemente è. E tutto il resto non è.

Filosofie parmenidee a parte, ciancio alle bande e si parte con l’ultralight giusto? (chemisoconfusa)

E’ stato già deciso sulla Pagina di Facebook che dalla settimana prossima un’ondata di insalate e brodini ci travolgerà. Dopo questi strepitosi bagordi che ci hanno visti rotolare allegramente pieni come tacchini durante la festa del ringraziamento, è ora di darci tutti una calmata e disintossicarci. L’altro giorno avevo il cappotto ma sembrava che indossassi un piumino. Per dire che questo fascino da Omino Michelin lo sprigioniamo un po’ tutti al momento ma mai deprimersi! Due insalatine veloci e sfiziose e qualche accorgimento e saremo nuovamente in forma! (ok. finiamola e buttiamoci in un angolo a piangere. Io porto dolcetti e pop corn. Organizziamo la lista delle cibarie subito).

Futili ottimismi a parte direi che è arrivato il momento del “Come ti riciclo la frutta secca parte due”. Dopo i panettoncini salati ai fichi secchi (per la ricetta clicca qui) e i tartufini di panettone con la ganache a cioccolato aromatizzata al liquore di arancia (per la ricetta clicca qui), è la volta del Caprino con le Noci e Pepe Nero e Gelatina di Lenticchie e Pepe (e per la ricetta sei già qui e non devi cliccare da nessuna parte).

Non so se capita anche a voi ma a me durante le feste di Natale tra i vari doni e cestini mi infilano sempre una discreta quantità di noci, nocciole e mandorle. E in questa discreta quantità c’è una timidezza intrinseca di snocciolare (mai termine più adatto) esattamente la grammatura. Si parla però di milioni di grammi, giusto per capirci. Mentre al Nippotorinese si donano salamini dei Nebrodi e Suppressate e cotechini e zampe di qualsiasi animali terrestre e non, per me si confezionano cestinoni con frutta esotica e l’immancabile frutta secca. Aver sostenuto poi che apprezzo i fichi e le nocciole-noci-pistacchi ha scatenato una furia omicida. Avendo la casa invasa e progettando di fare macaron per il resto della mia vita e tanti dolcetti con la farina di mandorle, ho tentato il tutto e per tutto con qualche preparazione che fosse salata. Semplice e veloce e perchè no anche un’idea sfiziosa e anche un po’ leggera per questi giorni. E così: caprino con noci e pepe nero, sia.

( le foto sono talmente oscene che non riesco a capire con che coraggio io oggi le pubblichi ugualmente. Corro troppo e poca luce)

 

Ieri, a sorpresa è un eufemismo mentre “secchio di acqua ghiacciata sul volto mentre sorseggiavo una tisana calda davanti al camino”  più vicino alla realtà, la mia App Gikitchen è stata recensita su Ipad Italia e Iphone Italia (l’articolo lo potete trovare cliccando qui su Ipad Italia e cliccando qui su Iphone Italia ).

Il Titolo recita così:

“Gikitchen: in un panorama di applicazioni di cucina seriose e noiose, una piacevole sorpresa!”

Non cercherò di essere composta e glaciale ma genuinamente vera. Quando ho cominciato a leggere, dopo esattamente tre righe, sono scoppiata in un pianto liberatorio che ha giovato allo stress del periodo.

Dire che ne sono lusingata e onorata non solo è il minimo ma non corrisponde perfettamente alla realtà. Non immaginavo neanche lontanamente che dopo neanche dieci giorni dall’uscita ci sarebbe stato un riscontro del genere. Gikitchen sulla classifica Ipad è al momento al trentasettesimo posto e per un’applicazione interamente gestita da me (per la prima volta con il sistema App;  grazie al cielo ho  il supporto fondamentale del mio preziosissimo amico Emanuele Ferrari che oltre ad aver costruito un pannello di controllo semplice e intuitivo sopporta le mie paturnie)  e in costruzione ( visto il periodo ci   posso davvero lavorare pochissimo) è un successo non solo insperato ma davvero inaspettato.

L’idea del resto era solo “bisogno di sinteticità” e cercare di raggruppare un po’ di foto, testi e idee senza perdersi nei meandri delle mie parole, allucinazione e appunti visivi presenti sul blog.

Ringrazio in maniera random sui diversi social network chiunque abbia critiche ( e non) da farmi; correndo il rischio di essere leziosamente ripetitiva beh. Grazie. Grazie davvero.

L’articolo è scritto da Andrea Del Vecchio, al quale comunico sempre con aplomb e maturità che lo amo e che cucinerò per lui tonnellate di dolcetti e salatini (così giusto per presentarmi a lui in maniera professionale ed equilibrata)

“Parlar di cucina va di moda. Anzi no, parlar di cucina va spaventosamente di moda. Basta accendere il televisore ad una qualunque ora del giorno o della notte per rischiare seriamente (sì, spesso proprio di rischio si tratta!) di incappare in un programma culinario; oppure provate a fare due passi nella vostra libreria preferita e scoprirete un fiorire di libri, libretti, manuali e guide per cucinare al meglio questo o quell’ingrediente; ed in edicola poi c’è una vera e propria invasione di giornaletti e riviste sul tema. Ovviamente il mondo delle applicazioni per iPad ed iPhone non poteva essere da meno e quindi ci offre una grandissima varietà di applicazioni per tutti i gusti e le necessità (stupisce solo che Apple non abbia ancora dedicato alla cucina una categoria specifica). Ebbene, pur trattando di cucina l’applicazione di cui vi vogliamo parlare si distingue per la sua simpatia ed originalità; si chiamaGikitchen ed è un’app tutta italiana. Gikitchen è un’applicazione sviluppata da Emanuele Ferrari disponibile gratuitamente da qualche giorno su iTunes App Store. I contenuti sono curati da Giulia, meglio nota dal popolo della rete come Maghetta, la quale da qualche tempo gestisce un interessante blog che ha dato all’applicazione non solo il nome ma anche le ricette e le immagini (notare come la nostra Giulia, oltre che di cucina, sia anche un’adepta del mondo Apple, cosa evidente per esempio guardando con attenzione lo screenshot qui sotto).La struttura dell’app è davvero semplice e -come ormai saprete- molto spesso questa osservazione è tutt’altro che un insulto. Dalla schermata di apertura possiamo accedere alle 4 diverse sezioni che la compongono: About nel quale sono raccolte alcune info sull’autrice” Continua su Ipad Italia >>>>>

Ad attendermi una giornata leggermente frenetica e quindi lascio qualche appunto velocissimo in cucina e fuggo velocissimamente via:

Stoica e impavida resisto a una chilata di cioccolatini di Zuccarello provenienti da Torino. Non so neanche io esattamente come, ma considerato il fatto che penso a loro dalle sette del mattino sino alle sette dell’indomani a breve un raptus mi farà compiere l’estremo gesto e tanti saluti.

Stoica e impavida resisto poi a una tonnellata di frutta secca, che per qualche assurda ragione ho detestato tutta la vita e amato all’improvviso giusto due settimane fa, insieme a quelli che per antonomasia sono in assoluto la mia droga: fichi secchi.

Il pandoro diventa base per dei tiramisù velocissimi al mascarpone e caffè ma si imbottisce di gelato e ganache; diventa soffice alternativa al pan di spagna e sbriciolato nell‘impasto dei muffin ha un suo perchè. Si possono fare crumble e unire creme spalmabili al cioccolato così da ottenere merende gustose e nutrienti o semplicemente come alternativa da inzuppare nel latte o accompagnare al tè delle cinque. La scadenza si protrae tranquillamente anche sino a dopo pasqua e ci saranno pure strepitose offerte da accaparrarsi a prezzi stracciati che visto il periodo è meglio non sottovalutare.

Stessa cosa per il panettone che sia con uvetta o canditi o entrambi, offre davvero molteplici occasioni per rivisitarlo, riadattarlo, trasformarlo, rielaborarlo e tutti i sinonimi che si possono tranquillamente trovare su virgilio.it, mio fido amico quando la pigrizia grammaticale mi coglie in queste giornate che definire frenetiche sarebbe un eufemismo.

La mia passione per Alessandro Borghese è cosa nota. In queste vacanze natalizie sono rimasta incollata su Real Time ad ammirare le sue idee velocissime e sfiziose. Una di queste la ripropongo oggi perchè tra tutte quelle viste e lette a mio modesto avviso è sorprendente nella sua semplicità.

Non ci sono grammi, ettolitri e indicazioni precise ma solo un po’ di occhio e accortezza durante la preparazione.

Non sono richiesti ingredienti particolari e tutto può essere sostituito o variato. Una metodologia di preparazione che francamente mi piace ed è soprattutto legata al periodo. Senza troppi schemi e regole. E’ già tanto essere sopravvissuti a questi cenoni (e i “pranzoni” dove li mettiamo?); chiedere di dosare, procacciarsi particolari ingredienti e dedicare ore a una preparazione dolciaria è assurdamente impensabile.

Si dà inizio al Riciclo del Panettone, ordunque!

[Ho avuto problemi con Vimeo e il Video. Per questo il vergognoso ritardo della pubblicazione]

Dovevo fare 20432094829048209482390482408 cose stamattina e poi ho deciso di farne una soltanto. Rilassarmi e parlare al telefono con Max. Un autoregalo che dovevo concedermi da troppo tempo. Rigenerata, felice e onorata di avere un amico (l’amico. Con articolo determinativo suona meglio) così speciale mi sono ricaricata. Neanche un’iniezione letale di tavor e lexotan potrebbe abbattermi in questo momento.

Ringrazio infinitamente tutti i partecipanti del Giveaway. Il video sotto mostra l’implacabile e severissima giuria composta dagli Elfetti Natalizi e dal Supremo Nano da Giardino Natalizio con la sua Sacra Bibbia (regalo di Max) durante la proclamazione. Il resto, cioè individuare il vincitore, è stato semplicissimo grazie all’elaborazione dati affidata al mio inviato di fiducia nonchè amicoprezioso nonchèregalatoredibibbie nonchèvabbè FA TUTTO MAX QUI! Io sono una comparsa, mi avete scoperto!

Per motivi chiarissimi di mancanza di tempo il premio verrà spedito subito dopo le feste natalizie ( vedo ridere Alessandra in fondo alla sala. Ti prego amore, contieniti) sperando che venga recapitato prima dell’inizio dell’anno nuovo.

1422 commenti validi….Enddeuinnerisssss….

Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I’ll be watching you

Ogni movimento che fai, Ogni passo che fai, Io ti guardo, Io ti guarderò

(sì è per te, anche se tu non lo sai)

A sorpresa poi ho fatto una seconda estrazione, come accade sempre, ed è uscito il numero 1363 che corrisponde a *rulloditamburi* Azzurra Ginevra Turner che quando avrà tempo e voglia mi spedirà il proprio indirizzo per un pensierino da parte mia.

Lo stesso farà Sybil Biscuit perchè non contenta ho fatto anche una terza estrazione ed è venuto fuori il numero 961. Sybil, anche, vince un pensierino sperando che possa piacere.

Pressione psicologica ai massimi storici e invocazione dello spirito natalizio. La voglia di picchiare i passanti e far saltare teste in aria correndo via con il carrello della spesa infilando dentro robe a caso, è l’unico regalo che vorrei ricevere da me stessa.

Al supermercato finisco per essere alla mercè di tutti. Signore che al reparto dolci mi chiedono cosa sia esattamente la colla di pesce e perchè sono aumentati i fagottini al cioccolato della coop. E io quel cotechino neanche lo mangerò quindi perchè devo incontrare il tizio che mi consiglia quello fresco del macellaio. Lo so! LO SO MA NON CE L’HA!!!!

E mentre vorrei urlarglielo mi intrattengo elargendo sorrisi e spiegazioni. Senza sapere come, finisco a parlare dell’agar agar come sostituto naturale della colla di pesce e che i fagottini alla fine si possono pure fare in casa risparmiando un po’ fino ad arrivare a quanto deve essere buono il cotechino a Bra perchè me l’ha detto il Nippotorinese e io sulla fiducia gli credo.

Insomma per dire che nonostante mi ostini a volermi disegnare timida, riservata e apparentemente altezzosa, nella vita reale mi ritrovo ad abbracciare le vecchiette che non arrivano allo zucchero e a tenere in braccio bimbi sconosciuti mentre le mamme “un attimino prendo il pane”.

Una delle meravigliose teorie del Nippotorinese è sempre stata quella che il problema non fosse mio ma della geolocalizzazione. Al Nord tutto questo non sarebbe accaduto perchè si è un po’ più schivi e distanti.

Sono le 12.12. Il Giveaway è ufficialmente chiuso. E sono le 12.12 sicuro perchè questo Post è stato programmato alle ore 12.00 (mi piace essere precisa ma potrei evitare, sì).

No so come ringraziarvi. Ho letto tutto. Davvero tutto ( so della cavia anoressica, del succo di pera e di tutto, lo giuro. E ti amo Cey nondirescemenzeseimia).

( sfrutto il blog per scopi personali. E’ consentito dalla legge)

Per me però è stato impossibile accedere, oltre che per i vari impegni natalizi e lavorativi,  a causa dell‘assenza di Fastweb che da ben quattro giorni ha deciso di lasciarci (continuando a farlo tra l’altro sino a questo momento) nella disperazione assoluta. Munita di chiavetta, manco fossi stata catapultata nove ere zoologiche fa, è  difficile accedere-rispondere-partecipare ( contando che sono un tantinello frenetica e pretendo la velocità massima  di upload).

Spero, con serenità e calma, di poter sbaciucchiare follemente ognuno di voi. Nel frattempo questo pomeriggio stesso provvederò all’estrazione del vincitore filmando il tutto per correttezza. Grazie poi a Santo Max che svilupperà per me  ( Max tetoccaamoremioperdonami!) il formato excel con tutti i numeri dei commenti e blablabla, avremo in tempo reale ” de uinner is….” 

Tra l’altro anticiperei giusto un’altra sorpresa. Non si tratta di giveaway ma c’è un premio in regalo. Un progetto segretiiiiiiiiiissssimo che sto organizzando con i miei nani da giardino e che coinvolgerà tutto il mondo (no. Non sono esagerata. Davvero. Coinvolgerà tuttooooooooooooo il mondo).

Insomma. Andiamo per gradi ( ce ne sono ben dieci. E in Sicilia dieci gradi significa solo una cosa: moriredifreddononcisiamoabituaiti AIUTO!)

Il delirio dell’egocentrismo. Partiamo da quello.

Al Trentasettesimo posto per Iphone e ventinovesimo per Ipad in classifica il Gikitchen sull’ App Store.

Questo vuol dire che ho molti  più amici forniti di Ipad e che ci sono dati statistici assurdi. E che sì Signori la fine del mondo è davvero vicina ed io ne sono la causa. E’ ormai chiaro ai più.

Mi aggiorna Emanuele che insieme a me si fa grasse risate.Una su tutte: Sono in classifica, piazzata benissimo, in Thailandia e in Lituania .

Non smetto di ridere pensandoci mentre fisso il vuoto  perchè è  davvero inaspettato il successo dell’ applicazione Gikitchen all’ App Store. Ero certa che i miei amici anche solo per spaccarmi la faccia pigiando fortissimo il dito indice sul touch l’avrebbero scaricata ma addirittura balzare in classifica dopo 24 ore dalla nascita e star sù a delle App davvero meritevoli beh è già un bellissimo regalo.

Sto già tutto il giorno a infastidire blaterando ” grazie” ma sentendolo davvero questo ” grazie” chemifrega lo continuo a dire: GRAZIE.

Da ieri poi, giusto per essere una tipetta alla mano che non si dà arie,  ho ufficialmente ingaggiato un Englishbritisccc  Editor che si occuperà di gestire la sezione inglese non solo dell’App ma anche del progetto futuro:  nuovo sito e progetti qui al Gikitchen ( e anche lì ledisengentelmen Habemus Informaticam Professionistas: Giulia,  Pezzetto di Stella bellissima) .

La Santa Donna che mi supporterà (ma più sopporterà) è nientepopodimenoche*rullo di tamburi* Floooooooooooooooooooo! Che oltre ad aver avuto l’onore di abbracciare in Via Lagrange sorseggiando caffè da Gobino è una delle amiche più preziose che ho.

Il mio portavoce ufficiale però rimane Max; ecco va detto. Quando dovrò presentare in Lituania o in Thailandia il progetto segretissimo della lavatrice a forma di Nano da Giardino, Flo non me ne vorrà, ma andrò con Max (vieni pure tu eh. Che non si sa mai Flo! magari troviamo Poster di Nigella da appendere sulle pareti in  albergo).

Insommabbbbasta!

E’ una giornata difficilissima e finirò di lavorare alle tre del mattino se tutto va bene; direi quindi di procedere a qualche appunto in cucina.

Cosa rappresenta il gusto degli After Eight per me è stato già scritto qui  e credo ci sia davvero poco da aggiungere. Giorni fa guardavo il mio vecchio Blog trasferito da quella Santa Donnamore mio di Cri da Splinder a WordPress, dove risiede per essere sistemato e decespugliato giusto da qualcosina per ritornare magicamente online incorporato al Gikitchen (così è deciso l’udienza è tolta).

In un post datato 2006 che sembra un po’ un’era zoologica lontanissima ho trovato la mia strepitosa ricetta dei savoiardi con il dentifricio, ovvero un’alternativa valida nel far colazione senza avere la premura di lavarsi i denti. Insieme alla mente geniale di Mauro, che mi manca e pure parecchio, scribacchiavo circa l’utilità di questa ricetta che di certo avrebbe cambiato le sorti dell’universo.

D’accordo che i piedozzi di Babbo Natale ( te li sei persi? clicca qui ! che scende da un camino di cioccolato e vaniglia sono stati fatti , ma un piccolo Babbo Natale stilizzato semplicissimo da realizzare vogliamo non farlo? Giammai!

La base è quella di un semplicissimo cucpcake alla vaniglia. Si può usare la ricetta base quattro quarti e la ricetta la trovi cliccando qui in formato stampabile, altrimenti un’altra base alla vaniglia semplicissima da realizzare che trovi cliccando qui in formato stampabile.

 La seconda sarà molto meno lievitata e più leggera della prima ma comunque io preferirei indiscutibilmente la quattro quarti*disse fischiettando.

La Ricetta della Pasta di zucchero la trovi cliccando qui >>>; mentre per la glassa, come è stato ripetuto fino allo sfinimento, basteranno 600 grammi di zucchero a velo  da sbattere con 100 grammi di albume pensando sempre che è una dose per almeno 24 cupcake di piccola-media grandezza più la copertura di un divano ( anche 1/4 di dose se non meno andrà bene per questi cupcake).

I coloranti alimentari sono sempre quelli in gel. Se si avesse la fortuna, che io non ho, si potrebbe pure reperire in commercio la pasta di zucchero già pronta e tadanrulloditamburi addirittura colorata.

La mia stupidità mi ha impedito di ricordare di fotografare le varie fasi della realizzazione “Babbo Natale”. Mi è stato chiesto più volte di farlo ultimamente. Dispiacendomi rimando.

Basterà però formare una piccola pallina per il volto, un triangolino per il cappello e uno per la barba. Infine un rettangolino per il corpo. Questi i quattro “pezzi” principali per l’assemblaggio Babbonataloso.

(Per il 2012 prometto solennemente di fare miriadi di video tutorial così da far percepire la semplicità di queste realizzazioni)

Chiaramente sono solo delle idee base su cui poi si possono realizzare davvero infinite varianti. Proprio come il cupcake che può essere sostituito con quello alla banana, cioccolato, agrumi, base alla vaniglia, allo zenzero e lime e la moltitudine di roba che ho accumulato in questo indice qui.

Perchè sì esiste un indice anche se solo con il quaranta per cento delle ricette eseguite qui al Gikitchen e lo puoi trovare nei bottoni in alto del sito o semplicemente cliccando qui.

 

In cerca di Idee per La Vigilia? Segnalo, da oggi, dodici ricette al giorno. Così giusto per non esagerare*disse ridacchiando*

Non solo mie eh. Da domani mi metto a spulciare tutti i blog delle mie amiche e senza chieder loro il permesso segnalo i  post, tiè (sono impazzita).

 Ieri Mamma e Pina, al secolo conosciuta come “Santa-Signora Pina-che-ci-sopporta”, non hanno resistito e ho avuto un anticipo sul mio regalo di Natale. Una me in versione pupazzosa del mio alter ego fumettoso. Sembrerebbe molto più complicato di quello che è ed in realtà lo è.

Nonostante già nel 2004 mi fossi cimentata nella realizzazione di una mini maghetta streghetta in  pezza ( lo ricorderanno solo Cri e Cey)  grazie all’arte del cucito, appreso insieme a nonna e zia che mi costringevano a ricamare e rammendare vedendo Anche i Ricchi piangono e Topazio ( capite tutto adesso, nevvero? Turbe psichiche profonde, le mie) vederne una così grande ( perchè è grande davvero) e così abilmente confezionata mi ha commosso ; e vabbè che mi commuovo spesso ma la colpa è da attribuire all’avanzare dell’età. In fondo rimango pur sempre “cuore nero”, come ama epitetarmi Cey.

Finalmente oltre ad evocarla con i tratti per tenermi compagnia  e muoverla con i colori attraverso fogli e miniature, posso sederla accanto a me. Sì, perchè ho deciso che sarà sempre qui. Alla mia sinistra. Sulla mia poltrona rossa con le rotelle girevoli.

Certo è inquietante immaginarmi adesso, oltre che attorniata da nani pupazzetti e bambolette, con una mia riproduzione pupazzosa che vigila sul mio operato ma.

Ma è così. E diciamo pure il buon Norman Bates di Psycho al confronto fosse un dilettante. E’ inutile che ribadisca quanto ami mia mamma perchè è chiaro essere una delle poche ragioni della mia vita, ma è giusto ribadirlo.

Tra l’altro adesso ha anche un computer e si connette ( a breve mi rimprovererà nei commenti e comincerà a urlare ” e metti più olio !!! “) ad internet con una scioltezza che francamente non immaginavo. Ho ormai una mamma 2.0 tecnologicamente evoluta che per amore di leggermi ha sfidato la sua incommensurabile idiosincrasia contro la tecnologia (” io ci ho la mamma più bella e più brava del mondo e voi no ! gne gne gne gne gne ” * momento di maturità)

Leggendomi anche la mia amata Pina ( queste due sante donne amano rovinarsi la giornata quando non sono con me; si evince questo) poi, pubblicamente la ringrazio non tanto per la sua innegabile bravura quanto per l’affetto che dimostra nei confronti di me e mamma.

Sono davvero una maghetta streghetta, sia in carne che in pezza, fortunata.

Finite le romanticherie si passa ai fatti.

Ma che potevano mancare mai gli alberelli sopra le tortine? Giammai!

Alberelli semplicissimi che altro non sono che un triangoletto isoscele dove mettere palline e qualche stellina natalizia nella circonferenza del cupcake realizzata con una pallina spiaccicata e via.

Insomma davvero non è che si debba perdere tutto questo tempo. In qualsiasi modo vi assicuro che saranno un successo. C’è una vittoria intrinseca nel cupcake ( Santin mi ucciderebbe lo so. Perdonami Chef !) .

Evoca non so perchè meraviglia a prescindere. Il fascino della monoporzione e della morbidezza unita a quel pizzico di fantasia che prende corpo tra le dita con la realizzazione di qualsivoglia oggetto grazie alla pasta di zucchero fa sì che il successo a prescindere da tutto sia davvero assicurato.

Potrebbe avere il gusto di cervo putrefatto ma emetterebbero gridolini “uhhh che belllo! uhhhh che buonoooo!!!” ugualmente. Ne ho le prove.

Fastweb non funziona. La chiavetta non funziona. Il Huawei non funziona. Il Router Wi Fi del Galaxy Tab non funziona.

Viaggio con mezzi di fortuna e sono incacchiata come mai. Ho spaccato un Mac Air e un mouse cordless dimostrando maturità e mi accingo a bere sangue di tecnici in  flûte  con base argentata perché quest’anno, nessuno mi contraddica, non va il dorato. Colpa loro se non dormirò anche questa notte perchè ho accumulato tanta di quella roba che solo pensarci mi provoca nausee fortissime.

E vediamo di calmarmi un po’ ticchettando qualche appunto in cucina ( occorrerebbe un cocktail di tavor e lexotan ma tant’è) .

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L’idea non so a chi vada attribuita ma di certo di genio si tratta. Ho scovato sul mio amato Pinterest queste meraviglie. In realtà non so come fossero realizzate perchè non erano accompagnate da alcuna ricetta. Ho deciso io quindi quale tortina al cioccolato  e quale glassa scegliere,  procedendo alla realizzazione ispirata più che mai. Scopro poi che a Max piace il disegno dei piedi babbonatalosi e ridacchio non poco mentre li preparo.

La mia idea era quella di rendere la tortina un vero e proprio camino ma poi per mancanza di tempo ho dovuto rimandare il dettaglio. Rimandare perchè sono certa che queste piccole tortine monodose, o cupcake o come le vogliamo chiamare, entreranno a far parte del mio catalogo natalizio da qui sino a data da destinarsi. Certamente oltre il 2078.

Ci si impiega davvero pochissimo tempo a realizzare le gambotte babbonatalose. Altro non sono che due rettangolini  a cui vanno unite due strisce bianche e due palline marroni schiacciate un po’ in modo da renderle ovali ( fungeranno da scarpe).

Dopo aver preparato i dolcetti cioccolatosi e averli lasciati raffreddare, si potrà procedere alla realizzazione della glassa reale. Ricoperti e aspettato il tempo necessario della solidificazione, basterà attaccare i piedozzi sempre con il nostro solito collante: la glassa (è sempre bene avere una buona dose di glassa  a portata di mano, in questo periodo).

 

Meno undici giorni  al Natale. Sento solo io il fiato di Babbo Natale sul collo?

Ma non posso blaterare al riguardo. Fretta. Fretta. Fretta, quindi trascrivo velocemente queste due righe di delirio in cucina.

Lo zenzero è una costante come lo è averne sproloquiato fino allo sfinimento. Lo zenzero fa parte di un antagonismo papillogustativoavverso come il finocchio. Sembrerebbe che io non sappia esattamente cosa stia dicendo ed è vero. Ma.

Amo il finocchio tanto quanto lo odia il Nippotorinese. Detesto lo zenzero tanto quanto lo ama il Nippotorinese. In una sorta di ying yang dell’equilibrio odio e amore noi due potremmo essere rappresentati da una fettona a forma di “goccia” di finocchio e l’altra dallo zenzero. Per nulla al mondo nessuno mai mi convincerà che lo zenzero sia buono; pur essendo vero che ho cambiato opinione sul fico secco e la fava, per non parlare dei datteri, questo non dà alcuna chance a questa radice antipaticabruttaecattiva. Si evince una mia maturità nell’affrontarla o sbaglio?

Lui sgranocchia zenzero candito riempendosi le mani di manciate quanto io lancio semi di finocchio ovunque. Mi piace anche berli in rilassanti tisane che dovrebbero essere drenanti ma che mi fanno gonfiare come una zampogna, ma non credo sia questo il punto. Io spremo arance su finocchi, che non digerisco ma persevero per ingordigia, mentre lui grattugia radice di zenzero fresca pure nel caffè. In qualsiasi pietanza sta bene lo zenzero a detta sua.