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 Il fatto che un mio amico delle elementari mi abbia riconosciuto su Instagram e che mi arrivino email di  persone  che sono state sedute accanto a me alle scuole medie con su scritto ” Ciao Maghetta Streghetta!”, sogghignando non mi lusinga affatto.

Mi mette tristezza, al contrario.

Se finora è sempre stato tutto molto ” tra di noi” (io -nanodagiardino-pupazzetti)  questa piega “pubblica” confesso mi intimorisca non poco. Non tanto per paura di risultare meno spontanea, non avendo alcuna remora a essere antipaticamente politically uncorrect come lo sono nella vita reale di tutti i giorni,  quanto per il fatto che amavo far credere di non fare nulla in casa.

Amavo l’idea che hanno sempre avuto di me, gli altri. Una figlia di papà, oziosa e nullafacente che si trastullava tra smalti e shopping online. Adesso scoprono che lavoro come una matta e  il mio personaggio preferito si va a far benedire, mannaggia.

Ma alla fine chi se ne importa! Pernacchie meritatissime per la maggior parte di questo forbito gruppetto e avanti. Senza voltarsi indietro. Riallacciare rapporti poi nella mia lista di priorità viene esattamente sotto la voce “comprare un gattino”; che detto da un’ailurofobica è un bell’inizio.

Insomma.

Meno quattordici giorni  al Natale e qui si comincia davvero a preoccuparsi, considerando il fatto che non riesco ancora a capire cosa fare dell’Albero di Natale. Il grande progetto alberoso è ancora , ahimè, in fase di allestimento.

Gli appunti in cucina che lascio oggi riguardano questo gustosissimo primo vegetariano dall’innegabile appeal.

Eh sì questa è proprio una pasta da provare senza indugio alcuno perchè contiene prima di tutto il mio cibo preferito broccoli-e-limone, che non è affatto un incentivo (razionalmente me ne rendo conto ed è già un buon inizio) ma tant’è.  Il fatto è che questa pasta con i broccoli e le mandorle la osservavo già da un po’ nel librochemipiacedapazzi di Donna Hay (uh non vedo l’ora di fare tutte le ricette del libro che mi hano regalato Cey e Fab).

La croccantezza delle mandorle e la morbidezza dei broccoli che santo cielo hanno quel sapore così buono uniti all’acidità del limone che incontra la dea pasta.

Insomma cosa potrebbe mancare se non il nulla? E’ una proposta velocissima perchè è un primo semplice ma particolare al tempo stesso. Un primo da prendere in considerazione per una cenetta o pranzo veloce ma anche per un invito, che di certo in questo periodo non tarda ad arrivare.

 Meno sedici giorni a Natale e se apparentemente l’alter ego fumettoso sembra gridare di felicità in questo angosciante calendario dell’avvento,  la realtà è tutt’altra. Ho un problema che reputo irrisolvibile con l’albero di Natale, poco tempo, tante cose da fare e nani da giardino da coordinare per le ultime organizzazioni di fine anno. Non in ultimo il dodici dodici alle dodici è vicino ed io proprio di vedere quel numero ho davvero poca voglia.

Ci aggiungiamo poi , come ciliegina sulla torta,  il fatto che Cey è andata via ieri gettandomi nella depressione cosmica, e vien fuori un quadro tutto fuorchè incoraggiante.  Certo potrei strafogarmi  di Gelato al cioccolato con Latte di riso e nessun derivato animale buono da pazzi che fanno da Babbi, nella città del gusto al porto di Catania, presidio slow food con collaborazioni del Gambero Rosso e così farò. Mi getterò su un molo a caso per strafogarmici riflettendo sul da farsi.

Definirei la giornata che mi attende “piena come un uovo” e specificherei pure che non trattasi di uovo di pennuto comune bensì di Tirannosauro Rex Gigante, ergo mi riservo di scribacchiare la mia intensa cronofotostoria con Cey quando avrò il tempo che merita.

Lascio quindi velocissimamente qualche considerazione e appunto in cucina fatto giorni fa.

Quando l’anno scorso ho realizzato la mia prima casetta di Pan di Zenzero con su scritto “Cey e Gi” speravo che almeno il Natale successivo avrebbe visto il nostro abbraccio; ergo uno dei miei desideri più grandi è stato realizzato (per la ricetta, anche quella dei biscotti cioccolatosi e alberellosi con gelato al pistacchio dentro clicca qui >>>che c’è anche il videopost di Cey e non si può mica perdere).

I Gingerbreads li farò e rifarò nonostante qui al Gikitchen siano stati sfornati svariate volte e in tutte le glasse; come farò e rifarò la casetta pur avendo acquistato l’incredibile soluzione ikeana di “monta la casetta di Pan di Zenzero” perchè ebbene sì non solo puoi tornare a casa con il mobiletto del bagno da montare ma anche con la Gingerbreads Home !

Io amo l’Ikea per questo. In sostanza in un pacchetto iperprotetto ci sono le basi biscottose per la creazione. Chi ha poco tempo, o voglia, di realizzare quindi questa meraviglia può rimboccarsi le maniche e preparare solo la glassa che servirà da collante e decoro.

Meno Diciassette giorni al Natale. Dire che l’ansia aumenta esponenzialmente è un eufemismo. La roba da fare si accumula e l’unica certezza che mi rende felice è non avere una lista da regali, come gli scorsi anni, da fare. Perchè a parte le persone a me vicinissime (grazie al cielo davvero poche)  lancerò sotto l’albero  sacchettini con biscottini e roba salata;  i cosiddetti pensierini non andranno a parenti serpenti, falsi amici e frizzi e lazzi bensì solo ed esclusivamente a organizzazioni o enti. Si è già perso troppo tempo sinora con nullità ( un animo da Grinch mi pervade e voglio tenerlo ben stretto al mio cuore).

E insomma anche oggi di corsa. Giorno Nefasto, indicato dal diciassette giustappunto, proprio perchè Cey andrà via.

Lo scorso mese , dopo la segnalazione della mia adorata Katia,   a pagina 155 c’era con  somma gioia e sorpresa il mio facciotto con tanto di fiocco rosso su Casa Facile;  questo mese  ho l’onore di essere sulla prima pagina di Cucina Facile. L’illustrazione e testata principale del Gikitchen fanno da cornice alle parole del Direttore. Dire che ne sono onorata, lusingata e tutta una sfilza di imbarazzanti aggettivi  è riduttivo.

Ieri, oltre alle smisurate manifestazioni di affetto e sfilza di abbracci virtuali e non, mi è stato detto da più persone  ” e di che cosa ti stupisci Iaia?”

Mi stupisco sì.

Non perchè la falsa modestia sia una mia caratteristica principale. Lo è al contrario l’autocoscienza. Esistono persone meritevoli ovunque e molto più di me. Non per filosofeggiare inutilmente, anche perchè non ne ho il tempo, ma nella vita credo sia davvero importante riuscire a stupirsi.

Perchè non importa tanto quando e come accade. Non importa neanche se accadrà mai. Importa la voglia di riuscirci e perseverare.

Ero davvero molto piccola  quando mi è stato chiesto cosa volessi fare da grande.

 ” Disegnare. Che le persone vedano i miei disegni e sorridano”

E ogni giorno mi viene detto. E ogni giorno a mia volta sorrido. Stupendomi. E non smettendo mai di ringraziare.

Pur giocando in casa, essendo una “coppia mista”,  io solitamente apporto un cinquanta per cento tondo tondo con il Nippotorinese. Stavolta nonostante giochi sempre in casa non riesco ad avere neanche un punticino sopra il venticinque con i tre nordici. Apparentemente sembra che io ne capisca di logica e percentuale stamattina, ma così non è. Si è scoperto che ho un accento molto più simile a Carmela del Grande Fratello, edizione passata che alla Brontese version 2011, ergo sono entusiasta come un vitellino che deve essere macellato in giornata.

Si è scoperto poi che con 20 gradi si debba andare  in giro  con canotta, infrandito e ombrellone piuttosto che con scarponi pelosi-sciarpa-passamontagna-guanti (oh sono proprio strani questi del Nord, eh?!)

Ieri però per vendicarmi ho portato le tre algide creature sull’Etna e nonostante stessi per morire congelata la soddisfazione di sentirli dire che ” fa freddino”, è stata impagabile. Come si evince dalla diapositiva per la contentezza non indossavo neanche i guanti. Ho sfidato le intemperie, insomma, per dimostrare che anche una Sicula può farcela a sei gradi (sotto il piumino avevo tre maglioni ma questo loro non lo sanno. Avendo poi scoperto che non mi leggono posso pure blaterare quanto voglio).

Oggi è il nostro Finto Natale. Io e Cey  trascorreremo tutto il giorno lavorando per  un segretissimo progetto che non vediamo l’ora di documentare per apportare un nostro fondamentale contributo all’umanità. Saranno più di dodici ore no stop dove il delirio la farà da padrone. Tutto questo dovrà essere sopportato dal Santo Uomo di Fab (Il Nippotorinese ci ha liquidato con un ” ciaovadoalavoro”). Perchè per dovere di cronaca bisogna dirlo.

Non solo Fab è bellocuoriciosocucciolosoaffettuoso ma ha davvero una gran pazienza nel sopportare le mie idiozie. Santo SUBITO. SUBITO! Sulla bellezza di Cey scriverò otto uscite settimanali per venti secoli. Dovrei farcela ad enunciarne un sei per cento.

 Avrei dovuto preparare due singoli calendari dell’avvento perchè sì siamo a meno venti ma pure a meno uno, qui. Martedì sera io e Cey anticiperemo il Natale trasformando il Sei Dicembre nella nostra personalissima Vigilia. In un sol colpo festeggeremo Vigilia di Natale, Natale, Sant’Ambrogio, Santa Lucia, l’Immacolata, Qualsiasi Santo giusto per far numero, Il mio-il suo e il Compleanno di Fabrizio (speriamo che per quello del Nippotorinese 3 Luglio ci sia ancora tempo per rivedersi. Ecco lì potremmo pure far Ferragosto in un sol colpo)

Uscivo dall’edicola con la paura che non ci riconoscessimo. Avevo in mano delle caramelle alla menta mentre dicevo che forse davvero avrei dovuto prendere le caramelle gommose dei puffi. Ho alzato gli occhi e ho visto Fab. Ci siamo sorrisi e lei era lì. Con un foglio in mano ” Olimpiadi dell’Antipatia”. Le ho fatto cenno di aspettare. Ho aperto la borsa, posando le caramelle. Ho estratto un foglio bianco con Maghetta Streghetta disegnata. Cuoricini. E .

Ci siamo abbracciate. Fortissimo. Ma proprio fortissimo.

La foto abbracciata a Cey ed Evaristo con il cellulare. Come due quindicenni (dovevamo metterci in bagno davanti lo specchio ma. Lo faremo, ecco).

Ancora non ci credo. Avrò modo di blaterare riguardo la grandezza e bellezza di questa creatura mitologica, fino allo sfinimento. Correndo come matte però (oh è la Vigilia della Vigilia per noi!) mi riservo di farlo nell’immediato futuro.

Nel frattempo lascio qualche appunto in cucina e considerazione baccalesca, giusto per non perdere l’abitudine di  tediare l’universo conosciuto e non.

 E Buongiorno. Non siamo a -24 ma a -23. Essendo però stato scribacchiato ieri i conti dovrebbero tornare. O forse no, ma non riesco neanche con la calcolatrice di Hello Kitty ad elaborare una nozione matematica dopo una notte insonne (anche se avessi riposato, vabbè). Per cominciare a dire che il Calendario dell’Avvento Iaioso  è ufficialmente partito e che ogni giorno riserverà grandi ( si fa per dire) sorprese. Quella che tutti aspettano, ovvero che io chiuda il blog e la faccia finita, tarderà ad arrivare ahimè.

Considerato che settimana prossima avrò in casa la mia Cey  con Fab e dovremo anticipare giusto di qualche giorno la vigilia del Natale riproducendo in Toto albero-regali-cenonevigilia e considerato che  ci saranno uno o più post giornalieri con annesse ricette, scadenze inderogabili, disegni da finire, email a cui rispondere, Nani da Giardino da illuminare, PACCHI DA SPEDIRE (gravano sulla mia coscienza),  roba da scrivere e fotografare e cucinare ed sms datati ottobre ai quale urge una risposta immediata ( sarcasmo mode on), beh.

Beh considerato vagamente tutto questo posso con assoluta certezza confermare che sì. Semmai dovessi arrivare alla Vigilia conscia del mio nome e cognome e indirizzo civico, potrei già ritenermi più che soddisfatta.

E cominciamo.

Verso le undici ricevo sempre una chiamata. Mi diverto ad indovinare se è lei o lui. Sì, perchè noi tre dobbiamo necessariamente darci la buonanotte.

Il Nippotorinese la trova una cosa strana. Quando approdò in Trinacria rimase allibito dal fatto che io e mamma ci baciassimo per darci il buongiorno. Ci baciassimo durante l’arco della giornata per dimostrazioni di affetto varie ed eventuali (magari dopo aver litigato ferocemente per un’inezia a caso). Ci baciassimo prima di andare a fare la nanna. E vabbè la faccio breve.

( Stessa cosa con papà. Doverosa parentesi).

Certo è che io con i miei genitori sono di default una tipetta parecchio sbaciucchiosa ma è pur vero che a me è sempre sembrato assurdo il suo comportamento astioso nei confronti del bacetto. Per questo motivo ho indetto anni or sono “la terapia del bacetto”. Non ha sortito gli effetti sperati ma talvolta lo vedo porgere la guancia alla mia genitrice e lei, che rispetta le usanze dell’algido nord, solo allora lo sbaciucchia a dovere come si confà ad una matrona meridionale.


1 Dicembre World Aids Day . La campagna Proteggiti Semplicemente. 

( riesumo video degli anni passati quando ero magraeeegiuovine in attesa di quelli nuovi perchè sì. Arriveranno. Tenetevi pronti al peggio)

Tuppete!

E’ inutile ribadire che il genio di Darsch ha pure comprato il dominio, vero? Tuppete.net è una realtà che nel 2012 prenderà sempre più corpo sino all’inarrestabile conquista dell’universo che ormai è chiaramente vicina.

I Maya stanno per arrivare ma non dimentichiamoci che io,  Damien in Gonnella ( Se non hai visto la Saga di Omen puoi tranquillamente cliccare x a destra se possiedi piccì, a sinistra se possiedi appol , e correre velocissimamente lontano da me) con il mio 12-12-12 al posto del 6-6-6 perchè mi piace raddoppiare ed esagerare salverò il mondo da questi omuncoli bassotti e cicciotti con frangetta e capello liscio. Perchè è chiaro che i Maya siano così. Un po’ dei nani da giardino ma senza peluria albina.

Avremo comunque modo di approfondire la questione Maya durante il corso di tutto l’anno che verrà (sperate in una mia dipartita vero? malvagi esseri, giammai!) . Per dire insomma che è arrivato Dicembre,  l’ultimo per il presentatore di Voyager (tiè!) e  il suo  fidato pubblico. Da questo momento in poi qui si riverseranno momenti melliflui intrisi di sdolcinerie varie mischiate a vomitevoli zuccherosità. Si conieranno anche sinonimi talmente smielati che dovrò provvedere alla realizzazione della gif ” Attenzione aumento instantaneo di zucchero nel sangue alla lettura di questo blog”.