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E dopo i muffin con il provolone e le erbette, un’altra ricettina di Pasticceria salata che dopo la pioggia di madeleine dolci mi pare anche doverosa ( per la pioggia di madeleine basta cliccare qui . Ci sono davvero tantissime ricette per prepazioni diverse dolci di questo adorabile dolcetto).

Queste semplicissime madeleine salate da sgranocchiare come aperitivo o insieme ad un generoso piatto di formaggi stagionati e salsette varie o chutney e salumi ( senza dimenticare le verdurine crude e il pinzimonio) sono davvero perfette anche per il surgelamento. La particolarità è quella, oltre alla presenza dei semi di lino, che vi è la salsa di soia nell’impasto. Inutile dire che il Nippotorinese ha fatto una ola. Con discrezione e poco entusiasmo ma pur sempre una piccola ola improvvisata.
E farla muovendosi da parte a parte per creare una sorta di onda senza l’aiuto di nessuno e neanche dei nani da giardino è cosa assai difficile e gli va riconosciuto. Diamo al Nippo quello che è del Torinese, insomma.

Adoro vederle quasi esplodere nella loro gobba. Adoro instancabilmente essere ripetitiva e giocare con “gobba quale gobba?” (cit.)

Le tengo in freezer che quasi rischiano di congelare affinchè lo shock termico sia davvero assurdo e pericoloso e poi dritte in forno. Sogno di vedere quella gobba esplodere fin sopra il soffitto mentre lo sbalzo di temperatura preoccupante crea la deformità caratteristica. Purtroppo nella versione salata ho notato che la gobbetta non viene mai adorabilmente alta come nell’impasto originale dolce ma ci si accontenta .

E per la festa dei lavoratori? Primo Maggio? Concerti? Rock and Roll? Alcool a pioggia? Cibo grondante di burro e hamburger buttati su di una spiaggia?

Ma finiamola, per cortesia che  ho un’età. Un po’ di musica classica, qualche disegnino e sistemare i cucchiaini in ordine di grandezza sarà più che sufficiente, suvvia. Largo ai giovani. Divertitevi e non fate troppo chiasso che detesto prendere l’ibuprofene se non strettamente necessario. Soffro di emicrania ultimamente e sono intollerante ad ogni sillaba.

Vorrei azionare la motosega e decapitare chi osa dirmi “Senti…è tutto regolare, vero?” (nel gergo giuovanile verrebbe “è tutto rego raga?, vero? così, giusto per una ripassata).

Insomma io uff. Sto qui a delirare di gergo giuovanile ma è di Muffin Provolosi che devo parlare.

Che i muffin salati siano una mia perversione non è un segreto anche se in effetti potrebbe pure esserlo perché un “machecefrega” gigante è comparso sopra la vostra testa e confesso pure sopra la mia ma nella versione diversa visto il cambio di pronome e quindi “machemefrega”.

Sto forse divagando? Ma.

Così per essere precisi. Insomma la versione ai piselli (che se guardo le foto vorrei prendermi solo a ceffoni per quanto sono brutte) e la ricetta la trovi cliccando qui, i Muffin ai fiori di zucca (la ricetta la trovi qui),  i Muffin Max romanissimi con le fave e pecorino dedicati all’amato Max (la ricetta la trovi qui) che sono gli stessi a dirla tutta poi che sono finiti sulla rivista Spray Magazine con il mio brutto facciotto. E poi ah sì i muffin salati con i semi di papavero (la ricetta la trovi qui) e ne ricordo altri due tipi con la provola ma come sempre ho difficoltà a cercare nell’archivio perché non dando titoli adeguati e normali tipo “Muffin alla provola” invece che “Nano da giardino perito tra l’aiuola e il dondolo” a volte e dico A VOLTE non riesco bene ad orientarmi. Soprattutto quando corro come una matta di fretta come oggi (nessuno dica “e quando mai?” uff. Mi avete già detto “machecefrega” e un po’ di contegno oggi, santapizzetta!).
Questi adorabili e soffici e gustosi e tuttequellecosechesappiamogià Muffin salati alla provola ed erbette e rosmarino equellocheaveteincasa sono dei banalissimi composti che si preparano in tre secondi. Non mi stancherò mai di ripetere (dovrei in effetti smetterla) che i muffin riescono a salvarti la serata. Che sia anche giornata .

Hanno quell’aspetto soffice e tenero che ti viene voglia di abbracciarli. Sono facilissimi da preparare e non ci si deve preoccupare di chissà quale preparazione complicata, ma inoltre da non sottovalutare: si possono congelare e saranno sempre buoni (sul sempre ho qualche dubbio ma lo metto tra parentesi perché sono sicura che non mi legge nessuno. E’ già difficile farlo senza le parentesi figuriamoci con).

Quando prendo un impegno lo porto sempre a termine. Con imbarazzanti ritardi, tensioni, acqua alla gola e persone che fibrillano come in preda a schizofrenie convulse ma arrivo. Questo perché la titanica impresa di rifilare verdure in genere, ma soprattutto zucchine, al mio Mat mica l’ho accantonata. Cri con me è davvero al sicuro (ahem regia. Risate registrate, grazie) .

E’ la volta quindi di trasformare la zucchina in una squisitissima bavarese. Per chi non volesse adoperare la gelatina in fogli si potrà pensare all’agar agar cui mai rinuncio e che adopero assemblando ormai per me qualsiasi cosa (pure le fave sì). In realtà faccio spessissimo le bavaresi salate ormai. Sono leggere e il nippotorinese le gradisce e da non sottovalutare sono estremamente adorabili. La presentazione di una piccola bavarese non può che farti sorridere, c’è poco da fare. Non è indifferente, ecco. Quella piccola montagnetta ha comunque sia una carica di simpatia a prescindere dal gusto perché l’occhio non può che registrarla come: gnam. Proprio gnam.

Ed è per questo che la bavarese di zucchine a mio modestissimo avviso potrebbe attrarre ignari bellissimi giovani sardi nelle grinfie della zia fissata con le verdure coalizzata con la mamma bellissima che ridacchia sorniona (ci facciamo un libro?).

Poi si adornano con carotine crude e gherigli di noci pecan e foglioline di menta e si fanno geometrie. Poi ci si può metter su anche una piccola chips di patata sottile sottile magari aromatizzata all’aceto o un bel contorno di pisellini (e fave!! le fave!!!) a formare disegni geometrici. Ci si può mettere verdura seguendo geometrie di Klimt e anche Kandiskij. Geometrie culinarie su un foglio che è la bavarese di zucchine. Santo cielo mi è venuta voglia di farne otto chili adesso! Mollo tutto. Post e tutto. Lavoro e tutto. E mi dedico alla realizzazione di otto bancali di bavarese alle zucchine. Ho deciso.