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Meno due giorni al Natale. MENO DUE.

Inspiriamo. Espiriamo.

Ebbene sì, sono impazzita e ho fatto il calendario.

Il calendario di Gikitchen ! ( finto entusiasmo)

Non per megalomania (quella si è capita da mò). Il fatto è che settimane fa ho mostrato nei vari social il Calendar-Iaia, ovvero un calendario che racchiude delle foto che ho fatto quest’anno con relative ricette (chi ha pensato che fossi io abbarbicata su uno scoglio in bikini può pure andare nell’angolo buio a ridere di se stesso).

E l’ho fatto per mia mamma così può pavoneggiarsi con nonna e zia dicendo “guarda quanto è brava mia figlia. E’ una cretina ma sa fotografare il pollo. Ti ricordi quando non sapeva condire l’insalata?” , e cose lusinghiere così.

L’ho mostrato perchè avevo provato il servizio Iphoto e piacendomi non poco condividere i servizi al fine di poter essere d’aiuto con lusinghe e critiche, nulla di più, mi sono ritrovata a dover dire “no. Non lo vendo”.

E perchè mai dovrei vendere un mio calendario? Essendomi stato chiesto però di pensarci io.

Ci ho pensato, eccome ed eccolo. Nessuna vendita, per carità.

Ho impiegato qualche oretta e alla meno peggio ho cercato di organizzare un calendario che troverete a risoluzione alta cliccando qui in formato pdf (clicca qui per il calendario )  e che qualora interessasse si potrà stampare e tenere sempre con sè (come se fosse una cosa bella, insomma). Confesso di aver bramato una versione fumettosa con “Maghetta Streghetta” ma il tempo tiranno non me l’ha permesso. Dovessi riuscire a fare anche questa notte in bianco però, potrei davvero cominciare a lavorarci su. Nel frattempo lascio qualche anteprima :

CALENDARIO GIKITCHEN>>>>

( per salvarlo clicca col tasto destro su ” CALENDARIO GIKITCHEN” e “Salva con nome”. Oh che non si sa mai eh. Mica si deve sapere per forza, uff!)

Per chi si fosse perso il Vincitore del Giveaway ( anche se in realtà trattasi di Vincitori), ecco il video con la proclamazione:

Mamma comincerà a friggere baccalà dal mezzogiorno di oggi sino ad arrivare a Santo Stefano. Ne deduco che rilassarmi facendo uno shampoo al bergamotto comprensivo di massaggio e crema ristrutturante dalle note di jojoba sia praticamente una perdita di tempo.

Odorerò di un meraviglioso olezzo baccalesco. Certo non viviamo nella stessa casa e questa operazione di friggitoria professionale la vedrò soltanto a fasi alterne e non perpetuate, ma dubito che qualcuno rimarrà indenne, dovesse entrare in casa di mamma anche dopo due settimane dal Natale.

Risparmierò questo tempo prezioso rinunciando alla fragranza di jojoba per dedicarmi alla manicure che voglio rigorosamente sobria. Dopo le strisce rosse e bianche con tanto di vischio e bianco neve credo che un bel glitter rosso fosforescente faccia proprio al caso mio.

Adesso che ho questa immagine di me con capelli unti e sporchi che odorano di baccalà fritto e una manicure sobria da far impallidire Lady Gaga, sono davvero più serena.

Il fatto è che il Baccalà fritto è un’istituzione al sud. Non vi sarà tavola imbandita durante la Vigilia (sì perchè qui al sud la Vigilia è ancor più importante del Natale blablabla) che non ne abbia almeno otto tonnellate. Una moria di Baccalà si abbatterà un po’ come i tacchini durante la festa del ringraziamento.