Home / Recensioni

Proprio perché perdo le cose in archivio. Trovo questo delirio, datato nei dintorni di fine Maggio-Giugno. Considerato che sta per uscire l’Iphone 5 e del Galaxy Note c’è una seconda versione direi che FORSE ma dico FORSE potrei pubblicarlo.

Un post vintage, insomma.

——————–

Android contro Apple. Robottino contro Mela. Uno scontro all’ultimo touchpixelapp. Una lotta senza eguali. Tanta suspence ( non è vero ma vabbè).

Mi sono messa in testa di venirne a capo una volta per tutte e capire quali reali differenze si celino. Non perché abbia tempo da perdere ma semplicemente perché sono una cretina.

Il dono della sintesi; ergo:

E queste sono con Galaxy Note:

Nutrivo senza alcuna ragione un’antipatia (anche se non troppo feroce) nei confronti di Mattia Poggi. In maniera assurda poi mi chiedevo continuamente perché. Del resto era un ragazzo dolce, con gli occhioni blu e il sorriso pulito. Lo seguivo già da un po’. Molto  prima di vederlo a Detto Fatto con l’arrivo del grande pubblico. Era protagonista di  un programma sempre firmato Alice di cui non ricordo il titolo (evvabbè l’età si sa).

Aveva i capelli lunghissimi e ricci, amava il surf e indossava roba californiana che contrastava fortemente con il carattere e forma dell’altro presentatore : scurissimo, romano, barba incolta  e un po’ più casereccio se vogliamo.   Questi due single abitavano insieme e  preparavano quindi anche molta “roba all’acchiappo”; di quelle ricette veloci ma sfiziose per conquistare le gentil donzelle. Era un po’ il leit motiv di questa sit com culinaria.

Sta di fatto che poi Mattia Poggi si è messo “in proprio” e ha cominciato a condurre Mattia Detto Fatto. Ed io ho cominciato ad apprezzarlo perdonandogli quelle battute da quindicenne ” stasera le preparo il pesto alla genovese e sarà mia” (sono antipatica, lo so).

Il cambio del look poi gli ha giovato e da ragazzo ribelle surfista che conquista e seduce le donzelle con la ricetta originale del pesto alla genovese si è trasformato nel classico bravo ragazzo sposato dolce e cuccioloso. Quelle che le mamme quando lo guardano in tivvùà urlano alla figlia zitella ” uhhh magari arrivasse un buon partito come questo”. Rispettando tutti i cliché dell’inacidita pazza bigotta che sono talvolta,  ho trasformato la mia antipatia immotivata in una simpatia con garbo.

( poi vabbè la mia pulcetta Giulia essendo stata nel programma a cucinare con lui me ne ha parlato benissimo ed a me è rimasto solo che schiaffeggiarmi).

(cliccando qui vedi la bellissima Giulia all’opera *occhi a cuoricino*)

Ho acquistato il volume I Buffet detto fatto di Sitcom editore al prezzo di 19, 90. Poco più di duecento pagine e al contrario del formato di West Nobu, che per chi se lo fosse fortunatamente perso (clicca qui )  è il primo puntatone (sefaperdì) della Libreria di Iaia. Più piccolo del formato A4 senza copertina rigida ma con una carta interessante seppur meno pregiata rispetto al succitato volume  di Nobu, è un volume pesantuccio ma non scomodo da consultare. Una cucina giovane e sbarazzina riassunta in quel “detto fatto” con Mattia Poggi chef genovese conteso da Madonna che con la verve ligure ci illustra i passaggi per un buffet vincente. Non il solito buffet ( anche) ma uno frizzantino ed inusuale (frizzantino è un termine che potrebbe adoperare una squilibrata mentale. E difatti lo adopero spesso). Ricorda un po’ un ricettario di tapas. Tante idee per quando hai fretta e si è troppo presi dalle mille attività quotidiane, scrive Mattia. Sono ricette che vanno preparate in anticipo. Quelle elaborazioni easy che si possono appunto allestire qualche ora , se non addirittura giorni, prima e poi abbandonarsi alla compagnia degli amici, dello scambio, delle chiacchiere, risate e ricordi.