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Quest’estate ho finito di scattare un centinaio di foto. E cento foto di cento ricette sono tante. Perché occorrono coreografie, tovaglioli stirati, fiori freschi, cibo buono (altrimenti poi che ne scrivi a fare?) e collocazioni “strategiche” per le illustrazioni e i disegni che lo renderanno vivo e magico. Ho finito queste foto mentre già ne stavo scattando altre e avevo voglia di altre ancora (ah e ora ancora altre. Voglio assolutamente scrivere della mia schizofrenia borderline). In cantiere ci sono così tanti progetti e idee che nell’iperuranio si assiste un po’ a un rave party tra neuroni. Essendo in pochi quindi, si fa maggiormente confusione perché ognuno tenta di dare il massimo. E allora urla e poga più forte. Beve più alcolici di dubbia provenienza e butta giù pillole (in questo caso Pastiglie Leone dopantissime) annaffiando il tutto con vino in cartone della Coop a basso prezzo. Cosa c’entra un rave party di pochi neuroni con questi bignè? Nulla, come è ovvio che sia.

No dai, in realtà è che non volevo fare troppo la misteriosa ma neanche scriverne approfonditamente (non per mio volere, si intende). Collocavo, come sempre, temporalmente gli scatti e quello che c’è tra i petali del tempo. Anche perché questo blog è la mia memoria. Visiva e temporale. Quando non ricordo qualcosa “spettacheguardosulblog” ed è fatta. La mia esistenza è servita su un piatto bello fumante di vita.