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Di Soup & Go ho parlato un po' ovunque ma mai nel dettaglio. Deliravo circa la sua meravigliosità già due anni fa e poi lo scorso anno quando mi dirigevo durante il ferragosto a Torino, dopo la tappa troppo breve a Roma. Situato vicino a una delle

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Per il 12 alle ore 12:12 mi sono fatta un regalo. I biscotti Gikitchen. Nulla di particolare ed eclatante ma solo una frolla con dentro un pizzico di tè matcha, cannella freschissima ed essenza di mandorla. Non c’entrano assolutamente nulla insieme se ad aggiungersi poi vi è una micro scorza di agrume di cedro ma sono i miei biscotti. Solo miei. Non hanno zucchero ed anche se ho sperato che potessero non avere la farina, l’uovo e il burro così non è stato. Perché in quello che è tuo ci sarà sempre qualcosa che non vorrai. Bisognerà accettarlo anche se con fatica e nel caso trasformarlo. Pian piano. Il Bianconiglio mette fretta sì ma se è giusto averne timore lo è anche ponderare e rinunciare. Non mi ero mai fatta un regalo così. L’importante è rimediare perché come continuo a ripetermi fino a star male. No. Non è mai troppo tardi. Maimaimai.

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E oggi tra l’altro è il compleanno della mia bellissima zietta tedesca Luci. Una zia perfetta per me in che giorno poteva nascere del resto?  Con estremo imbarazzo e lusinga so che mi legge ed io che non vedo l’ora di poter preparare qualcosa di teteschen in suo onore, grido giusto un attimino con perfetto accento tedescosiculo:

Luci Ich liebe dich! ♥

( oh che io il tedesco lo so eh ! so pure dire wasser! ebbasta vabbè) 

Che Freaks sia uno dei cult movie più interessanti della storia cinematografica mondiale non è certamente un giudizio personale ma un’assioma. E già così si potrebbe pure scrivere “pietra sopra” o “l’udienza è tolta” e tanti saluti. Solo che Freaks è davvero importante per me e non soltanto perché il genere si avvicina moltissimo al mio tipo di visione costante. Questo film evoca e risveglia il germe di qualcosa che ti deve appartenere. Si trova al terzo posto di un’illustrissima classifica americana, secondo solo a The Rocky Horror Picture Show e This is Spinal Tap; e dopo questa informazione appresa dovrei sapere per mera curiosità personale chi abbia redatto la classifica perché certamente quel germe risiede anche nel suo dna.

Drasticamente censurato, è un film del 1932 che viene poi definito horror (a torto) e lanciato nella larga distribuzione pur rimanendo uno di quei tanti film maledetti. Quando amo particolarmente una visione, come in questo caso, mi sono sempre piaciuti i retroscena. Scovare dettagli e collegamenti. Osservare le foto dietro i set. Come se volessi addentrarmi maggiormente in quella tana segreta che non è aperta a tutti. Non tanto per stupida curiosità-chiacchiericcio-pettegolezzo, ma per immergermi nella visione altrui che tanto mi ha toccato. Pochi sono quelli che hanno scatenato questa vena indagatrice e affamata, ma se dovessi citarne giusto tre per non essere proprio tirchia di dettagli, direi Shining, The Rocky horror Picture Show e L’esorcista (uhm e Rosemary’s Baby e BabyJane e…). Non a caso Freaks rientra in questo gruppo e si incastra perfettamente ai tre perché tutto è tranne che orrore, ma solo a ben guardare. Per chi ha tempo di capire o semplicemente può.

C’è stato un 4 Maggio che dicevo questo  in una terra di mezzo e un 4 Maggio nella festa del verde , sta di fatto però che il 4 Maggio Alice attraversa lo specchio ed io che di parole generalmente ne spendo tante oggi, data importantissima di visioni e accadimenti lascio solo un’immagine di me che è diventata simbolo di qualcosa di estremamente personale e profondo e un po’ di biscotti.

Ciò che è , non sarebbe e ciò che non è, sarebbe. Perché niente è impossibile. Lo è solo quando pensi che lo sia.

Prima di. Oggi è la Giornata Mondiale di ” Fai vergognare Cri” e quindi anche qui, qualora si fossero persi i miei spam in rete: Clicca su Mi piace !  Perché sì: Dopo averla costretta ad aprire un Food Blog le ho categoricamente imposto di fare una pagina su Facebook per aggiornamenti culinari e meraviglie varie. Il Manifesto del resto è ” I Love Bibi”  e quindi entra anche tu a far parte del Club. Uilovbibiiiiiiiiii ! 

Giuro che faccio fatica a credere come sia possibile che Max non risulti mai tra i vincitori. Pretendo delle spiegazioni matematiche e poco mi importa la filosofia della probabilità. E’ innammmissibbbbbbbbbbile*disse spaccando la scrivania con il mattarello*

(Questo non significa chiaramente che non sia felice per il vincitore di oggi, manco a dirlo).

Attendo Email con indirizzo per la spedizione. Ahem anche se in teoria dovrei già sapere l’indirizzo è il sottotitolo ( pardon ma io noncelapossofarcela. Prometto di  compilare schede un giorno e avere tuttotuttotutto organizzato).

Sabato mattina è stato un giretto che per muse di visione, confesso, è stato prezioso. C’è stato il barboncino pelosissimo della ragazza russa quasi travolto per strada e l’arancino spiaccicato sulla camicia linda del signore che mi passava di fianco mentre rimproverava la moglie. Se avesse preso la pizzetta tutto quel pasticcio non sarebbe successo. Sicuramente dovevano andare a una cerimonia altrimenti non si spiega il tailleur ridicolo pastello della consorte che aveva optato per un cornetto; e chissà che la crema non sia poi finita sulla borsa. Avrei dovuto seguirli per saperne di più. Ho visto un maggiordomo con la testa di cane in vetrina ed è stato utilissimo per quello che stavo cercando nei meandri dei miei racconti. Pure l’uomo coniglio nello scaffale vicino alle saponette. E’ come se si materializzassero esattamente le mie visioni e quello che ho perduto la notte viene poi ritrovato il giorno quando meno me l’aspetto.

E ho trovato anche molto di più di quello che stessi cercando e sperando. Una su tutte, che poi il resto devo ancora rielaborarlo, è stata la tazzina, il piatto e il piattone di inizi novecento appartenuti ad una baronessa inglese. Intatto e immacolato. Non avevo mai comprato un pezzo di antiquariato. Mamma ne possiede tanti ma io personalmente nessuno. Avevo sempre procrastinato perché sapevo che sarebbe successo quello che poi è accaduto al mio rientro. Ma rimando la memoria delle sensazioni a dopo perché ho troppa fretta e a queste imporre un incessante ticchettio di orologio non è cortesia. Procediamo quindi con calma perché sono le 12.12 e qui a quest’ora si fa solo una cosa: blaterare di ricette, ricordi e colori. Prima di blaterare riguardo a questo post giallissimo e verde che mi terrorizza non poco, ricordo velocissimamente che è in corso una nuova tombola per anziani. A sorpresa da sabato è comparsa la Tombola per Anziani Special Ediscion e  vi è il porta salsine per il bento in palio. Un adorabile minuscolo set di porta salsine che si potrà accaparrare sempre seguendo le stesse identiche modalità. Lasciare commenti, cuoricini, pernacchie doveroso all’interno del post. La scadenza è la mezzanotte di domani.

E direi pure di affrettarci perché vi sono ancora ricchi premi e cotechini. Ahem Cottillon. Non esagero sostenendo che queste foto sono dello scorso anno. Non esagero neanche dicendo che riconoscerei una mia foto e il periodo soltanto guardandola tre nanosecondi velocissimi. Adesso non avrei mai messo il cucchiaino in questo modo e avrei fatto attenzione a delle ombre e. Insomma queste foto risalgono a maggio dello scorso anno mi sono detta trovandole in archivio. Poi ho controllato date e blablabla e con mio sommo stupore, anche se confesso non troppo, ho azzeccato e di bruttobruttobrutto il periodo. Tra l’altro ricordo perfettamente quei limoni buonissimi del giardino che sembravano proprio dei cedri tanto erano dolci.

Ho scoperto questi fegatini di pollo al curry, giusto per chiudere con qualcosa di diverso la settimana del pollo, su  un sommario interessante di cucina orientale. Pare che in oriente il fegatino di pollo fritto con un po’ di cipolletta e aromatizzato con tantissimo curry sia un piatto base immancabile ( Gordon Ramsay in un puntatone di Cucine da incubo ne blaterava).

Si accompagna con il riso basmati ma anche con qualche insalatina fresca. Il fegatino di pollo viene sbollentato ma rimarrà ugualmente duro ed è un bene sempre sapere se il gentile ospite sia disposto o no a ruminare incessantemente per tutta la durata del pasto perché mentre mamma si lamenta e dice “uffa” manco avesse tre anni e decide di mandar giù rischiando crampi allo stomaco, c’è chi con pazienza riesce lentamente a mandar giù questo mattoncino “durello”. Questo qualcuno non è il Nippotorinese. E neanche papà.  E neanche nessuno che conosco. E insomma ho dovuto costringerli perché io volevo assolutamente provare questa preparazione. In fondo è una dittatura culinaria la mia, mica altro (Santi tutti!).

Ho giusto variato un po’ il  “grasso”. Doveva cuocere in olio di mais ma ho usato quello extra vergine di oliva ( d’accordo impor loro di mangiare il fegatino ma almeno somministriamo loro il punto di fumo giusto). Forse si potrebbe optare pure per il burro ma qualunque sia la scelta qualcosa mi fa dubitare che possa in qualche modo interferire sulla consistenza del fegatino.