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Ma non è che ci sia una vera e propria ricetta con dosi o chissà che.

Ingredienti: funghi champignon, riso basmati, alga nori, tè matcha, salsa di soia.

Ho lavato gli champignon per bene e li ho privati del gambo. Li ho poggiati su carta da forno e spennellati con salsa di soia. Ho tagliato a pezzetti l’alga nori e l’ho sparsa sopra. In forno a 180 fin quando si sono cotti. Non eccessivamente però. Giusto il tempo di ammorbidirli ma lasciarli comunque croccanti. Ho cotto il riso basmati in acqua bollente a cui ho aggiunto un cucchiaino generoso di tè matcha. Ne ho aggiunto giusto un altro pizzico dopo aver scolato il riso ancora caldissimo. Ho poggiato il riso sopra i funghi ancora caldi e servito con del pomodoro più per una questione estetica che altro (mi avete scoperto! Li ho tolti! Non li ho mangiati! Tana per iaia! Uff).

Rimane un’idea carina anche speziando all’indiana il riso ed evitando magari di adoperare troppa salsa di soia per i funghi, che risulterebbe eccessivamente invadente. Per una versione golosa nulla impedisce di arricchire il riso con del formaggio cremoso (e anche qui evitare la salsa di soia); del resto è semplicemente un fungo ripieno di riso e nulla di più. Come nel caso delle patate di ieri più che altro l’idea rimane quella di aromatizzare con i pezzetti di alga nori.

Su Pinterest mi è passata tante di quelle volte questa immagine che mi sono detta bastaaaaaaaaaaaa. Voglio fotografarla anche io. Generalmente è sempre la stessa foto. Girachetirigira e pare non abbia un credit preciso ergo non posso affibiarlo neanche io. Si tratta di una cosa talmente semplice, eppur sfiziosa, che davvero non ha bisogno né di spiegazione né di lunghi vaneggiamenti. Un’ottima scusa per propinare ad un bimbo dell’ottimo riso bianco lesso, qualche verdurina e due (che poi diciamocelo bimbidiqua, bimbidila ma piacciono a tutti, soprattutto ai più grandi) . Uhm. Ecco io sui wurstel al bimbo avrei qualcosa da ridire ma passo già per bacchettona costantemente, almeno per Natale vorrei apparire free ( ci sto riuscendo? mi sa di no). Certo è che il bimbo dovrà mangiare “occhietti di renna” e “nasino di renna” anche a parte  (è una minaccia non troppo velata); e quindi una bella scorpacciata di pisellini lessi e pomodorini altrimenti della ciotolina speciale rennosa ( wurstel annessi) neanche l’ombra! (e l’ho detto che non era velata)

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Sì ma dai avevo detto che l’estate era finita e qui ci sono trenta gradi? I muratori in canotta cantano Vamosalaplaya. Il Nippotorinese esce con la tavola da surf intonando i Beach Boys. Papà fa la pesca a traino nel parcheggio prendendo mattoni buttati a terra piuttosto che spigole. I ragazzi del negozio cheilcielolibenedicaamicimiei mi portano al capannone a raccogliere olive. In costume e infradito (ci sono pure gli ombrelloni in mezzo al cavidotto eh).

Manco lo sapevo che al capannone ci fossero olive. Vi sto per caso confondendo? Insomma per dire. Che in mezzo alle bobine, cavi elettrici e tubi fluorescenti noi abbiamo degli ulivi. La domanda sorge spontanea “e tu non sapevi di avere degli alberi di ulivo?”. No. Non lo sapevo. In pratica mi sono ritrovata a raccogliere olive. A documentarmi su come “spaccarle”. Metterle sott’olio. Metterle sott’aceto. Sino ad arrivare alla giardiniera.

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