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A Mamma, Papà e Nippotorinese questa ricetta super velocissima è piaciuta davvero tanto. Si tratta solo di trovare le Patate Dolci e affettarle con una mandolina. Ne ho una professionale pazzesca che fa diversi spessori e forme grazie a un super-mega-iper-fantasmagorico regalo del mio Bellissimo Architetto; mi ha omaggiato infatti di questo Aggeggio Fantabuloso (che chiamarla Mandolina è offensivo) capace di affettare in modo incredibilmente preciso e artistico. Roba che faccio a julienne qualsiasi cosa. Affetto pure la banana con l’Aggeggio Fantabuloso. E’ una passione irrefrenabile che mi ha preso come quando dopo aver acquistato la Centrifuga infilavo dentro pure le ciabatte e le creme giorno. Come nel cibo quindi vado a periodi. Questo è il periodo in cui affetto tutto a spessori alterni con le forme più disparate.

Adopero spesso le alghe. Le avevo già proposte con il pesce, usando l’alga nori con dell’ottimo pauro e anche con il pesce spada. E’ la volta del pollo, esattamente petto, cotto al cartoccio di carta forno dopo averlo marinato in olio e salsa di soia (ma davvero per poco). Foglioline di alga wakame lasciata ammollare fino a quando raggiunge la sua consistenza morbida e vellutata (molliccia per alcuni ma è un termine a mio avviso dispregiativo che non merita certamente). In forno ben caldo per un po’ senza esagerare e servito semplicemente così.

E’ il primo di Ottobre  e già il fatto che io sappia che giorno sia mi rende molto (ma proprio molto) orgogliosa di me. Ottobre significa solo una cosa, oltre a mare-tuffi-spiagge-surf (perché è chiaro che in Sicilia l’autunno arriverà quando nel resto di Italia sarà inverno. E addio babbucce pelose fucsia che non vedo l’ora di indossare. Quelle con i pon pon che tengono caldocaldocaldo), Halloween.

Perché chi masochisticamente ha trascorso lo scorso ottobre (e lo scorso-e lo scorso-e lo scorso) con me qui con Maghetta al Gikitchen BEN SA che si parla solo ed esclusivamente di Halloween.

Ne ho fatto una sezione dedicata, come è successo con il Natale, proprio per chi avesse voglia di reperire tutto più velocemente (che poi non sia aggiornatissima perchènoncihomaitempoesonosolouna è un discorso che tralasciamo per il bene della Nazione. Cosa sto dicendo?).

E questi sono i domini di mia (e chiaramente vostra in egual maniera) appartenenza:

Qui per tutto il Mese di Ottobre si farà certamente sì qualche ricettina “per le persone normali” (tzè. Che vita triste *disse muovendo il capo dispiaciuta cercando di redimerle) giusto per non abbandonarle all’oblio e alla tristezza e sperando che rinsaviscano da tutta quella schematicità, ma verranno proposte e riproposte in altra chiave solo ed esclusivamente ricette dedicate ad Halloween. Chiunque si perdesse quindi nei meandri di ragionamenti complicati “è un’americanata. Halloween che cretinata. Sì però io proprio…” è pregato di ritirare i salatini che verranno gentilmente offerti dallo Chef Nano Elia e correre velocissimamente verso l’uscita.

Il mio personalissimo significato del concetto di Halloween l’ho espresso svariate volte. Ed è strettamente ricollegato ad Agata e alle lasagne alle castagne. Alla mia infanzia e a quella parte che ha contrapposto alla pioggia di cuori una di sangue. La mia metà oscura, giusto per scomodare un concetto comune. Halloween è stata la prima festa che lei ha trascorso con me. Halloween è stata l’ultima festa che ho trascorso con lei.

La sua morte sarebbe avvenuta esattamente tredici giorni dopo. Ma tredici giorni prima facevamo foto mentre cercavo di non impigliarmi nella sua parrucca, come facevo sempre (e lei rideva), e lei preparava torte di Hello Kitty in versione bizzarramente dark.