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[embed]https://youtu.be/sePvObLTC0s[/embed] Questa zuppetta è davvero deliziosa e fa dimenticare quel sapore di polistirolo e di cartone pressato (tofu e seitan, già). Non sembra insomma che tu stia mangiando un mobiletto ikea e non stai lì a cercare neanche le istruzioni nel piatto. Le spezie insaporiscono tantissimo il tofu.

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E sul cous cous con il ragù di seitan ho scribacchiato qualche appunto? Incredibilmente no. Nonostante sul Cous Cous abbia tediato l’universo e sul ragù di seitan pure. Che si trattasse della versione con salsa che di quella senza. Nella versione con salsa mi vengono in mente le tagliatelle-stelle filanti fatte in casa nel ricettario del Carnevale appena trascorso (clicca qui); mentre per la versione esente da salsa uno su tutti quello che ha condito le orecchiette pugliesi con la menta e la zucchina che se ti fa piacere puoi sbirciare cliccando qui.

Un’idea, quella del Cous Cous con il ragù di seitan, vincente per restare leggeri con gusto e non appesantirsi. Ultimamente con determinate marche di seitan ho qualche problemuccio. Nel senso che lievito a dismisura e lo stomaco si gonfia a tal punto che tendo ad ancorarmi bene a terra mettendo ciabattine pesanti perché sento di correre un rischio non troppo remoto: volare.



Avevo delirato circa la cotoletta di seitan dopo la visione dell’ultima (ma proprio ultima ultima nel senso che è l’ultima. Ultima l’ho detto?) stagione di The Killing qui componendo (gerundio a caso)  un panino vegetariano gustosissimo che aveva fatto tribolare il Nippotorinese (tribolare non c’entra nulla ma è un termine che mi piace molto e che purtroppo non posso adoperare mai. Oggi mi andava di farlo e quindi l’ho infilato a caso in questa frase. La tecnica della dissimulazione e del rincretinimento, per chi ha il coraggio di leggermi, è un’arte. Oltre che un atto di masochismo, intendo).

In realtà lo ha fatto entusiasmare. Avrebbe tribolato se l’avessi mangiata io sotto i suoi occhi senza dargliene un pezzetto. Ipotesi neanche troppo lontana dalla realtà e dal mio volere ma ultimamente ho solo voglia di frutta e nei momenti di perdizione assoluta di sushi vegano. Niente altro.

Insomma per dire che la cotoletta di seitan in crosta di crusca è ormai una certezza. In più si può pure preparare in situazioni di pericolo quali non avere una cucina funzionante. Lo dico con cognizione di causa, chiaramente. Non richiede chissà quali preparazioni e pure al microonde, semmai le padelle fossero negli scatoloni, risulta essere meno suola di scarpa rigida di quanto si pensi. Che è già una grande vittoria, no? Il seitan prima di essere bello arrotolato e panato sulla spiaggia di Crusca, come fosse a Bora Bora, nonostante sia già umido di suo può essere bagnato con l’uovo per i vegetariani o con succo di limone/olio extra vergine di oliva per i vegani.



Sto cercando in questi giorni nel mio personale vocabolario il verbo riflessivo arrendersi e dannazione non lo trovo. C’è una sensazione surreale ed estremamemente dolorosa che mi pervade proprio guardando queste foto. Non è passato neanche tanto tempo del resto, perché al massimo sarà un mese eppure paiono appartenere a ere zoologiche fa. Questa luce. Questa tovaglietta. Questo piatto. Sembra un fotogramma ritrovato sotto le alghe dell’oceano tra le trame di un relitto. La mia casa, come fosse nave, affondata da nubi di fumi e polveri e onde di piogge e lacrime. Che siano di risate o dolore. In questi due giorni di assenza che a me hanno pesato come anni non sono riuscita in nessun modo a pensare di parlare di intimità, casa, ricordi e cibo essendo al momento esule in patria. Pur abitandoci non vivo nella mia casa. Pur essendola non lo è più. Il disequilibrio dato dalla carenza dei miei movimenti abitudinari, spazi conosciuti e oggetti incontaminati da germi, in un attimo diventati preda di un terremoto emotivo capace di devastare quel briciolo di equilibrio rimastomi e precedentemente annientato dal dolore di papà. E’ come se tutto fosse successo insieme.

Una volta una mia amica mi ha detto che quando il Diavolo entra in casa non va più via. O per lo meno se si trova bene rimane un po’. A quanto pare ha trovato una dimora e anime che lo attraggono particolarmente, perché sta lì seduto e si gode lo spettacolo. Aspetta che ti offro un drink. Non ti muovere.

Lunedì abbiamo aperto “in bellezza” con un bel paninazzo di Hamburger e uovo fritto-maionese e colesterolo grondante dopo la bella ramanzina che avevo sciorinato sabato sull’abuso della carne. Coerenza mi senti? No. Non mi sente. Sarà sorda più di me. E’ da un po’ insomma che con tofu e seitan ho cominciato a fare predicozzi perché la vecchiaia è davvero una Brutta Bestia-Non Bionda (anzi devo -leggi voglio fortissimamente voglio- ritornare sui commenti della Sfoglia con tofu e verdure qui, per rispondere a voi che mi siete sempre così tanto vicini. A tal proposito mi cospargo il capo di semi di sesamo e tofu e chiedo perdono perché rispondo sempre con estremo ritardo ma davvero ho alzato bandierina bianca. Pure su Instagram è un dramma e non riesco più a fare moltissimo perdendo anche parecchi “followers”, per fortuna non amici. Si ha difficoltà a capire che non sempre non si fa per volontà. E che in determinati periodi diventa difficile anche solo programmare due ore per dormire a notte).

Ho per caso fatto una parentesi lunga?

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