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Mi sono vestita pure da Befana negli anni passati, sì. E ho pure vestito Maghettapupazzosa che hanno fatto Mamma e SantaSignoraPina per me. E avevo pure un vestito in coordinato per me e per Maghettapupazzosa. E. Siamo una banda di psicopatici professionisti mica pizza e fichi (e ho fatto pure la pizza con i fichi, sì).

Visto che ho fatto tutto quello che è consentito e non dal buon senso comune (non soltanto culinario intendo) e avendo realizzato la BefanPizza, una tonnellata di caramelle compreso il carbone di zucchero, cappellini della befana, gelato della befana, biscottini della befana, dolcetti tradizionali della befana e. E pure sul libro le scopette dolci della Befana, le scopette salate della befana e il gelato della befana. E.

Sembrerebbe quasi che io abbia esaurito e invece NO. Siamo ancora all’inizio delle befanate.

Ad esempio la Calza Salata della Befana. Mica l’avevo fotografata io la calza Salata della Befana *disse dandosi un ceffone in pieno volto (ahia!).

Lo scorso anno ho fatto la classica versione dolce poi mai pubblicata sul blog ma solo su Instagram (sfortuna per voi ho rimediato e l’ho rifatta. Credo sia in programma per domani. Mica mi ricordo. Sono già a Pasqua tra conigli e uova).

Ho scoperto Dowton Abbey da poco tempo e ancor in meno me ne sono affezionata. Serie televisiva Anglo-Americana, nell’ambientazione che preferisco in assoluto e prodotta per un network britannico, ha sbancato premi e ottenuto riconoscimenti altissimi. Con ascolti record sempre in ascesa pare che sia in assoluto la serie in costume di maggior successo mai mandata in onda. Emmy Awards come fossero biscottini cadono su questa trama mai noiosa, anche se apparentemente così innovativa proprio non è. Ambientata nella tenuta di campagna del Conte e della Contessa di Grantham nello Yorkshire a partire dalla tragica notizia dell’affondamento del Titanic nel 1912, si susseguono e scorrono le vite di aristocratici e domestici con una finezza però che non fa urlare alla telenovela, per quanto mi riguarda. Visivamente ci si trova sin dalle prime inquadrature davanti a qualcosa di simile a Gosford Park; ne avevo già decantato le lodi e passioni con la marmellata di arancia, qui. I costumi del tardo periodo edoardiano sono quelli che mi bloccano le vie respiratorie (gli stessi poi che la Maison Valentino ha ricalcato sulle passerelle per la Primavera Estate 2014. Incredibilmente abbottonati, chic ed esclusivamente in bianco e nero). Quando la rigida regola incontra il contrasto della protesta. La gonna leggermente si stringe e tutto diventa quasi più comodo. I corpetti si slacciano lasciando respirare le dame che cominciano l’impervio cammino per l’emancipazione reclamando diritti sino ad allora negati. Siamo proprio catapultati all’inizio e al fermento della rivoluzione. La donna voterà, diventerà crocerossina durante la prima guerra mondiale e dismetterà gli abiti di bamboletta soprammobile incipriata con i capelli abboccolati.

Un grazie a Pragmatiko che mi indica come tra le 50 migliori Food Blogger italiane qui. Sono lusingatissima di essere, oltre che tra amiche, insieme a professionisti del settore. Immeritato sicuramente, ma grazie.

E dopo il Turducken di ieri? (te lo sei miracolosamente perso? clicca qui!)

Il triste momento dell’anno è arrivato e in America si conta che più di quaranta milioni di tacchini verranno uccisi in questo periodo. A me non rimane che estraniarmi ancora una volta e assistere in silenzio alla scelta dei miei cari di nutrirsene (come il resto dell’anno – dei giorni – di tuttiigiornitutti accade con carne-pesce-derivati animali, insomma).

Nel mio libro per la festa del ringraziamento c’è la FumettoRicetta del Tacchino Graziato, ovvero un cupcake  con le sembianze di tacchino (grazie alla glassa e dei biscotti al cioccolato di decoro) dal gusto di  zucca,  tipico del Thanksgiving. Del tacchino graziato ne ho parlato qui.

Certo è che quest’anno il Nippotorinese, come anche mamma e papà, potranno per la pima volta assaporare la salsetta di Cranberries che ho scovato da Cristaldi a Catania, che ormai è chiaro diventa il mio spacciatore di pappamondosità di fiducia.