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Dopo accurate riflessioni nasce ufficialmente Nanology. Sono venuta in contatto con un'entità nanosa. Da qualche tempo ha stravolto la mia vita e ha dato coraggio a me e tutti i Nani. Ella crede nella forza del cappello. Costruisce dondoli per i nani in riva al

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Nutrivo senza alcuna ragione un’antipatia (anche se non troppo feroce) nei confronti di Mattia Poggi. In maniera assurda poi mi chiedevo continuamente perché. Del resto era un ragazzo dolce, con gli occhioni blu e il sorriso pulito. Lo seguivo già da un po’. Molto  prima di vederlo a Detto Fatto con l’arrivo del grande pubblico. Era protagonista di  un programma sempre firmato Alice di cui non ricordo il titolo (evvabbè l’età si sa).

Aveva i capelli lunghissimi e ricci, amava il surf e indossava roba californiana che contrastava fortemente con il carattere e forma dell’altro presentatore : scurissimo, romano, barba incolta  e un po’ più casereccio se vogliamo.   Questi due single abitavano insieme e  preparavano quindi anche molta “roba all’acchiappo”; di quelle ricette veloci ma sfiziose per conquistare le gentil donzelle. Era un po’ il leit motiv di questa sit com culinaria.

Sta di fatto che poi Mattia Poggi si è messo “in proprio” e ha cominciato a condurre Mattia Detto Fatto. Ed io ho cominciato ad apprezzarlo perdonandogli quelle battute da quindicenne ” stasera le preparo il pesto alla genovese e sarà mia” (sono antipatica, lo so).

Il cambio del look poi gli ha giovato e da ragazzo ribelle surfista che conquista e seduce le donzelle con la ricetta originale del pesto alla genovese si è trasformato nel classico bravo ragazzo sposato dolce e cuccioloso. Quelle che le mamme quando lo guardano in tivvùà urlano alla figlia zitella ” uhhh magari arrivasse un buon partito come questo”. Rispettando tutti i cliché dell’inacidita pazza bigotta che sono talvolta,  ho trasformato la mia antipatia immotivata in una simpatia con garbo.

( poi vabbè la mia pulcetta Giulia essendo stata nel programma a cucinare con lui me ne ha parlato benissimo ed a me è rimasto solo che schiaffeggiarmi).

(cliccando qui vedi la bellissima Giulia all’opera *occhi a cuoricino*)

Ho acquistato il volume I Buffet detto fatto di Sitcom editore al prezzo di 19, 90. Poco più di duecento pagine e al contrario del formato di West Nobu, che per chi se lo fosse fortunatamente perso (clicca qui )  è il primo puntatone (sefaperdì) della Libreria di Iaia. Più piccolo del formato A4 senza copertina rigida ma con una carta interessante seppur meno pregiata rispetto al succitato volume  di Nobu, è un volume pesantuccio ma non scomodo da consultare. Una cucina giovane e sbarazzina riassunta in quel “detto fatto” con Mattia Poggi chef genovese conteso da Madonna che con la verve ligure ci illustra i passaggi per un buffet vincente. Non il solito buffet ( anche) ma uno frizzantino ed inusuale (frizzantino è un termine che potrebbe adoperare una squilibrata mentale. E difatti lo adopero spesso). Ricorda un po’ un ricettario di tapas. Tante idee per quando hai fretta e si è troppo presi dalle mille attività quotidiane, scrive Mattia. Sono ricette che vanno preparate in anticipo. Quelle elaborazioni easy che si possono appunto allestire qualche ora , se non addirittura giorni, prima e poi abbandonarsi alla compagnia degli amici, dello scambio, delle chiacchiere, risate e ricordi.

Mi piace immaginarmi con un abitino svolazzante allegro in georgette. Fiorato di colori pastello. Di quelli tenui e dolci che fanno tenerezza agli occhi. Azzurro cielo, giallino evanescente sobrio e rosa delicato ed etereo. Foglie che si arrampicano sulla manica leggermente a palloncino, ma non esageratamente, e il taglio in vita che poi cade morbido. Capelli raccolti e boccolosi per rendere tutto romantico. Mi vedo. Esco fuori sul terrazzo con una bella teglia caldissima di frittura mista e il limone lo raccolgo lì. Dall’alberello. Zacchete. Sì fa proprio zacchete il rumore dell’agrume appena estirpato alla pianta e frrrrr. Sì fa proprio frrrrr il suono della sua spremitura. Sotto il gazebo a mangiar frittura e una musica lenta che penetra dentro le viscere mentre un venticello si solleva fresco ad accompagnare un pranzetto familiare. Rilassante, epico, indimenticabile.

Mi piace proprio immaginarmi così mentre. Sono vestita di nero come il mio umore mentre il muratore senza maglietta (arggghhh) tracanna coca cola in maniera molto dissimile dal compianto ricordo dello spot televisivo tra polveri e fumi mentre attacca chewing gum al limone. Con i capelli annodati alla meno peggio con una penna mentre inciampo sulle scarpe rosa fucsia di gomma che sistematicamente mi fanno prendere la scossa su qualsiasi superficie. Patapumpete. Sdishhhhhhh. Sbatabushhhhhhh. TARATARTATATRTARTAT*martello pneumatico* altro che zacchete e frrrrr. Il gazebo è a terra, i nani da giardino sono fuggiti in una spiaggia caraibica insieme ai gerani e il bonsai è a Tokyo a mangiar cereali alla soia da qualche distributore della metro.

Immaginare di fare una frittura o accendere il forno è impresa ardua. Già tagliare l’anguria è un atto eroico quando le forze vengono a mancare e sputare un semino richiedere uno sforzo fisico considerevole. E capita insomma che arriva il giorno. Quel giorno. Quello in cui ti viene voglia di buttarti per terra, piangere un po’ e urlare “qualcunoportiunpolloallospiedodelgirarroooostooo” anche se a ben pensarci basta mettere un pollo crudo sul balcone infilzato nello stendibiancheria e sarà arrosto in pochissimi minuti (domani provo e vi faccio sapere. Magari metto il muratore a girare lo stecchetto dove lo infilzo. Il pollo, non il muratore. Anche se…).

Vaneggiamenti veloci e frettolosi perché giustappunto il tipo che tracanna coca cola senza maglietta ha un questionario di 2903482034839482048 domande da pormi, direi che è il caso (anche se non lo è fingiamo?) come lo scorso anno di organizzare dei post con piccoli e brevi riassunti di ricette precedenti adatti al contesto e periodo. Veloci, pratiche e che richiedono l’impiego al massimo di un neurone mal funzionante accaldato. A tal proposito nell’App Gikitchen è nata la sezione Estiva dove sto (disperatamente) cercando di raggruppare insalatine veloci ma al tempo spesso sfiziose e roba ultraveloce, leggera e fresca.

Il Primo Menù Estivo comprende: