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Crumble di zucchine. No ma davvero non hai mai provato il Crumble salato? Con le verdure, sì. Niente mele, pere e deliziose dolcezze ma verdure di stagione; non dirmi che le zucchine non sono di stagione, ti prego. Sorvola. Lo so ma per me è

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[embed]https://youtu.be/aDLY6sshl2I[/embed] Sono pessima, lo so. Sono pessima. Sono scomparsa. Lo so che sono pessima. Che sono pessima l'ho detto? Se dovessi mancarti -ipotesi remota- però sai che su RunLovers e Youtube bazzico giornalmente. Anzi a tal proposito oggi è uscito un mio articolo sulla Zucca.  La casa

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Per un chilo di patate ben lavate e tagliate

In una ciotolina mischia: tre generosi cucchiai di sesamo, 3 fogli di alga nori ridotti a piccolissimi quadretti, 1/2 cucchiaino di tè matcha, 1 pizzico di wasabi in polvere ma esagera pure se sai dosarlo e ne hai consapevolezza, una generosa presa di sale.

(nella confezione ci sono fiocchi di bonito, crackers di riso sbriciolati, lattuga di mare, nozawara-vegetale a foglia, salsa di soia, destrina, tuorlo d’uovo, estratto di lievito. L’ho acquistato su Japan Centre, come sempre)

Poggia le patate su carta da forno e condiscile. In una piccola ciotolina mischia un po’ di salsa di soia e olio (se hai il wasabi in crema e non in polvere eventualmente aggiungilo adesso) e insaporisci. Ma anche solo la salsa di soia andrà bene. Cuoci in forno e poi ne riparliamo, ok?

Senza addentrarci nel concetto estremo di crudismo, perché lungi da me terrorizzarvi (per oggi, intendo), va detto che la verdura cruda viene universalmente riconosciuta dalla medicina e questo non è assolutamente un dato da sottovalutare, in quanto è davvero raro se non addirittura eccezionale che ciò avvenga. Le nostre nonne, che nulla sapevano di food e dintorni e non avevano a disposizione grandi chef stellati a ogni ora del giorno e della notte ventiquattro ore su ventiquattro in loop continuo, buttavano la pasta, per dire, nell’acqua dove avevano cotto le verdure. Nonna nello specifico la pasta con i taddi. Questo perché da sempre esiste il concetto che la dispersione degli elementi nutritivi delle verdure avviene nell’acqua di cottura. Il concetto stesso del brodo ne è un fulgido esempio, giusto per rafforzare, nonostante non ce ne sia di certo bisogno, il concetto. Le verdure crude fanno bene. In particolar modo quelle di stagione. Meglio ancora se bio (lo so, è noioso) e soprattutto se opportunamente lavate con cura per via dei terribili trattamenti chimici (terrrrribbbbili per favore lo leggete così?) che hanno potuto subire nel corso della loro esistenza in natura. Nella scala alimentare, perché c’è ed esiste e sarà mia cura fare qualche memo per ricordare le giuste proporzioni, l’unica voce che ha 14 pasti settimanali e quindi due obbligatori e tassativi giornalieri cos’è? La verdura e la frutta, naturalmente. Mangiare dalle cinque alle otto porzioni di frutta e verdura diverse garantisce una buona salute psicofisica (io purtroppo non ne sono un fulgido esempio) al nostro corpo e alla nostra anima. Oh, perché sull’assioma che siamo quello che mangiamo ormai i dubbi sono davvero pochi.

Ho fatto sbollentare i cavoletti di Bruxelles in acqua bollente e salata. Ho tostato pochissimo i pistacchi in forno con un po’ di sale e ho preparato il pesto di pistacchio adoperando olio extra vergine d’oliva e pistacchi di Bronte con un pizzico di parmigiano grattugiato. Li ho poi passati in padella con un filo extra vergine d’olio d’oliva e ho aggiunto qualche cucchiaiata di pesto di pistacchio. Spolveratina di sesamo nero (avrei preferito quello bianco ma avevo in casa solo questo) tostato anch’esso e pronto per essere servito.
In foto non mi piaceva moltissimo l’effetto pappone cavoletto-pesto di pistacchio ed è per questo che lo vedete con una presentazione un po’ diversa.

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