Home / Verdure

[embed]https://youtu.be/aDLY6sshl2I[/embed] Sono pessima, lo so. Sono pessima. Sono scomparsa. Lo so che sono pessima. Che sono pessima l'ho detto? Se dovessi mancarti -ipotesi remota- però sai che su RunLovers e Youtube bazzico giornalmente. Anzi a tal proposito oggi è uscito un mio articolo sulla Zucca.  La casa

READ MORE

Senza addentrarci nel concetto estremo di crudismo, perché lungi da me terrorizzarvi (per oggi, intendo), va detto che la verdura cruda viene universalmente riconosciuta dalla medicina e questo non è assolutamente un dato da sottovalutare, in quanto è davvero raro se non addirittura eccezionale che ciò avvenga. Le nostre nonne, che nulla sapevano di food e dintorni e non avevano a disposizione grandi chef stellati a ogni ora del giorno e della notte ventiquattro ore su ventiquattro in loop continuo, buttavano la pasta, per dire, nell’acqua dove avevano cotto le verdure. Nonna nello specifico la pasta con i taddi. Questo perché da sempre esiste il concetto che la dispersione degli elementi nutritivi delle verdure avviene nell’acqua di cottura. Il concetto stesso del brodo ne è un fulgido esempio, giusto per rafforzare, nonostante non ce ne sia di certo bisogno, il concetto. Le verdure crude fanno bene. In particolar modo quelle di stagione. Meglio ancora se bio (lo so, è noioso) e soprattutto se opportunamente lavate con cura per via dei terribili trattamenti chimici (terrrrribbbbili per favore lo leggete così?) che hanno potuto subire nel corso della loro esistenza in natura. Nella scala alimentare, perché c’è ed esiste e sarà mia cura fare qualche memo per ricordare le giuste proporzioni, l’unica voce che ha 14 pasti settimanali e quindi due obbligatori e tassativi giornalieri cos’è? La verdura e la frutta, naturalmente. Mangiare dalle cinque alle otto porzioni di frutta e verdura diverse garantisce una buona salute psicofisica (io purtroppo non ne sono un fulgido esempio) al nostro corpo e alla nostra anima. Oh, perché sull’assioma che siamo quello che mangiamo ormai i dubbi sono davvero pochi.

Ho fatto sbollentare i cavoletti di Bruxelles in acqua bollente e salata. Ho tostato pochissimo i pistacchi in forno con un po’ di sale e ho preparato il pesto di pistacchio adoperando olio extra vergine d’oliva e pistacchi di Bronte con un pizzico di parmigiano grattugiato. Li ho poi passati in padella con un filo extra vergine d’olio d’oliva e ho aggiunto qualche cucchiaiata di pesto di pistacchio. Spolveratina di sesamo nero (avrei preferito quello bianco ma avevo in casa solo questo) tostato anch’esso e pronto per essere servito.
In foto non mi piaceva moltissimo l’effetto pappone cavoletto-pesto di pistacchio ed è per questo che lo vedete con una presentazione un po’ diversa.



Avevo delirato circa la cotoletta di seitan dopo la visione dell’ultima (ma proprio ultima ultima nel senso che è l’ultima. Ultima l’ho detto?) stagione di The Killing qui componendo (gerundio a caso)  un panino vegetariano gustosissimo che aveva fatto tribolare il Nippotorinese (tribolare non c’entra nulla ma è un termine che mi piace molto e che purtroppo non posso adoperare mai. Oggi mi andava di farlo e quindi l’ho infilato a caso in questa frase. La tecnica della dissimulazione e del rincretinimento, per chi ha il coraggio di leggermi, è un’arte. Oltre che un atto di masochismo, intendo).

In realtà lo ha fatto entusiasmare. Avrebbe tribolato se l’avessi mangiata io sotto i suoi occhi senza dargliene un pezzetto. Ipotesi neanche troppo lontana dalla realtà e dal mio volere ma ultimamente ho solo voglia di frutta e nei momenti di perdizione assoluta di sushi vegano. Niente altro.

Insomma per dire che la cotoletta di seitan in crosta di crusca è ormai una certezza. In più si può pure preparare in situazioni di pericolo quali non avere una cucina funzionante. Lo dico con cognizione di causa, chiaramente. Non richiede chissà quali preparazioni e pure al microonde, semmai le padelle fossero negli scatoloni, risulta essere meno suola di scarpa rigida di quanto si pensi. Che è già una grande vittoria, no? Il seitan prima di essere bello arrotolato e panato sulla spiaggia di Crusca, come fosse a Bora Bora, nonostante sia già umido di suo può essere bagnato con l’uovo per i vegetariani o con succo di limone/olio extra vergine di oliva per i vegani.