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Il Topinambur, definito rapa tedesca o carciofo di Gerusalemme, certo non è facile da trovare; almeno qui. Il tubero è chiamato anche patata topinambur proprio perché la forma ricorda la patata, eccome. Nonostante abbia dei “disegni” ricciolosi  e delle poetiche sfumature rossastre. Ultimamente ho molto a che fare con i tuberi, io. Grazie a Cristaldi, che ha cibo etnico da far impallidire la Bouqueria, non è infatti assurdo trovare varietà da ogni parte del mondo. La patata dolce americana per dirne una, che prima era pura e semplice utopia, adesso diventa quasi “noiosa” routine. Nonostante qui ci siano le zanzare, gente in infradito e Torinesi pelati un po’ scocciati di dover mangiare vellutate quando è ancora tempo di granite, non nascondo che io sono già in pieno mood natalizio.

Sì perché aspettavo solo che passasse il 31 Ottobre per gridare al mondo intero (che ha chiaramente le orecchie tappate e poco gliene importa) che sì. Sono pronta. Qui a breve una maniacale orda di renne, slitte e leziosissimi personaggi natalosi invaderanno qualsiasi mio spazio. Il calendario dell’Avvento insomma è alle porte.

Uhm poi il peperone ha rovinato tutto e mi sono anche arrabbiata un po’. No dai, molto più che un po’. Avevo letto su una bibbia di cucina orientale però che per i contrasti visivi e per l’armonia della cucina taoista e tutte quelle meraviglie celate tra gli odori, i piatti e i contrasti appunto, occorreva necessariamente una punta di colore. E io di colore in quel momento avevo solo un triste peperone verde abbandonato che era stato escluso da una peperonata selvaggia confezionata con Mamma. Robina leggera sempre la nostra impavida Nanda.

Ok basta costolibroooo oooooooo BASTAAAA AAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAA. Non ne posso piùùùùùùùù ùùùùùùùùùùùùùùùùù ùùùùùùùùùùùùù ùùùùùùùùùù. Vi ho ammorbato per un anno. Ho fatto il countdown. Vi ho detto a Marzo. Poi a Giugno. Poi il 17. Adesso il 24. BASTA.  Mi odiate. Lo so.

E come darvi torto?

Qui nell’iperuranio si riprende a pieno regime. C’è un Halloween che ci aspetta. Un Natale scoppiettante e tanti nuovi progetti. Presentazioni. Incontri. Ricette. Novità. Ok mi licenzio. Non ce la posso fare.

( li rifacciamo i racconti intorno al fuoco che l’anno scorso per ovvi motivi non me li sono goduti affatto?)

Perfetto come contorno ai roastbeef o agli stufati questo purè in chiave nipponica mette pace solo a vederlo. Un momento zen senza mezzi termini. Mitsuba è un prezzemolo giapponese che significa tre foglie. A differenza del nostro prezzemolo ha un sapore molto fresco certamente, ma con delle note pepate e speziate. Nessun poblema quindi per chi come noi il mitsuba se lo sogna a meno di partire a prenderne un mazzetto a Tokyo (ecccheccevvo?), si potrà usare naturalmente il classico prezzemolo, speziando e pepando leggermente magari con del pepe bianco più delicato e meno invadente.

Una Domenica a cercare la luce giusta. A non trovarla. Ad arrabbiarsi mangiando cioccolato fondente, provando per la prima volta tocchetti di banana tuffati nel cioccolato fondente caldo. A guardare pezzi di Ritorno al futuro e cercare dettagli in Lynch, Burton e Hitchcock. Il plaid con i cuoricini ma sempre con i piedini di fuori e qualche disegno su come sistemare cibi e piatti. Email sorprendenti ed importanti e comunicazioni che sanno di abbracci. Forti.

Su Instagram sarò testimone (che testimonial fa anche un po’ ridere) di un progetto davvero importante per la lotta contro il Cancro. Arriva dopo la Domenica dell’Airc e a meno di 24 ore dall’anniversario, il 13 Novembre, che ogni anno mi ricorda cosa sia il dolore più lancinante e la perdita. E’ un progetto davvero molto importante e vorrei tanto coinvolgere più persone. Prestissimo ne parlerò e confesso di essere molto (ma molto molto) emozionata.

Avrei voluto partecipare al flash mob del tamarissimo e geniale cantante coreano che si è tenuto a piazza del Popolo per scaricare un po’ di nervosismo e stanchezza. Alla fine però ho sfornato biscotti, provato chutney sbagliati, ingurgitato contro il mio volere Actigrip e cominciato dei lavori che non dovevo cominciare che non mi hanno fatto finire lavori che dovevo finire. Ho azionato il Bimby, che era da un po’ che non lo facevo, e fatto pure il purè dimenticando ancora una volta che al Nippotorinese il parmigiano nella purea patatosa non piace (santocielochecomplicato).

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