Home / Trinacria Mon Amour

Fino a poco tempo fa dicevo sempre: non sono quella siciliana che ti dice “senza il mare non posso vivere”. Poi qualcosa è cambiato senza che me ne accorgessi. Non appartengo a nessun luogo, eppure mi manca una cosa più di tutto quando sono lontana da quello che dovrebbe essere il mio di luogo.

IL FUOCO CHE SCOPPIA TRA LE STELLE NEL CIELO

Mi manca l’Etna. Il mare, sì. Ma guardarlo dai crateri. Che si insinua prepotente e si attacca al cielo e alle nuvole. Mi manca il vento e la polvere di lava tra i capelli, le piogge di cenere e i fuochi d’artificio naturali della lava che esplode. Il borbottio di quando si lamenta e sta per scoppiare. Quel rumore, che sembra nenia, quando fuma lenta.

Mi sono innamorata del mio luogo, e terra, quando papà è andato via. Ho capito chi realmente fossi e a cosa appartenessi nel momento in cui ho realizzato che bisogna aggrapparsi fisicamente a qualcosa. Per cercare di non cadere negli abissi incontrollabili senza appigli.

E IO HO AFFONDATO LE MANI SULL’ETNA

Amo percorrerla, correrla e stare immobile lì. Vedo ancora le foto della macchina fotografica di plastica di quel negozio di souvenir che c’è ancora. Immutato da trenta lunghissimi anni. Amo la neve, quello che mi ricorda e il fuoco. Amo tutti i quattro elementi -influenzano e trasformano- che trovo solo lì.

SUL MIO VULCANO

 

SICILIAIA - LA SICILIA CON IAIA
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