Il mio primo Inktober- 2017

La certezza di Ottobre. Il conforto della matita e china

Ho perso solo il primo inktober, quello del 2016. Ne sono rimasta affascinata vedendo su Facebook le illustrazioni a dir poco meravigliose della mia Letizia Rubegni.

Non avevo idea di cosa fosse. Immaginavo fossero dei suoi lavori. Un esercizio; essendo lei un’illustratrice professionista, oltre che di una bravura sconvolgente. Non avevo capito che da lì a breve mi sarei innamorata per sempre dell’idea. Del concetto. Di condividere la “parte oscura”. Di china, anima e immaginazione. Grazie a Letizia, Inktober è diventato a tutti gli effetti un appuntamento irrinunciabile. Un modo per poter stare insieme a lei, Ombretta e Giulia. E poi ancora negli ultimi due anni con Claudio, Agnese e Chiara. Durante l’anno ne succedono sempre tutti i colori, ma a Ottobre ho la certezza che ce ne sia solo uno. E che sia insieme.

Ce ne fossero di certezze così, sempre!

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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