Le mie mani

Diversi anni fa non amavo le mie mani. Erano (e sono) storte, cicciottose e troppo grandi. Quando ero piccola la mia maestra di piano mi diceva “Hai le mani da pianista!”; ho studiato pianoforte per più di dieci anni e avendo cominciato davvero molto piccola -avevo cinque anni circa- mi ero convinta che fare continuamente scale per ore, ore e ore mi avesse reso le mani storte. In pratica il medio sinistro va verso sinistra e quello destro verso destra. E se guardi bene anche gli indici non si possono di certo definire dritti. Fino ai quindici anni dovevo portare, per via del piano, le unghie molto corte. Così è stato sino anche dopo i venti, nonostante il piano stesse diventando col tempo un ricordo.

Il boom del gel, poi. Con le amiche si vuole provare, si sa e piano piano le mie mani come me hanno cominciato a cambiare radicalmente. Perdere peso le ha rese completamente diverse, Mary -quella che poi è diventata una delle persone più importanti della mia vita- che se ne prendeva cura ha trovato un modello adatto e come per magia tutti quei difetti veri o presunti sono diventati (come sempre dovrebbe essere in tutto): particolarità. Un segno distintivo.

Nel tempo le mie mani -soprattutto sul web- sono diventate una firma a tutti gli effetti. Sempre molto curate, con colori non troppo sgargianti e sempre tendenti al rosa e al rosso, si sono imposte più volte come vero e proprio volto. Accanto ai miei disegni, al cibo, a tutto. Per molti mi espongo troppo poco, ma si tratta sempre di parametri. Parametri diversi.

Per quanto mi riguarda credo di espormi il giusto; il giusto per me. Quel tempo che mi fa sentire a mio agio, insomma. Le mani, al contrario del volto e della fisicità tutta, hanno sempre avuto questo “peso” di dover essere sempre rese presentabili ma in realtà non è un’imposizione ma una vera e propria gioia; tanto mi basta. Amo prendermene cura. Amo massaggiarle, coccolarle e sfruttarle; perché ti assicuro che gliene faccio di tutti i colori. Ci sono donne che amano tingersi i capelli, tagliarli e renderli sempre diversi, no? Ecco, io sono più orientata verso le mani (e i piedi ma di questo parleremo un’altra volta). Nonostante sia un’abitudinaria e difficilmente cambi davvero qualcosa radicalmente alle mie unghie, di fatto ci sono prove, scrub, immersioni nell’olio d’oliva per le cuticole e anche tanto tanto miele. Piano piano ti svelerò tutti questi segreti; come fanno le amiche, insomma.

Per il resto se ne occupa Mary e questa sezione comprenderà tantissime sottosezioni perché vorrei soffermarmi sulla ricostruzione, sul perché la faccio spesso, se davvero o no mi ha rovinato le unghie a distanza di dieci anni, che tipo di prodotti usare per non rischiare, il semipermanente, nail art, acrilico e tantissimo altro. Grazie a Mary, che è entusiasta di starmi accanto in questa avventura e io onorata di averla al mio fianco, questa parte di Cura spero diventi a tutti gli effetti un modo rilassante e piacevole per scoprire tantissime cose e soprattutto, qualora non lo facessi, cominciare a prenderti cura delle tue mani.

Perché sono loro che toccano, capiscano, ti fanno agguantare e trattenere. Anche i sogni. Sono magiche le mani.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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