Nightmare Hamburger

  • 130 grammi di carne di manzo macinata per hamburger, sale e pochissimo pepe macinato sul momento
  • Salsa del primo Hamburger: yogurt greco e menta
  • Salsa del secondo Hamburger: maionese lavorata con caprino
  • Farcitura del primo Hamburger: pomodoro, iceberg,  formaggio cheddar e prosciutto crudo San Daniele
  • Farcitura del secondo Hamburger: pomodoro, iceberg e basilico tritato finissimamente

Nel primo episodio di Nightmare diretto da Craven poteva mancare l’immancabile Hamburger? Giammai. Non ho avuto ancora il tempo di fare questa somma ricerca. Magari quando avrò novantatre anni e sarò bloccata su una sedia a dondolo in Texas con il cappello da cowboy e i camperos glitterati. Perché mi ci vedo proprio in una tenuta ad allevare animaletti di seitan e coniglietti di tofu da cucinare selvaggiamente nell’orto come una novella Jamie Oliver. Con le mani impastate di fango che agguanto un coniglietto di tofu grondante mentre estirpo funghi a caso e li arrostisco tra insetti e api. In lontananza la buona e cara vecchia capanna dove si celano incredibili misteri e creature pronte a uscire nel cuore della notte. No, un attimo. Come ci sono arrivata qui?

Dicevo. Nel primo episodio di Nightmare, diretto da Craven, non poteva mancare l’immancabile Hamburger. Negli horror come più volte ribadito non è che ci sia tutta questa grande attenzione nei confronti del cibo. Questo perché non vi è una richiesta del dettaglio così curata, direbbe qualcuno. Non sono d’accordo del tutto. Perché di cibo a ben guardare ce n’è e anche negli splatter. Magari nella zuppa trovi un occhio come è giusto che sia. Se il cibo non c’è poco importa, qualche correlazione si trova sempre. L’ignara biondina che apre la porta alle tre di notte con la camicia da notte quando è sola in casa e nessuno ha risposto al “chi è?” fa sempre colazione con pancake e sciroppo d’acero, posso assicurartelo. Non c’è mai un bambino dai poteri paranormali che non mangi cereali a colazione prima di uccidere con il potere dello sguardo genitori e vicinato. E se con Poltergeist sono riuscita a estrapolare Pizza e Peperoni e con Rosemary’s Baby “La moscia al cioccolato” vuoi che con Craven non venga fuori una piccola enciclopedia gastronomica horror?

Sono dovuti passare tre anni dalla stesura della sceneggiatura prima che arrivassero i primi finanziamenti per Nightmare dal profondo della notte. Craven ottenne due milioni di dolori incassandone sorprendentemente trenta. Gli effetti speciali caratterizzano la pellicola e bisogna ricordare che si tratta pur sempre di un film del 1984 trentannifasantocieloiononeroancoranataCHIARO? Nancy, la protagonista del primo episodio che poi Craven rivorrà con lui, è la ragazza che ha fatto perdere la testa a Glen, ovvero Depp nel suo film d’esordio cinematografico. La scena è quella del ponte. La ragazza vuole che il suo innamorato l’aiuti svegliandola in caso di incubi. L’intento è quello di catturare Freddy nel sogno e ucciderlo nella realtà. Mentre Nancy espone i suoi mirabolanti pensieri Glen agguanta un hamburger innaffiando il tutto con la bibitona americana in formato da un litro e cannuccia. La morte dello stesso Glen è tra le più spettacolari e riproposte mentalmente per i fan di Nightmare. Un po’ come la linguaccia di Freddy al telefono e altre scene cult impresse nella memoria. Un geiser di sangue che lo fa colare e penetrare fino alle mura e nel cemento della casa. Un’esplosione quella di Glen che a ben pensarci lo rende carne trita. E Hamburger.

Il Nightmare Hamburger (uno dei due. Quale? Lo decidiamo insieme io e te?).

Mi pare un bella considerazione da psicopatica questa. Sono pronta, è chiaro.

 

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8 COMMENTS

  1. Tu sai – e avrai pazienza! – che purtroppo non “mastico” il genere… ma un morsino all’hamburger del piatto lo darei volentieri!!!

  2. per me possiamo anche fermare il tempo in questo momento. l’estate è stata davvero troppo lunga quindi mobbasta. voglio affogare in fiotti di rosso e nero. con te se possibile.
    (oggimoltaansia. amatantosempre. <3 )

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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