Ginger Shot: che cos’è e come si fa

Ne parla in questi giorni anche il Corriere – Cook- del Ginger Shot in occasione della sua comparsa su due canali instagram seguitissimi come quello di Aurora Ramazzotti e Chiara Ferragni. La prima per le nausee da gravidanza e la seconda per combattere un potentissimo raffreddore e mal di gola. Facce disgustate e simpatiche smorfie dopo aver buttato giù lo Ginger shot. Ma che cos’è? A cosa serve realmente?

Il suo nome ricorda quello di un cocktail e spiega anche il modo di berlo in pratica; ovvero tutto d’un sorso. In Italia con il solito ritardo di circa due anni arriva quella che si preannuncia essere già la nuova food obsession dell’Autunno 2022. Compare, solo dopo acqua e limone al mattino per intenderci, circa due anni fa tra le food blogger d’oltreoceano; tanto da essere presente sul mercato sin da subito in comode bottigliette da acquistare e gustare ogni giorno. Il rimedio infatti ha potere se preso in modo costante.

A cosa serve?

Non ho le competenze necessarie per parlare di nutrienti e proprietà se non riportando fedelmente quello che si enuncia ma che lo zenzero faccia bene al sistema immunitario certo non è una sorpresa per nessuno. Fin dall’antichità viene adoperato nella medicina naturale per le sue incredibili proprietà antinfiammatorie e agevola i processi digestivi. Pare che possa aiutare anche a tenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue ma qui andiamo in un terreno che non voglio percorrere. Se vuoi approfondire l’argomento l’unica persona con cui devi e puoi parlarne è il tuo dottore o il tuo nutrizionista da riferimento (perché ognuno di noi dovrebbe averlo tanto quanto il medico curante).

Come si fa?

La dose è la seguente: 15/20 grammi (io ne prendo 30) di radice di zenzero già sbucciata, il succo di un limone e il succo di un’arancia (in genere se ne mette mezzo di succo ma onestamente metterne un po’ di più -che poco cambia- ti fa bruciare meno la gola perché la dose di zenzero è molto potente. Soprattutto per me che la prendo raddoppiata).

Alcuni aggiungono anche un quarto di cucchiaino di curcuma che è un antinfiammatorio naturale, ma a me non piace nel Ginger shot e prendo le capsule di curcuma già da tempo ergo salto il passaggio.

Frulla per bene la radice di zenzero e i due succhi, filtra con un colino e via tutto di un sorso! Leggenda metropolitana vuole così, ma se lo bevi anche pian pianino poco cambia. Se vuoi provare ma non riesci per la “ferocia” dello zenzero in gola puoi aggiungere tranquillamente dell’acqua (sia calda che fredda). Alcuni ancora aggiungono il miele o dolcificano ma anche qui dipende dal gusto. A me non piace zuccherato. E nonostante abbia dei problemi con il piccante in genere ho una fortissima tolleranza allo zenzero perché ne faccio uso da decenni ormai ed è un gusto che amo particolarmente.

Prodotti in commercio

Ce ne sono vari di Ginger shot in commercio. Anzi negli ultimi mesi stanno aumentando sempre di più ma onestamente non li ho mai provati e né mai accadrà. Frullare un po’ di zenzero con del succo non è un’operazione che richiede chissà quanto tempo. Ne preparo un po’ di più per un massimo di tre giorni (ma potresti farlo anche per 4), impiego qualche minuto e ho il mio shot giornaliero.

Ho dei problemi alla gola e alla tracheite. Mai sofferto con la gola ma adesso è uno dei miei punti deboli (da quando soffro di acufene nello specifico) e grazie allo zenzero confesso di avere tanto sollievo e giovamento. È diventata una buona abitudine che non voglio perdere perché i benefici con il tempo li noto. Poi, chiaramente, è tutto soggettivo e ribadisco: il proprio medico sempre. Di certo non è un sostituto a qualcosa di importante. Non significa che protegge il nostro sistema umanitario e bon, tutto il resto non va fatto. Come sempre tutto deve essere contestualizzato a una vita sana, dei comportamenti alimentari equilibrati e altro.

Con lo scarto?

Quando filtro lo zenzero frullato rimane sempre tanto scarto nel colino. Con quello faccio sempre una tisana, dopo. Metto lo “scarto” nell’acqua bollente. Lascio in infusione per 10 minuti. Filtro e bevo. A volte metto anche un po’ di succo di limone proprio perché mi piace il gusto. Anche senza è buono.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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