Un tè con Poirot : La Scatola di Cioccolatini

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Il Polpettone di Annie Wilkes (Misery non deve morire)

Parlavo del Polpettone in occasione delle Uova strapazzate alla Wilkes, donna dolcissima che finisce al diciassettesimo posto nella classifica dei cattivi più cattivi del cinema a Hollywood. E' il momento della cena romantica. Il poveretto che si trascina per qualche secondo, giusto il tempo in cui lei si allontana, in cerca di qualcosa che posso salvarlo è costretto a vedere la bella faccia curata di Annie alla quale va riconosciuta la forza estetica del fondotinta. Se nelle altre inquadrature rasentava la trascuratezza (insomma come appaio io giornalmente, per intenderci), a lume di candele e con le luci giuste poteva pure avere qualche chance di appartenere senza ombra di dubbio al genere femminile. Lui la guarda fintamente languida perché l'unica speranza risiede nelle medicine che vuole propinarle dentro il bicchiere di vino rosso (calice che finirà bellamente sulla tovaglia a inizio cena, giusto per fargli togliere qualsiasi fantasia di sopravvivenza) interessandosi (e tanto pure) al mitico polpettone di Annie.

Buongiorno Venerdì 17! Uova strapazzate alla Wilkes per colazione – Misery non deve morire

Uova strapazzate alla Wilkes per colazione - Misery non deve morire Prendi due uova fresche e sbattile dentro un recipiente. Aggiusta di sale. Taglia a...

Cheesecake al Cioccolato e Zenzero – Misery non deve morire

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

La scatola di cioccolatini è il dodicesimo racconto del libro “Tutti i racconti di Poirot”. Mi piace particolarmente perché è diverso dal solito; non che gli altri siano noiosi o omologati, mi guarderei bene dall’asserire una sciocchezza simile. Poirot racconta un suo insuccesso durante un quadro investigativo apparentemente non troppo complicato. Elogiato per la lunga carriera di successi, confessa in tutta onestà, tra una tazza di cioccolata calda che sicuramente ne rievoca il ricordo, quanto si sia messo in ridicolo (a suo dire) in una circostanza in cui era altamente improbabile non riuscire a capire la verità. Di indizi non ce ne erano molti ma bastava proprio l’unico a risolvere il caso. Mi piace questo brevissimo racconto perché riesce, come sempre, a trasmettere mistero e curiosità. Ecco. La curiosità. E’ una sensazione che provo raramente. Non sono poco curiosa nell’apprendere o conoscere ma mi annoio facilmente. Faccio parte di quella minoranza che non ha necessità di vedere un finale. Se ci arrivo è perché in qualunque circostanza l’ho voluto davvero. Non finisco un libro se mi annoia, per dire. Non finisco una serie tv solo perché l’ho cominciata (posso mollarla alla quinta come Dexter, giusto per fare un esempio. E chi se ne importa se lo ammazzano o no. Se scoprono la sua vera natura o no. Ho già fatto tanta fatica ad arrivare lì, giusto perché costretta dal Nippotorinese).

Che siano dieci pagine o mille, la Christie ti tiene incollata alla sedia. Mentre leggevo La scatola di cioccolatini non riuscivo a smettere di pensare che fosse una trama semplice, senza troppi indizi, “facile” e che non ci fosse proprio tutta questa “ricerca” nel dettaglio; eppure una curiosità pazzesca. Non credo sia semplicemente fascino per la regina del giallo, ma obiettivo e innegabile (e irripetibile) genio. Monsieur Déroulard vittima della sua ingordigia nei confronti dei cioccolatini con tanto di assassino insospettabile. Un giallo in dieci pagine da non dimenticare.

Fare cioccolatini, praline e prelibatezze cioccolatose è una delle operazioni più fantasiose e divertenti (e facile) che si possano fare. Regalare una scatolina di cioccolatini (senza veleno in questo caso) è un gesto che oltre a non passare inosservato diventa indimenticabile. A seconda dei gusti di chi li riceverà si potranno scegliere spezie ed essenze in un calderone interminabile di idee. Negli anni ne ho fatte diverse di praline qui e questo autunno persevererò visto che  ho esagerato un pochino nell’acquisto di teglie di silicone per il confezionamento dei cioccolatini

 

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10 COMMENTS

  1. Ma quanto è bello quel cioccolatino “teieriforme” (ora ho coniato un nuovo aggettivo, ma in casa tua tutto si può perché si torna bambini)… ecco, se fosse anche di cioccolato bianco esisterebbe la perfezione!
    Ti abbraccio fortissimo perché una che crea cioccolatini e praline è irresistibile!!! <3

  2. Trovo le vignette con Poirot a dir poco esilaranti!!!???? Sto ancora ridendo …. Sei bravissima, non solo a disegnare, ma anche a raccontare…. mi rallegri le giornate tristi e, ahimè, malinconiche…. Grazie ????

    Bacioni maghettastreghetta ?❤

  3. (sono alla quinta stagione di dexter. li vedi i segni? i nostri destini sono intrecciati ok la smetta che stanno arrivando gli omini bianchi con le siringhe che fanno dormire. però ho bisogno di qualcosa mentre aspetto American Horror Story perché davvero noncelafacciopiùadaspettttareeeeee)

    amatantissimo. la testa di Poirot. sono quelle caratteristiche che mi fanno impazzire.

  4. La vignetta e’ troppo bella, che dire dell’espressione di Poirot. Per non parlare dei consigli dell’esperta. Come te amo moltissimo i libri della regina, quello e’ uno dei miei preferiti insieme al Ritratto di Elsa Greer.

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