Il porridge alla zucca

Mi sono fatta odiare dalla comunità italiana di Running più famosa e divertente e d’Italia, per il porridge. Ho scritto su Runlovers diversi articoli che lo inneggiavano come colazione perfetta per gli sportivi e non solo. I Runner sono tipi duri che preferirebbero sentirsi dire: una bella fetta di pane e Salame è meglio di un porridge, lo so. Ho convissuto per 30 anni con un maratoneta. Un maratoneta bravo davvero: il mio amato papà. E so che il reintegro con uno smoothie e una colazione con il porridge non erano propriamente la sua idea. Capisco, ma di fatto dieci anni e più si ragionava in modo totalmente diverso anche dal punto di vista alimentare.

Il tempo è cambiato, il cibo pure e le abitudini si sono dovute drasticamente ridimensionare. Questo per dirti che ho parlato così tante volte del porridge che se anche mi leggi da due minuti ne avrai già a noia. Se ti va gli articoli li trovi qui e qui. Ma sono molti di più.

Il porridge si può fare in tutti i modi: dolce, salato, al cioccolato, semplice, con la frutta secca/fresca/disidratata, come fosse un tiramisu, come fosse una torta di mele, come fosse un panettone e non escludo che da qualche parte pure a uovo di pasqua. Come mi è capitato di dire fino allo sfinimento (anche nei vari video su YouTube dove lo prepariamo insieme) non c’è effettivamente un dosaggio preciso. Il porridge più cremoso, più liquido, più compatto, più “xxx” è buono; dipende come sempre dal gusto. Quello che devi sapere è che certamente l’avena in fiocchi va cotta prima in poca acqua con un pizzico di sale per esprimere il meglio e solo dopo va aggiunto il latte o la bevanda vegetale. Anche se non è obbligatorio aggiungere il latte o la bevanda vegetale. Può essere cotto tranquillamente solo in acqua, l’avena. E poi eventualmente aggiungere lo yogurt, di qualsiasi natura, solo dopo insieme a quello che si preferisce. L’avena  deve essere in fiocchi e lo specifico perché una volta un Runner arrabbiatissimo mi ha detto di aver avuto mal di pancia perché l’avena non cuoceva mai (non aveva preso quella in fiocchi, già. E non sapevo se ridere per terra battendo i pugni o battermi la testa sul muro ma questo è un altro discorso).

MA IL PORRIDGE IN DEFINITIVA COSA È?

Una zuppetta composta principalmente da acqua, avena, pizzico di sale e frutta essiccata a scelta a cui si può aggiungere dopo la cottura della frutta fresca e secca, cucchiaiate di miele, semi o qualsivoglia meraviglia. Il porridge è una base costituita dagli ingredienti sopraelencati ma può essere variata in infinite declinazioni. RunLovers te ne dirà tantissime. Il porridge ha purtroppo l’inconveniente di non essere visivamente accattivante. Nel pentolino -quando lo rigiri- ti vengono in mente scene raccapriccianti di fiabe, streghe cattive, poltiglie e calderoni magici. Se sei un’esteta poi non ne parliamo neanche. Avvicinerai il cucchiaio alla bocca credendo di star compiendo gesta pari a una gara di Triathlon. La cosa incredibile è però che già soltanto la base ha insita una bontà imprescindibile. Il porridge è buonissimo. Superato il lato estetico della cosa te ne innamorerai. Se poi lo provi con il cioccolato fondente in pezzi è la fine. Abbandonerai le schifezze raffinate in commercio e in pochi minuti avrai tra le mani una dolcezza sana, nutriente e gustosa.

MA DA DOVE VIENE QUESTO PORRIDGE?

Che sia in Inghilterra, Russia o Polonia come nei diversi paesi dell’Est sino ad arrivare al Nord Europa il porridge si è sempre consumato. Fa parte della tradizione culinaria. Della cucina povera e contadina. Del resto il ris a-l’amande -dolcetto famosissimo in Danimarca- non è altro che l’ennesima zuppetta (questa volta con il riso al posto dell’avena) ricca di carboidrati semplici da digerire. Gli abitanti dei paesi nordici -che statisticamente camminano tantissimo- devono fronteggiare anche temperature piuttosto basse che per molti mesi l’anno arrivano ben sotto lo zero (e intendo roba tipo meno quindici). Il porridge è l’alimento che apre la giornata proprio perché l’avena, oltre all’altissimo valore proteico e la ricca schiera di carboidrati a suo vantaggio, ha un potere riscaldante e altamente nutritivo con piccole porzioni.

CON LATTE O SENZA?

L’avena deve cuocere nell’acqua. Molti credono che vada cotta solo nel latte. Così facendo si va incontro a un piccolissimo e fastidioso inconveniente: l’avena non cuoce. Quando si decide di adoperare il latte -di qualsiasi origine esso sia- una parte di acqua deve esserci sempre.  Ci sono versioni con la panna fresca, creme al mascarpone e formaggi freschi. Meglio non eccedere in questo specifico caso con i latticini. A moltissimi, del resto, danno problemi digestivi.

E L’AVENA PERCHÉ MI FA BENE?

È al quinto posto della produzione mondiale fra i cereali. Tra questi è quella che contiene più proteine e in particolare di lisina che scarseggia generalmente nei cereali e che innalza il valore biologico delle loro proteine. Aiuta la tiroide ed è per antonomasia il cereale preferito dagli sportivi. Leggevo un libro anni fa che faceva un esempio tanto semplice quanto convincente. L’Avena è alla base dell’alimentazione dei cavalli che come tutti sanno sono simbolo della resistenza e della velocità in fatto di corsa. Dobbiamo mangiare come i cavalli? Sì. Perché imparare dal mondo animale non è una fesseria. Gli animali insegnano molto più di quanto apparentemente si possa vedere. Siamo quello che mangiamo ed è un fatto incontestabile. L’Avena è ottima anche cruda e ammollata.

  • Base porridge aromatizzata con la cannella, mele essiccate, yogurt greco, miele.
  • Base porridge aromatizzata alla vaniglia, banane fresche, pezzi di cioccolato fondente
  • Base porridge aromatizzata al cacao amaro, fragole/frutti di bosco, scaglie di cocco disidratato
  • Base porridge con latte e mischiata a yogurt naturale bianco con fette di ananas e semi di chia
  • Base porridge aromatizzata all’essenza di mandorle con latte di mandorla, noci e banane
  • Base porridge aromatizzata all’arancia con fette di arancia e polvere di cacao
  • Base porridge con macedonia di frutta, nocciole tritate e cioccolato fondente liquido
  • Base porridge, avocado, semi di lino e fette di mango

Parola d’ordine: Fantasia. E gusto. Non occorre altro.

 

Ma Come fai quello alla zucca, iaia? Smettila di chiacchierare!

Facile. Cuocio tonnellate di zucca al forno. Poi la frulla senza nulla. E la infilo nei sacchetti richiudibili. Dentro il freezer! Così ho la mia dose quotidiana e posso farla in ogni modo. Preferisco metterne poca così se non devo fare piatti salati abbondanti ma semplicemente il pumpkin spice latte non la spreco. Tanto i sacchetti sono riutilizzabili. E lavabili, manco a dirlo.

Metto acqua e avena sul fuoco con pizzico di sale. Poi aggiungo il mio mix di spezie preferito che uso per tutto (ti lascio il link)

E la zucca. Giro per bene fin quando tutto è ben amalgamato. A me piace aggiungere adesso il latte di mandorla; il mio preferito per il porridge. Quando è tutto bello pappettoso ma non troppo perché l’avena per mio gusto deve rimanere leggermente croccante. Tolgo dal fuoco. Aggiungo in questo caso mandorle, noci o la granola (quella salata ancor meglio! Mi piace da impazzire). E via: il porridge alla zucca è pronto.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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