Pistachio Hasselback Potatoes

Una ricetta sublime con pochi ingredienti ma strepitosamente buoni

Queste patate sono sublimi

Queste patate gustosissime devono il loro nome al ristorante di Stoccolma Hasselbacken che per primo inventò questa variante che io ho sempre chiamato “a fisarmonica”, perché visivamente la ricorda a tutti gli effetti. La ricetta originale prevede la presenza della buccia e l’uso del burro ma si possono, chiaramente, cuocere in tantissimi modi. La nota intrigante di questa preparazione semplicissima è quella di ottenere delle patate croccantissime simile al gusto di quelle fritte pur mettendole in forno. Perfette se profumate con timo, rosmarino, origano ed erbette aromatiche varie ma anche golose se nelle fette alterni pezzetti di formaggio. Alcuni, ho visto nei video su Youtube, mettono addirittura fette di salame in modo alternato.
Devi assolutamente provarle se non lo hai ancora fatto, sai?
Essendo sicula ho pensato: PISTACCHIO!! (Lo so. Ho un problema. Pesto di pistacchio sulle HASSELBACK POTATO! Risultato? Sublime!)

Come le ho fatte?

Lava molto bene le patate e asciugale. Dopo averle asciugate incidi le patate per creare delle fette sottili ma non arrivando al fondo. Una mia amica su instagram mi ha consigliato di infilare uno spiedino di legno in basso in modo da rendere perfetto il taglio e non sbagliare. Posso assicurarti che pian pianino non accadrà nulla. Basta procedere lentamente e per tutta la lunghezza. Poggia su carta da forno, fai un giro di olio extra vergine d’oliva e sale grosso. Metti in forno a 180 per 15-20 minuti ma dipende dalla grandezza della patata e dal forno. Ti renderai conto tu quando sarà ora di tirarle fuori.
Nel caso volessi arricchirle metti del parmigiano grattugiato, grana, quellochevuoiiiiiii tra una fetta e l’altra. Erbe aromatiche. Burro fuso al posto dell’olio e quello che la fantasia e la voglia ti suggeriscono.

 

E il pesto di pistacchio?

Il solito!
Nel mio caso vai di pesto al pistacchio che puoi, se vuoi, preparare in casa.
250 pistacchi sgusciati, 120 ml olio evo, 100 ml di acqua, 3/4 foglie di basilico, aglio se vuoi e se ti piace parmigiano o grana. Io vado a occhio, assaggio e regolo. Non si sbaglia mai.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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