Che cos’è il Veganuary?

Cos’è il Vegauary?

Il Veganuary è un evento globale che nasce nel 2014 dalla crasi di due parole Vegan e January: Gennaio Vegano. Nasce da un’organizzazione no profit inglese che vuole sottolineare i benefici dell’alimentazione vegana che coinvolgono inesorabilmente ambiente, animali e persone. L’obiettivo è quello di far provare, e al contempo promuovere,  l’alimentazione vegana invitando a provarla per tutto il mese di Gennaio. Nulla di nuovo se si pensa che nell’ultimo decennio in tanti hanno provato a fare “challenge” di tal tipo.

 

Stando alle statistiche il Veganuary ha ispirato milioni di persone in questi anni e l’obiettivo per il 2022, grazie all’ausilio dei social, è quello di raggiungere sempre più persone. Non ho mai partecipato, nonostante i diversi inviti a farlo, perché sostanzialmente la mia comunicazione si basa sulla cucina vegetale dal 2009. Il mio blog contiene più di 3000 articoli. Scrivo su runlovers dove ci sono altrettante centinaia. Ho fatto un libro con ricette esclusivamente veg; tolta l’esigenza di due con il pesce da parte dell’editore. Tutti i miei contenuti instagram sono veg. Ho smesso di pubblicare già da 4-5 anni qualsiasi cosa cucini, che non sia veg, per chi amo. Cosa che prima facevo. 

Quest’anno però compio ben 20 anni. E ho ceduto al Veganuary più per tirare delle somme con te e raccontarti la mia storia, come non ho mai fatto; e ti dico che la perdita degli 80 chili e i disturbi alimentari rimarranno come sempre argomenti che non tratterò. Sono pericolosi se veicolati male e io non sono all’altezza per farlo correttamente. Se mi segui anche solo da un po’ sai quanto io sia fiscale su questi argomenti. 

 Ho cominciato a mangiare vegetale nel 2002 -10 anni di cucina totalmente vegetariana e 10 di cucina totalmente vegana- nonostante avessi già cominciato prima a eliminare la carne (sono stata per diversi anni, pescetariana ovvero ho eliminato completamente la carne e mangiato sporadicamente del pesce). Già dai 15-16 anni manifestavo il bisogno di diventare vegetariana. Perché per quanto mi riguarda il mio è un bisogno fisico e mentale, ma avremo occasione in questo mese -e non solo- di parlarne più nel dettaglio. Quello che al momento ho necessità di specificare e sottolineare è che da parte mia, come ribadisco continuamente alla stregua di un disco rotto, non è vi è alcun giudizio. 

La mia comunicazione non è mai stata giudicante

aggressiva ed estremista. Ognuno ha una propria sensibilità, empatia, pensiero, problemi, possibilità. Di certo la comunicazione violenta non porta a niente. Io credo nel dialogo, nell’educazione e nel confronto. Ti racconto la mia storia. Come ho sempre fatto. Se questo racconto ti lascerà qualcosa, avrò ottenuto più di quanto potessi sperare. Tutto qui. 

Se vuoi partecipare anche tu ci tengo a ribadire che non è una gara e non vi è un controllo. In troppi prendono in maniera eccessivamente fiscale il tutto. Puoi provare qualche ricetta. Puoi tentare di fare qualche giorno a settimana o anche solo un giorno. Dipende tutto, chiaramente, da te. Da quanto vuoi e da quanto puoi metterti in gioco. Capisco che sia impegnativo anche da un punto di vista organizzativo. Dipende dal lavoro, dagli orari, dalla possibilità di fare la spesa. Molto spesso si minimizzano queste cose. Non tutti lavoriamo da casa. Non tutti possiamo andare al mercato. E non tutti abbiamo tante possibilità che gli altri anno. Certo, è una questione di volontà. Ma pure quella può venire a mancare e non è colpa di nessuno. E soprattutto non bisogna farsene una colpa altrimenti il problema peggiora. Niente ansia. Niente stress. Niente competizione. Niente dimostrazioni. È un modo per conoscere, capire, riflettere e agire. Ognuno ragiona con i propri modi e tempi. Io sarò qui a tua disposizione per raccontarti una storia, la mia. Per mostrarti cosa potresti provare. Per raccontarti che non tutte le persone che mangiano veg da anni, come me ormai da 20, sono degli squilibrati giudicanti che ti urlano contro e che vogliono farti cambiare idea colpevolizzandoti e facendoti sentire sbagliato/a. 

Io stessa sul web 10 anni fa, ma anche 5 mi sentivo giudicata e sbagliata. Ghettizzata con dei semplici “ciao vegani” e cose indicibili. Adesso alla ricerca del click, della moda dilagante e di quello che tragicamente nel mondo sta avvenendo gli stessi giudicanti si sono trasformati in finti azionisti. La verità è che il segreto sta sempre nel rispetto. Cosa che ho avuto e avrò sempre. 

A partire da me stessa. Riuscendoci riesco a essere rispettosa nei confronti degli altri. 

Si parte per questo ennesimo viaggio insieme. 

Importante e sintetico

Una dieta vegana se non bilanciata e sotto stretto controllo medico può essere potenzialmente molto pericolosa. Ti prego di valutare la cosa seriamente -se provare per un periodo più o meno lungo, veganuary a parte- qualunque sia il tuo pensiero a riguardo.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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