Vegan Spring Roll – Involtini Primavera

Spring roll!

Neanche a dirlo tantissime preparazioni medio orientali e orientali sono tradizionalmente vegetariane e facilmente declinabili in total veg. Gli involtini primavera -spring roll- conosciuti in tutti il mondo ne sono un esempio. Tradizionalmente appartengono alla cucina cinese e ce ne sono di infinite variazioni. In genere però il denominatore comune è: fritti. Sono assolutamente fritti e l’importante è friggerli bene con l’olio caldo senza variazioni di temperatura. Verranno croccanti fuori e morbidissimi e golosi dentro. Io, per non sbagliare, li friggo uno ad uno. Sembra una follia per alcuni ma non è che perdi tutto questo tempo in più, anzi. E poi con qualche minuto in più ottieni la consistenza e il gusto perfetti. Gli Spring roll si consumano anche in Vietnam, Indonesia e Cambogia ma in realtà in tutto l’oriente. Ce ne sono alcuni con dentro i fagioli rossi dolci, altri ancora con la carne e ancora pesce e verdure. Questi sono quelli tra i più tradizionali anche se a me piace molto la variazione con la radice di zenzero fresco.

Nuvolette, involtini e pannocchiette

Ho mangiato, per la prima volta, gli involtini primavera a 9 anni. In un ristorante cinese, all’epoca famosissimo a Catania, esattamente a Piazza Europa; credo fosse anche uno tra i primi ristoranti presenti sul territorio. Era meravigliosamente arredato. Mangiavo nuvolette di gambero con la salsetta apposita mentre estasiata guardavo i soffitti e gli intarsi di un piccolo gazebo all’interno del ristorante, posto proprio al centro. C’era un tavolo tondo enorme con un girevole al centro. Buttavo giù nuvolette e giravo continuamente quell’aggeggio facendo quasi cadere le salse sul tavolo. Bastava uno sguardo di mamma per far sì che rallentassi con le manine. Ho sempre amato il ristorante cinese, e quel luogo in particolare teatro di molti compleanni e serate con amici ma soprattutto con mamma e papà. Papà amava particolarmente gli involtini primavera – e neanche a dirlo anche io- e il pollo con il bambù, ricordo. Io, oltre nuvolette involtini, impazzivo letteralmente per un’insalata che aveva delle piccole pannocchiette insieme ai germogli di soia; pannocchiette che trovo sempre raramente ma ogni volta è una grande festa.

 

La cialda di riso dove la trovo?

(si può fare pure con la fillo ma non dirlo a nessuno)

La cialda di riso la trovi ovunque -sopratutto nei bio o negli etnici- e il segreto è quello di mettere dentro tutte le verdure che desideri: sostanzialmente cavolo cappuccio, carota, cipolla bianca (se non trovi le cialde di riso puoi provare anche con la fillo che è vegana; indicativamente 200 g di farina 00, 100 g d’acqua tiepida, 10 g d’olio extravergine d’oliva, un pizzico di sale. La ricetta è facilissima è un giorno di questi la facciamo insieme).

Taglia sottilmente il ripieno (8 cialde, 300 grammi di cavolo cappuccio circa, 100 grammi di carote indicativamente, 100 grammi di cipolla bianca). In un wok soffriggi in olio di arachidi o girasole le verdure tagliate sottilmente e aggiusta di sale. Asciuga per bene. Avvolgi le verdure nella cialda di riso e chiudi a pacchetto. Spennella leggermente con olio e friggi.

In olio bollente (arachidi/girasole) fino a farli dorare. Girandolini delicatamente.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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