Il Chai Latte, in versione veg ghiacciato

Amo il Chai Latte. La prima volta che l’ho provato è stato grazie a mamma e papà che ne hanno portato un ricco e generoso -profumatissimo neanche a dirlo- sacchetto dal loro viaggio in India. Sono sempre stata molto appassionata di infusi, tisane e tè sin dall’adolescenza. Merito anche della mia amica polacca Maika; avevamo la buona abitudine di organizzare spesso tè delle cinque. Un ricordo che porterò sempre nel cuore insieme al sapore dei suoi amati after eight.

Non esiste chiaramente – assioma applicabile quasi a tutto quello che concerne la cucina- una ricetta stabilita e specifica del Chai Latte. Ognuno chiaramente lo prepara con un mix di spezie che preferisce. Di fatto si tratta di latte, tè e spezie. Una variazione di molte bevande antiche, sì. La caratteristica principale sicuramente è il fatto che sia molto zuccherato e dolce e che lo zucchero di per sé faccia esaltare maggiormente le spezie, ma anche qui puoi davvero prepararlo come preferisci. Io non lo amo in questa versione e non uso lo zucchero. Mi piace anche “amaro” e non dolcificato ma se proprio ho voglia in questo caso specifico uso lo sciroppo di dattero o quello di riso.
Anche l’agave, il miele o lo “zucchero” che preferisci andrà bene.
Deve pungere un po’ in gola grazie alla presenza del pepe. Deve profumare di cannella, ma se non ti piace non disperare il mix di spezie è squisitamente soggettivo: cardamomo, chiodi di garofano, cannella, vaniglia, curcuma, curry, zenzero. Quello che ti piace di più. A me sembra a volte di bere un gingerbread bagnato nel latte, perché effettivamente il concetto è quello. Ed è incredibile come tutto il mondo si possa collegare da un sapore. Nazioni così distanti apparentemente anni luce. Come un gusto possa riunire.

Oggi è nella versione fredda ma anche se quella calda bene o male va eseguita alla stessa maniera con l’unica variante che il latte va riscaldato con zucchero o dolcificante scelto.
Si prepara il tè: in questo caso ho adoperato un Chai pre confezionato di Fortnum and Mason che mi piace parecchio con l’aggiunta delle spezie che amo di più. Non ho usato latte vaccino ma di mandorla, tu fai come preferisci. Anche con quello di riso o noci è davvero buono.
Preparo il tè, aggiungo le spezie e l’acqua calda. Metto l’acqua calda e lascio freddare.
Aggiungo il tè al latte e in questo caso tanti cubetti di ghiaccio.
Il Chai Latte ghiacciato e strepitosamente buono è servito.
Se non lo hai mai provato preparati a innamorartene.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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