Ricette Vegetariane e Vegane

I pezzi di Tavola Calda in Sicilia (ma soprattutto a Catania)

La mia terra ben presto accoglierà orde di turisti che si riverseranno in cerca di un soggiorno esotico in patria, che con la crisi si sa è giusto rispolverare il detto “ abbiamo così tante meraviglie in Italia, perché andare all’Estero?”.

Mi sento quindi in dovere di auto-eleggermi Guida Virtuale Sicula, non tanto per rovinarvi (solo) la vacanza ma anche il pre partenza. Sperando di eccellere dunque con questa Rubrica di cui se ne poteva tranquillamente fare a meno oggi si getteranno le basi che occorreranno in linea generale per rendere il soggiorno in Sicilia davvero un’esperienza indimenticabile. Per comodità in questa prima puntata, che definirei pilota, tracceremo per punti dei passi salienti culinari necessari per la sopravvivenza. Seguiranno altre puntate settimanali con tanto di foto, documentazioni, video e allegati.

Da cosa si poteva partire se non dal cibo? Giusto per introdurre al meglio ( risate registrate) il tutto ricordo che comunque qui al Gikitchen vi sono questi pseudo articoletti redatti lo scorso anno , ovvero:

Poi vabbè essendo io sicula al cento per cento vi è la sicilia ovunque qui.

 E’ importante seguire una dieta alimentare rigidissima almeno una settimana prima della partenza prestabilita qualsiasi sia la meta prescelta in Sicilia. Sarebbe opportuno agire nel seguente modo: quattro giorni di depurazione detox e i restanti tre  un digiuno comprensivo solo di acqua e frutta. Questa privazione di proteine e carboidrati non dovrà in alcun modo preoccupare la salute dell’allegro Turista che recupererà con gli interessi il calo di zuccheri e grassi che si è imposto per non tornare a casa con un’intossicazione alimentare. L‘isola riesce a lasciare moltissimi ricordi ed uno di questi è un aumento del peso corporeo pari al dieci per cento ( se tutto va bene).

Gli indigeni del luogo amano coccolare i gitanti venuti da lontano (intendo sbarcati sulla terra perché potenzialmente potrebbe essere anche proveniente da Reggio Calabria) e la loro preoccupazione nel vederli sotto peso e non in perfetta forma fisica li porterà ad elargire consigli culinari per una buona ripresa dello stato di salute. E’ importante quindi sottolineare che per un Siciliano “essere sottopeso” significa nel resto del Mondo ” essere normopeso”. Quest’ultimo parametro difatti è tale se vi sono almeno quindici chili di sovrappeso. Solo allora un uomo/una donna/un bambino/una bambina possono essere catalogati come ” persone che stanno bene”. Naturalmente se la percentuale aumenta vorticosamente si passa allo stadio ” persone che stanno molto bene”. Giusto per fare un esempio velocissimo: un individuo che porta con sé dai venti ai venticinque chili di sovrappeso ” sta benissimo”.

Il Siciliano medio ti inviterà a non compiere gesti inconsulti e quindi preferire due arancini e quattro mini (secondo gli standard dell’isola) panini alla porzione di frutta che ti eri prefisso in spiaggia. Ti narrerà delle sue gesta culinarie per incoraggiarti quindi a non demordere e proseguire impavido nell’ingurgitamento di calorie gustose e ricche di qualsiasi tipo di valore nutrizionale. Ma quali sono gli esatti parametri per una buona convivenza? 

Oggi cercheremo di riassumere sintetizzando in vista di vere e proprie tabelle in formato stampabile che potrete comodamente portare con voi . Mi sto organizzando.

In Sicilia, soprattutto nella parte orientale, esiste il concetto e la conseguente filosofia della ” Tavola Calda”. Per Tavola Calda si intende tutto un tripudio di salatini e stuzzichini, tanto per capirci e generalizzare. In realtà il discorso è talmente ampio che un’enciclopedia di trentasette (mila)  volumi non basterebbe. Basti sapere al momento che il Siciliano va in visibilio quando si trova a dover elargire consigli sui pezzi culinari che compongono la tavola calda. Si destreggerà benissimo nella discussione ricca di dettagli sulle varie tipologie che compongono questa filosofia culinaria. Non fatevi trovare impreparati e farete qualche bagno in più senza essere ostaggio di gentili elargitori consiglieri.

I pezzi di tavola calda sono sostanzialmente:

Pizzetta, Arancino, Cartocciata, Bolognese, Bomba, Sfoglia, Cipollina e Siciliana (non contiamo neanche la mozzarella in carrozza et similia ma solo le tradizionali per eccellenza).

Niente di così trascendentale si direbbe a primo acchito ma ognuna di queste tipologie contiene come in un diagramma di flusso complicatissimo delle diramazioni che tutto sono fuorché semplici.

La pizzetta è chiaramente servita nei più svariati modi e dipende dal luogo in cui vi trovate. Generalmente vi è la classica tonda mollicosa piuttosto alta servita con il classico pomodoro, mozzarella, olive nere e basilico sino ad arrivare alle più moderne versioni con pezzotti di wurstel, maionese, patatine e ketchup ( e no. Non sto scherzando).  Importante sottolineare la fazione alternativa alla classica pizzetta, ovvero quella  della ” pizza al taglio” dove il pezzo di tavola calda assume sembianze ben diverse e quindi sarà completamente opposta alla precedente  ergo in una versione bassa, sottile, croccante. La prima verrà pagata a pezzo mentre la seconda a peso.

Non bisognerà lasciarsi abbindolare da questa nozione in quanto pur essendo l’impasto del pane ben sottile e croccante il peso del condimento potrà essere ben più del quintuplo complessivo. Un pezzo di pizza al taglio potrebbe tranquillamente orientarsi sulle due euro dunque, che per la moneta locale è comunque una spesa esosa, e saziare otto comitive con i suoi nove chili di prosciutto cotto e settecentomilagrammi di mozzarella filante.

A proposito della mozzarella filante, farei giusto un appunto doveroso. Mangiare pezzi di tavola calda in costume se non si è preparati psicologicamente all’evento potrebbe essere mortale. E’ giusto aspettarsi la generosità risaputa siciliana e certamente quindi non si penserà di trovare dentro l’arancino poca mozzarella e condimento ma sorprenderà e non poco doversi ricredere anche sulla più florida aspettativa. La mozzarella, per fare un esempio, sarà almeno il triplo della quantità che aveste sperato in preda ad un attacco bulimico dopo nove mesi nel deserto del Sahara. Sarà quindi buona norma premurarsi di magliettina ( o tuta di amianto) e mangiare l’arancino ( o tutta quella tavola calda “chiusa” e “imbottita” che non lascia intravedere il contenuto) sporgendosi lentamente sul davanti per far cadere il pezzotto di carne eventualmente ( che corrisponde ad un roastbeef di un chilo e mezzo) per terra e non sull’addome. I quaranta gradi del sole presi in precedenza in spiaggia vi avranno arrossato sì ma mai come quel pezzo di carne /pezzo di mozzarella che vi ustionerà l’epidermide a vita lasciandovi una meravigliosa macchia sul torace. Certo è pur sempre un souvenir e si potranno elencare ai nipoti ” e questo è quando il nonno ha mangiato l’arancino con il pesce Spada a Catania” segnalando l’ustione. 

  • ” e questo nonno cos’è? cos’è? “ disse entusiasta il bambino segnando con il ditino un ustione a forma trapezioidale
  • ” e questa è l’ustione che nonno si è provocato in Sicilia con una cipollina caldissima servita alla Playa. Quanti bei ricordi” disse il nonno con occhio laconico mentre il ricordo ancora vivo del dolore a distanza di trenta anni si faceva spazio nella memoria.

Ma proseguiamo con calma ed elenchiamo correttamente le varie branche della Tavola Calda. Occorre una specializzazione e un master a Catania. Fortuna vuole che vi trovate davanti la massima esperta di Tavola Calda ( non è vero considerato che non la mangio ma ricordatevi sempre che ero 140 chili e sapevo come farmi felice. Ho tutti i requisiti necessari per sproloquiarne)

L’Arancino non è un supplì. Non me ne vogliano tutti i miei adorabili amici romani e la frase non è detta con campinilismo, che non ho per altro, ma santo cielo non è un supplì. L’arancino è filosofia allo stato puro. Vi sono degli altarini per venerare la divinità di Riso croccante che cela meraviglie. L’anno scorso se ne è parlato qui al Gikitchen per quanto concerne l’etimologia della parola e le tradizioni. Basti sapere in questo contesto che l’arancino in tutta la Sicilia viene servito nei più disparati modi. Ma come orientarsi? Semplice. Dalla forma. Uno dei segreti fondamentali per carpire i primi segreti dell’arancino che vi troverete davanti sta proprio nella forma.

  • Arancino a forma di piramide: arancino con il raguù (il classico storico)
  • Arancino a forma tonda: arancino in bianco ( con formaggio, prosciutto cotto a tocchetti e mozzarella)
  • Arancino a forma ovale con evidenti verdure nell’impasto ( sembrerà un colore mantecato al verde): arancino in bianco ma nella versione con spinaci.
  • Arancino a forma oblunga ma ingabbiato da una pasta supplementare come fosse brisèe: arancino al forno generalmente servito con pomodoro, mozzarella, ragù (altrimenti come nella forma indicata visivamente nella foto che ho scattato. Ultimamente viene servita anche questa gabbia di simil brisèe libera che contiene solo riso)

Fin qui niente di trascendentale. E’ importante specificare al Siciliano il concetto di carne. Ve lo dice una che è vegetariana da più di dieci anni e che continuamente deve fronteggiare il compaesano. Il prosciutto per un Siciliano non è carne. Capita questa regola principe il soggiorno sarà migliore, ve lo assicuro. Per non ritrovarvi a sputare nella hall del bar dei pezzi di tavola calda al grido di ” ma c’è il prosciuttooooooooooooooo” sarà buona norma quindi chiedere:

    • “c’è del prosciutto dentro?”
    • ” c’è del salame dentro? “
    • “c’è un coniglio dentro?”
    • “c’è un mammut dentro?”

Non sottovalutate la fauna che un siculo può inserire dentro un pezzo di tavola calda. Se non avete il tempo di elencare tutta l’enciclopedia di animali dalla A alla Z, non affidatevi al concetto di  ” sono vegetariano/a”, perché sarete guardati con sospetto o pietà, ma fatevi semplicemente elencare TUTTI e dico TUTTI gli ingredienti. 

Per il Siciliano è inconcepibile che un essere (io) si privi delle meraviglie dell’arancino al ragù. Niente di strano che un dolcissimo cameriere giri il bancone del bar. Vi venga ad abbracciare. E pianga insieme a voi al grido di “mi dispiace” pensando che non sia una scelta di vita ma una malattia incurabile. Nel caso abbracciatelo stretto anche voi e non fate i soliti freddi come il Nippotorinese, perché è davvero assurdo per lui pensare che al mondo esista gente tanto infelice.

“Mi aveva detto che non c’era carne! “ potrebbe ricevere come risposta ” ma Signora aveva detto se c’era la carne mica il prosciutto”. Ricordate però che è sempre quell’adorabile cucciolo che vi abbraccerà e parlerà di voi con i parenti con sguardo triste e sconsolato ” e poi oggi è venuto uno che non mangiava la carne poverino. Che tenerezza. Se ci penso mi si stringe il cuore e non mangio più il nono arancino di oggi”.

C’è da dire però che a discolpa di tutto e tutti  non sarà difficile trovarvi un buon 99.9 per cento di premura pronta a sostituire tutto. La gentilezza del siciliano non è una leggenda metropolitana, e tolti pochissimi casi, vi è davvero una disponibilità ai limiti dell’imbarazzante per servire e rendere felice chi ha deciso di trascorrere dei giorni nella sua isola. Se vi troverete della carne il pezzo verrà cambiato e le scuse arriveranno. Altrimenti vi trovate in un posto davvero brutto e sarà necessario fuggire.

L’Arancino naturalmente si declinerà nelle sue varianti più caratteristiche e non. Vi sarà dunque l’arancino al pistacchio ma anche con pesce spada, tonno e alla norma ( con melanzane fritte). Saranno molteplici le sfumature che questo potrà assumere e i contorni sono tutti talmente gustosi che non si potrà gridare al miracolo. E’ importantissimo, davvero , non credere che un pezzo di tavola calda sia uguale al precedente. Ognuno ha una ricetta e una tradizione. Non tutti gli arancini sono unti. Non tutti gli arancini sono nauseabondi. L’unico concetto universale è l’abbondanza. Se all’interno di un arancino vi trovate un contorno tutto bianco e al centro un ridicolo pisello solitario con un pezzotto piccolo di ragù depresso sappiate che non siete in Sicilia ma è solo una ricostruzione virtuale . Un’oleogramma. Fuggite in quel caso dagli impostori. Non sono siculi veri.

La cartocciata, ennesima meraviglia della tavola calda, è una pizzotta sicula ripiena con tanto formaggio, prosciutto e mozzarella nella versione classica. La pasta è completamente diversa dalla focaccia e pizza comune e somiglia più ad un incrocio con del  pan brioche  (ma naturalmente in versione leggermente salata) dall’aspetto panoso e mollicoso ma morbido e gustoso. Al suo interno le varie declinazioni includono funghi, melanzane, spinaci ed elaborazioni anche con besciamella. Olive? a go go . Nere, carnose, succose e siculissime. La forma è simile ad un fazzoletto ripiegato su se stesso ed è facilmente intuibile il ripieno dal fatto che fuori viene posto generalmente l’elemento principe. Per una cartocciata ai funghi ci sarà un piccolo champignon attaccato ( non si sa come) sulla piega della superficie. E così via. Se non vi è nulla vi trovate davanti alla classica Cartocciata: salsa fresca, mozzarella, prosciutto, olive nere.

La cipollina rimane nel cuore ed è una tra le più gettonate. L’impasto seppur simile alla cartocciata è molto più sottile e meno mollicoso al limite della sfoglia ma sfoglia non è. Anche qui dipenderà dal luogo dove verrà servita ma generalmente è sbriciolosa e al suo interno contiene tanta di quella cipolla da poter riconsiderare il concetto di alitosi. Esasperazioni a parte, c’è da dire che la cipolla essendo infornata e cotta non porterà affatto un disgusto pesante nella cavità orale. Se avete scelto la formula quindi ” vado in sicilia per trovare una bella moretta”, tranquilli. Mangiate cipolline come non ci fosse un domani. Non potrà essere che un valore aggiunto per la bella sicula del luogo che apprezzerà certamente questa eau de toilette cipollin con la quale ha passato l’infanzia. La cipollina è l’unico pezzo di tavola calda che non ha alcuna declinazione. La cipollina è la cipollina: prosciutto, cipolla, formaggio e pomodoro. Amen. Nessuna variazione con funghi, melanzane, coniglio, mortadella o qualsiasi cosa. La cipollina è una e indivisibile. E l’essere parmenideo.

La bolognese, dall’origine ermetica perché non si è ben capito (suppongo perché la classica è con il ragù e non ci vuole una faina incrociata con una volpe per sostenerlo), è di forma circolare e l’impasto è un ibrido tra la cipollina e la cartocciata. All’interno generalmente si trova il ragù ma si può pure trovare un meraviglioso composto con funghi besciamella e prosciutto sino ad arrivare ad infinite declinazioni che comprendono il crudo, gli spinaci e le melanzane. Nella foto ne è ritratta una ad esempio che all’interno ha una piccola parmigiana. Melenzane fritte, salsa e uovo (goduria suprema).

La Bomba non lascia presagire certamente un’elaborazione light e difatti è una pallottola tonda fritta ( ma può essere anche al forno ) con all’interno del prosciutto mozzarella e formaggio come base. Tanto tanto ma proprio tanto pepe nero è la caratteristica suprema, La Bomba può assumere tratti inquietanti a secondo del ripieno ma generalmente viene servita in questo modo ed è difficilissimo trovare una versione con verdure o vegetariana ( risate registrate).

La Sfoglia o patè ( viene chiamato in molti bar così) è un impasto molto simile alla sfoglia classica ma molto ( e dico molto) più friabile e sbricioloso. Viene preparata con una  grandezza abnorme proprio perché l’esterno si disfa come fosse neve al sole dopo il primo morso. Generalmente la base anche qui è con pomodoro, mozzarella e prosciutto ma le declinazioni possono essere infinite e talvolta comprendere le verdure.

E poi la Siciliana ( inchino). Era la mia preferita santo cielo. La forma è uguale alla Cartocciata ma visivamente è diversa proprio per il processo di cottura differente.  Ci fosse un podio insieme all’arancino sarebbe lì senza temere rivali. Nella versione tuma (formaggio locale) e alici fresche o classica con pomodoro, prosciutto e mozzarella e olive nere vi conquisterà. E’ fritta e simile alla Bomba ma con un impasto molto più soffice (meno olioso se vogliamo). Esiste la declinazione al forno e santo cielo. Semmai doveste sceglierne uno di pezzo fatelo in memoria di me: prendete la Siciliana. Che il cielo vi benedica.

Fatto un breve ( non sembra ma è breve davvero) excursus sulle tipologie principe della tavola calda siciliana occorre rispondere alla domanda ” ma quando si mangia la tavola calda? “

E qua ti volevo.

Il vero siculo non disdegna mai un pezzotto di tavola calda. I bambini sono cresciuti (lievitati) a tavola calda e granite e talvolta i risultati sono ben visibili (io ne ero un fulgido esempio quando mi aggiravo rotolando alle elementari). Generalmente per gli indigeni del luogo il pezzo di tavola calda può essere un’alternativa ai pezzi della colazione ( ebbene sì. Anche lì ve ne sono infinite variazioni con tanto di nomi e declinazioni ma procediamo con calma santo cielo)  e quindi sgranocchiato con il caffè o durante la metà mattinata. Nel senso che la dieta generalmente prevede uno spuntino a metà mattinata. Una mela, un frutto, uno yogurt, una barretta di cereali? Ecco. In Sicilia un pezzotto di tavola calda a metà mattinata non ha mai ucciso nessuno ( non ci giurerei). La Tavola calda in realtà può anche essere un pasto ma ( e giuro sono serissima) inteso come quattro pezzi.

Per un Siciliano infatti un pranzo, che può essere pranzo o cena, è inteso come tre pezzi minimo di tavola calda. Essendo molto in voga servire la tavola calda durante i compleanni, feste e quando non si ha voglia di cucinare e troppi invitati a casa, ci si orienta in questo modo per l’ordinazione. Calcolare tre-quattro pezzi a testa (ma bisogna essere tirchi perché Fernanda ne calcola sette se tutto va bene. Per chi non sapesse chi sia Fernanda oltre a vergognarsi : la sacra mamma). La base del piatto che si andrà a formare comprende infatti la pizzetta ( deve esserci!) , l’arancino ( deve esserci!) , la cartocciata (deve esserci!), pezzo facoltativo che la padrona di casa o chi per lei sceglierà a secondo dei gusti ma la bomba in versione mignon pare essere nei sondaggi una delle più gettonate ( mignon corrisponde a 700 grammi).

Il Siculo durante un pasto fuori casa (pausa lavoro ad esempio) se non si butta su un piattone di pasta al bar ( pasta e sorprendentemente insalate: ma dentro potrebbero celare pezzi di tavola calda tra una foglia di radicchio e pomodoro ) sceglie la tavola calda.

C’è da dire che non si è mai visto ( E DICO MAI !) un qualunque  esercizio che non abbia  nelle vetrine riscaldate questi oggetti (se siete in farmacia e trovate l’arancino tranquilli! è tutto regolare).  A meno che non siate a Palermo perché nel capoluogo la tavola calda è completamente assente. La patria della tavola calda è indiscutibilmente Catania ed oggi ci stiamo accingendo a compiere un mini tour partendo proprio da qua  ma in qualsiasi punto della Sicilia  vi saranno nuove scoperte culinarie e tutte degne di nota.

Per non farsi ricoverare all’ospedale Cannizzaro di Catania, in veste nuova e migliorato fa la sua figura, sarà quindi un bene procedere con un pezzo di tavola calda per volta senza avventurarsi eccessivamente e lasciarsi prendere dall’entusiasmo. Se si è in gruppo l’idea di prenderne un bel po’ di pezzi e tagliarli in parti per assaporare e capire quale sia il “pezzo di tavola calda che vi accompagnerà per la vacanza” non sarebbe una brutta idea. Fermo restando che davvero sarebbe opportuno provare in diversi luoghi perché la tipologia cambia e parecchio. Mangiare un arancino al lido potrebbe essere nella maggior parte dei casi un errore ( un po’ come mangiarlo sul traghetto. NON LO FATE PER NESSUNA RAGIONE) Purtroppo sono molti gli stabilimenti non forniti di cucina e questi pezzi provengono da altri bar e poi riscaldati alla meno peggio. Se si vuole quindi avventurarsi nell’assaggio della tavola calda sarebbe opportuno farlo in un bar non per forza glamour e chic, ma neanche in un luogo che vi lascerà un tristissimo ricordo.

Adesso il Nippotorinese dovrà mangiare tavola calda fino alla fine dei suoi giorni avendone comprata giusto una tonnellata per eseguire il reportage degnamente. Per qualsiasi dilemma sulla tavola calda rimango a completa disposizione. Ben comprendo che i quesiti che potrebbero scaturire sono infiniti. La risposta è però sempre dentro di voi e come saggiamente Max parafrasa:

ed è sempre quella sbagliata.

Nella seconda avvincente puntata di ” E te lo spiego io come sopravvivere in Sicilia” si narrerà circa i “pezzi della colazione”. 

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69 COMMENTS

    • 242408204382402430248240398 arancini ? *_*
      viè quiiiiiiiiiiiii
      viè quiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
      248204820482048240284 baci e 203492’03492492439024’234294 arancini

  1. giuro ho preso appunti e ci ho messo un po’ ma era necessario.

    mi vuoi quindi dire che potrei campare di sola tavola calda per l’intero mese di vacanza che mi concederò in quel di Catania?

  2. A questo punto l’Ingeriminese -che da settimane mi sta tormentando con i suoi ricordi di bombe, arancini ed iris – stramazzerà al suolo e appena recuperate le forze si deciderà a prenotare questa benedetta vacanza in Sicilia! PS: visti i preamboli su sottopeso -normopeso-sovrappeso … Comincio a pensare che mia suocera abbia origini sicule… 😉

    • bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.
      infilatevi dentro una valigiatuttietreeveniteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

      ( mia suocera no *_* è proprio di Torino perché non ce l’ha fatta a finire neanche un arancino. Adorabile Donna avvezza al light . La amo !)

        • Sai che il Nippotorinese, che generalmente vede tutti in sovrappeso trova Nigella normopeso pure?
          Ecco.
          Credo che sia affascinato dalle sue forme burrose e incontestabile bellezza da obnubbbbilarsicompletamente.
          E come dargli torto?

          Ma ecco sul normopeso di Nigella, fermo restando che sia di una bellezza smisurata, beh,
          parliamone.
          ( eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee iooooooooooooo devo ancora ringraziarti perrrrrrrrr)
          (sono vergognosa)

  3. Questo post è di una meraviglia colossale, sia dal lato mangereccio, sia dal lato fotografico, sia e soprattutto dal lato narrativo! E anche se la Sicilia e il Piemonte (tu lo sai bene) sono agli antipodi in tante cose ed io mi sento già male a sentir di tutto codesto frittume, loggiuro: io verrei oggi stesso da te a scassarmi di ogni
    singola
    cosa
    anche a rischio di ricovero.
    E ti amo.
    E hai ricevuto il mio sms in cui ti dicevo che ho ricevuto il pacco?!?!?
    Esco a comprare uova per farle a forma di Pooh!
    Bacini mini mini

    • Antipodi in un disequilibrio perfetto che li accosta e unisce indissolubilmente sì.
      E ti amo.
      e ti sfonderai di tavola calda.
      Io ti accudirò sul letto e ti asciugherò la bocca piena di olio.
      ti abbracceròeamerò.
      non ti lascerò sola.
      *_*
      e no.
      non ho visto nessun sms perdonami. Sono in isolamento forzato e cellularechiusospento ( mi punisco così) ma sai che ti dico?
      l’accendo e chi se ne fregaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
      e fammi sapere delle uova !
      ti amo !

        • Tittiiiiiiiii ahahahh ti amo! Buongiorno ! quello è il numero di Pier (rido troppo santo cielo). Stamattina mi ha detto ” devo rispondere a Tiziana santocielo” e mi è sembrata la mia traslazione visiva. Gli avevo detto di scriverti il mio numero. E’ completamente pazzo pure lui. Adesso lo chiamo e mi faccio dare il tuo .
          E .
          celapossiamofarcela.
          Ora prima diamoci 2034023492’492’0492439 baci e poi :
          santo cielo Puglia !
          devo venirci da una vita e. Rustici? ti va di parlarmene? *disse guardandola con occhi a cuoricini
          ( e ti amo. anche se non riesco a fare nulla e a dimostrartelo santapizzettacipollina)

          amiamoci indissolubilmente. Un giorno fuggiremo insieme su un cavallo rosa con una criniera a pois. TELOGGIURO.
          e adesso baciami.

          ( sto bene eh? solo i muratori che cantano paolo vallesi)

          • Noooo Paolo Vallesi nooo ti prego digli di smetterla subito! Ficcagli in bocca un nano da giardino, fai qualcosa, ne va della tua sanità mentale!!
            E ti Amo immensamente e sogno con estremo piacere di pappare un rustico leccese che tra l’altro è buonissimo insieme a te 🙂
            Mi dispiace di avere scritto a Pier, pensavo che fosse il tuo numero, chiedigli scusa da parte mia, non volevo importunare lui, ma te! 😀
            Vieni quiiiii che ti porto in giro a vedere le meraviglie della Puglia, che è davvero bellissima! Vieni, prepara la valigia, mettici dentro il costume da bagno, che ti porto a vedere delle spiagge incredibili (il mare di qui è il più bello, lo giuro!), eppoi mettici dentro rabid, il nano da giardino, Pier e i tuoi genitori e venite tutti!!! Io e Gabri vi aspettiamo con affetto infinito <3

          • Eh EH…Scrivi così perchè non hai assaggiato quelle che fa la mia mamma, catanese DOC (anzi, di Viagrande). E quella con il cavolfiore i pinoli l’uvetta e il pecorino pepato??? No vabbè è la finedelmondo e me la fa solo in occasioni specialissime perchè qui il cavolo nero non si trova mannaggiaaaa!! 🙂

            • Quando farò leggere queste cose all’Inge lo vedrò rotolare sul pavimento in preda ad un raptus di voglie… Buongiorno Titti mia, come stai?!

              • Buongiorno tesoro….sto bene! Perchè tu e l’Inge non pensate di fare un saltino qui?? Eddai, uff…..
                Avrei voglia di viziarvi un pò
                Ti mando 365546546621423133684 bacetti a te e lui e il doppio al mio Frugolino!
                Se via mail Iaia ti manda il numero, per favore me lo giri? Sono sicura che non si ricorderà di rispondermi 🙁

                • Sono sicura che ti risponderà! 🙂 Per quanto riguarda venire a trovarti… ne abbiamo già parlato, ci piacerebbe davvero molto, solo che credo che per quest’anno salteremo le vacanze… è troppo impegnato col lavoro! 🙁

      • Non c’è problema tesorooooooo!!!
        Anche se non leggi gli sms io ti vogliobbenelostesso!
        Anzi forse di più.
        L’immagine di te che mi accudisci in preda ad indigestione oleosa è fantasticherrima.
        E si, appena riesco ad andare a fare la spesa faccio le uova.
        Giuro(come diceva Ambra Angiolini in “Non è la Rai”)
        citazioni dotte.

        E Ciao ai miei amori Titti e Luci!!!!!!!!!!

  4. io non so se riuscirei a sopravvivere…
    Comunque, la cartocciata e anche la bomba mi paiono tirati a malta fina. Che hai fatto? Li hai levigati con la carta smeriglio?

    • hahah noooooooo!
      E giuro neanche modifiche di alcun genere e di luce. Sono proprio così Pani mio e sopravviverai quando starai qui a braccetto con me. Al massimo mangiano gli altri e noi studiamo antropologicamente la cosa girando in rotonda ( a tal proposito ne ho fatte 6 ieri e la testa ha preso a girarmi fortissimo. Ho riso tantissimo. E ti ho pensato tantissimo. Ma come hai fatto santo cielo quella volta? Era piccolina come quella che ho fatto. E.)

      E *_*
      devi assolutamente. Anche solo un pezzetto mangiare la siciliana ( sicula insistente mode on *)
      E Piano forest.
      devo scrivere di Piano Forest.
      ( te lo sei procurato nel frattempo?)

      • domani potrei proprio andare al negozio siculo e prendere un po’ di siciliana. Anzi, ora mi stampo tutto.
        Piano forest: ho indagato e stasera me lo procuro, anzi, devo farlo subito, o subbito. Si dice così?
        Un mio vecchio cliente, con la faccia da gambadilegno e il toscano in bocca diceva: “questa cosa non se devve più reppetere…”

  5. Che meravigilia! *-* (applausi anche per il post, scritto DIVINAMENTE)
    Io mi concedo sempre un arancino a settimana, fa bene alla salute! 😛
    Meritano anche le classiche “scaccie” modicane. Le hai mai assaggiate?

    • Doremi Buongiorno e bacetti ! Grazie per essere qui prima di tutto.
      Allora *_* RAGUSAAAAAAAAAAAAA e scacccccciiiieee sìììì !
      Mia cugina ha sposato un adorabile Ragusano e conosco la splendida città molto bene. Più volte ho soggiornato lì e santapizzetta mica si scherza lì pure con lo street food. Oggi il puntatone in effetti era riferito solo alla mia città Catania ma spero di poterne fare uno anche completamente dedicato alle meraviglie ragusano.
      Confesso di avere una predilezione smisurata per il gelato in quel di Ibla.
      Ci sono due gelati in Sicilia che mi mandano ai pazzi e sono in assoluto; Zafferana e Ibla.
      Non so se conosci gelati Di Vini? *_* dimmi di sì. Incontriamoci lì e muoriamo di congestione intestinale dopo aver mangiato almeno otto tonnellate di gelato.

      La mamma del marito di mia cugina ( santa donna ragusana) fa delle scaccie da paura. Devo assolutamente filmarla. fotografarla. intervistarla. farequalcosa.

  6. Amore mio che cosa hai scatenato neanche lo sai!! Tutte le volte che traghetto per raggiungere Catania il primo pezzo di Sicilia lo assaggio sul traghetto. Lo so che non sono buoni gli arancini che si mangiano lì, ma a me sembrano sempre buonissimi e mi fanno sentire a casa 🙂
    Sappi che tutte le volte che sono lì mi riempio di queste meraviglie e i pezzi di tavola calda che preferisco sono assolutamente le cipolline e i siciliani oltre ovviamente agli arancini!! Anche se qui in Puglia, per quanto riguarda la rosticceria c’è una forte tradizionalità, per cui si trovano mille tipi di rustici e pizzette tutti buonerrimi, quelli siciliani restano i migliori, forse perchè li gusto non solo con il palato, ma anche con il cuore. Attendo post su pasticceria da colazione (anche quella conosciuta ed assaggiata!) con trepidazione. Ti amo, lo sai?!? 🙂

  7. mi sembra di sentire il fidanzato di mia mamma mentre leggo il tuo post (scrittodadiologiuro *-*)…2 estati fa lui e mia mamma si sono fatti 15giorni di sana dicilia girandola in moto in lungo e in largo…e lui ha messo su 8kg…dico OTTOCHILI!io primaopoigiuro che prendo un’aereo da bergamo/milano e mi ci fiondo…a costo di tornare nella stiva insieme ai bagagli perchè peso troppo!!
    tanti cuori per te donna fantastica <3

  8. u.u io farei sei mesi in Sicilia e gli altri sei qui….meraviglia di tavola calda….mi cerco un appartamentino al piano di sopra 🙂

  9. Stamattina ho fatto colazione con una mela, per pranzo mi attende una freschissima e leggerissima insalata, perchì sì, sono a dieta. Ma poi, nella tarda mattinata, decido di andare a vedere il blog di quella pazza scatenata che scrive cose e disegna cose e fotografa cose…e sbam! Mi trovo di fronte agli arancini, che sono la cosa che più amo dopo la torta sacher! Quindi sì, stamattina ti odio, perchè ho fame, tanta fame!

  10. ODDDIOOOOOOOO ma perché sei così sadica perché??!!! e ora li voglio tutti in tutte le loro forme, ripieni e declinazioni! aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa aiutatemi svengo -__-

  11. Benedetta ragazza….che fame poi che te lo dico a fare nella terra d’Albione non sanno nè cosa sia un supplì nè cosa sia un arancino…ma io si e piango per tanti ovvi motivi!!!!

  12. ecco, questo post. verrà tramandato di generazione in generazione. se ne ricaverà una Guida, redatta in almeno 12 formati diversi, con sovraccoperte appositamente profumate di. olio fritto e pastelle e ragù e prosciutto e tutto. seguite da versioni tascabili. e gli immancabili volumi da collezione scritti da Nani Amanuensi (amananuensi…..). e versioni con action figure Arancino in almeno 4 version, e Cartocciata, Cipollina, Bomba tuttooooo!!!

    e poi adoro quando dici “sarà quindi buona norma”. e siccome sono ancora in un vorticoso mental trip di muffinsalati generato da qualche post fa.
    voglio un muffin saràquindibuonanorma. prenditi le tue responsabilità.

  13. non sono mai stata in Sicilia (vorrei tanto ma è un po’ fuori budget, soprattutto il viaggio…perché sono molto furba e non ho approfittato delle millemilioni di volte in cui sono andata in calabria), ma una cosa è certa: se dovessi scendere le proverei tutte queste meraviglie *_* all’abbondanza sono abituata essendo figlia di una calabrese 🙂

  14. Ho appreso oggi che in giugno vado 5 giorni in Sicilia, proprio vicino vicino a Catania, quindi farò il possibile per poter mangiare una siciliana in tuo onore. Detto questo, secondo te quanti chili prendo in 5 giorni? XD

  15. senti amoremio… io sono a dieta (devo perdere una decina i chili), ma ogni volta che mi ci metto diventa faticosissimo. Mi dici come caspiterina hai fatto di preciso a eliminare tutti i tuoi chili superflui? che fatiche hai dovuto fare? magari mi dai più fiducia, che io ne ho pochissima in sto periodo…

    • Clock perdonami leggo solo adesso . Sono la solita rimbambita.
      Grazie per essere passata di qui !
      Umamma catanese anche tu ^ *_*

      abbbbraccciamociiiiiiiiiiiiiiiiiiii *_*

  16. Vorrei un tuo parere sul rollò ai wurstel o il pane con la meuza (spero di averlo scritto bene), che si trovano a palermo. pensavo si potessero considerare tavola calda.
    (detto ciò, mi hai fatto venire una tremenda voglia di arancino, da mettere nell’elenco di cose che devo mangiare quando scendo a casa in Calabria)

  17. Solo su una cosa non sono d’accordo: che la tavola calda a Palermo non esista. Devo contraddirti, gli arancini ci sono anche lì di tutte le sfumature, vogliamo parlare dello sfincione? (una delle vaianti della pizza), il panino con le panelle? anche quella è tavola calda!
    Per il resto, non potevi descrivere in maniera migliore il culto della tavola calda 😉 e te lo dice una siciliana doc.

  18. Ciao Adriana!
    Piacere sono Iaia. Grazie prima di tutto per essere qui. Benvenuta! *tende la mano e le da un bacetto.
    Grazie infinite anche per aver letto i miei strampalati deliri.
    E fai bene a contraddirmi perché amo imparare e il 99 per cento delle volte giuro dico tante fesserie 😀
    In realtà di Palermo ho scritto qualcosa ( e se ti va ti lascio i link qui sotto ) e santocielo LE PANELLEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE *bava alla bocca.
    Mi sono espressa malissimo, hai ragione assolutamente.
    C’è un altro tipo di tavola calda.

    Spero di poterti conoscere meglio.
    A presto !
    Un bacione e ancora grazie infinite
    ( di dove sei? se posso…)

    https://maghetta.it/2011/06/07/12-cose-da-fare-a-palermo/

    https://maghetta.it/2011/06/08/12-cose-da-fare-a-palermo-il-tragico-ritorno/

    https://maghetta.it/2011/06/06/diario-di-bordo-palermo-1/

  19. Ok, adoro questo reportage XD La cucina sicula l’adoro, il che porta a vacanze golosissime senza freni e giusto quest’anno l’unico anno che non vado in sicilia, un siciliano ha aperto una rosticceria a 100 metri da casa mia. Che io abito tipo nel nulla quindi ci siamo NOI e LUI (con ottocento figli) e tutte le cose buonissime che ci prepara. Inoltre è convinto che mangiamo poco, secondo me, che “non stiamo bene” e ogni volta che vado lì per prendere il pane o due dolcetti mi ritrovo con in mano un arancino o un pezzo di sfincione <.<
    Comunque, ho appena scoperto di aver mangiato cose di cui non sapevo il nome o.o tipo la bomba, per dire. Ma anche la cartocciata e la cipollina.
    ADORO ADORO ADORO.
    *_____*
    ecco, ora c'ho 'na gola a vedere ste cose.
    Buon per il Nippotorinese!

  20. […] di impegno e avevo addirittura fatto la Sottosezione “In Sicilia Sono”. Il pezzo su “te li spiego io i pezzi di Tavola Calda” ha avuto, incredibilmente, un successo pazzesco negli anni e devo confessare che è uno dei pochi […]

  21. Ma l’arancino in bianco l’ho sempre ‘saputo sentire’ arancino al burro…comunque complimenti per l’articolo 😀

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Iaia
Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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