Un Cous Cous (vegano) al Cardamomo e Pistacchio

Il Cous Cous alla Norma e l’Hafa hanno un posto davvero speciale nel mio cuore e ne ho parlato fino allo sfinimento soprattutto in occasione del Salone del Libro di Torino nel Maggio scorso, in particolar modo in una di quelle giornate che raramente (e per fortuna) si dimenticano.

Prima dell’incontro di quella Domenica di cui ancora sento le voci, gli odori e la sensazione bellissima di poter stringere Zelda che mi sbriciola il biscotto sulla spalla rendendomi la donna più felice del mondo, ero stata all’Hafa in un pomeriggio piuttosto piovoso con Enrica e il Nippotorinese.

Le vie erano sempre quelle; ovvero quelle del mio primo incontro con la sirena. Quelle che odoravano di agnolotti alla Marengo tra battaglie di Napoleone, gamberetti e citofoni sbagliati. Quando mi sono ritrovata a bere succo di ananas con la dolcissima Marina Paglieri e a distanza di un anno con l’altrettanto meravigliosa sorella Milly, proprietaria giustappunto dell’Hafa Cafè.

Per il piano organizzativo, a pochi giorni dall’evento, siamo stati accolti nello shop adiacente al locale dove si susseguono meraviglie di ogni sorta provenienti dal Marocco. Vetrine piene di Tajine e teiere preziose. Tende e tappeti. Ricami e pouf morbidissimi. Mentre io e il Nippo tiriamo la pallina a Baldo e lui la riporta, gustiamo quel nettare buonissimo made in Hafa al sapore di zenzero dopo aver buttato giù del tè alla menta non buono come pochi ma. Buono e basta. Paragonabile a niente mai.

Milly in quell’occasione, e da qualche parte devo averne anche parlato abbondantamente, ci ha fatto assaggiare del cous cous al cardamomo e pistacchio. Idillio pure. Semplice cous cous con pistacchio e semi di cardamomo che, se annaffiato dalla bevanda allo zenzero, riesce a raggiungere l’apoteosi dell’estasi pura.

Naturalmente all’Hafa il cous cous era centomilavoltemillemila meglio di quello che faccio io ma è un piatto a cui sono legatissima. Affettivamente.  E quindi  se mi si presentano situazioni speciali o ho il piacere di avere ospiti di rara bellezza. Beh. Io metto su l’acqua e lo faccio ormai senza pensarci.

La ricetta? Quella dell’Hafa non la so e sarò onesta. Non la vorrei neanche sapere perché è solo lì che si deve gustare.

Io però preparo il cous cous (qui la videoricetta) e poi trito i pistacchi di Bronte con il mixer lasciandone qualcuno intero per dare croccantezza. Pesto il cardamomo. Giro tutto per bene. E i semi di cardamomo come decorazione sono il massimo. E poi giro giro giro. Se non devo mangiarlo anche io metto un po’ di olio extra vergine non troppo prepotente come gusto. E per servirlo come fosse una torretta mi aiuto con il coppapasta.

Ottimo da preparare in anticipo. E anche freddo. Nonostante a me, confesso, piaccia proprio caldo caldo da ustione. Come l’ho assaggiato all’Hafa. Almeno come temperatura ci somiglia visto che il gusto. Decisamente no.

(e manca davvero poco. Finalmente potrò gustarlo, tra non molto *occhi a cuoricino sognanti*)

 

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12 COMMENTS

  1. io non ho saturno contro.ho tutto l’universo contro.
    sto facendo la badante, l’infermiera, la colf, e la mamma e la moglie. non sono in ordine di importanza.ma ho solo una domanda “perché tutto a me? e tutto insieme?”
    io non riuscirò ad esserci all’Hafa, non riuscirò a rivederti
    dovrò ricordare quel momento già vissuto e tenermelo caro.
    tivogliobeneIaia.ecco

  2. ci sono poche cose come i pistacchi, ancora meno come il cardamomo. Io ho imparato a macinarlo e mescolarlo al caffè, altroche!

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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