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Darth Vader Cake

“madamòchecestoallatooscuro”. Così sintetizzò iaia guardo dal pianeta Trinacria1212.

Poi arriva lo stampo per torte Dart Fener/Darth Vader (per par condicio che ogni volta altrimenti mi dispiace un sacco, uff) acquistato su Amazon (clicca qui per vederlo ed eventualmente-saggiamente aggiungerlo al carrello) e resisto solo il tempo di sfogare le mie manie da igienista pazza. Sterilizzazione. Acqua Calda infuocata. Amuchina. Rilavaggio. Vabbèle-solitecose dapazzamaniaca-compulsiva. Che butto giù quattro ingredienti nell’impastatrice senza neanche riflettere. Mi serviva un impasto un po’ “rigidino” e non troppo soffice. Ma neanche troppo sbricioloso né duro come le pietre. Potevo aspettare certo. Ragionarci. Mi appaiono in mente circa quattromila tipologie. Dalla Mud Cake alla semplice Ciambella. Dalla Torta Cioccolatosissima di Nigella a quella del Boss delle Torte. La base di Montersino e quella del mio amato Santin. Pure una di Valentina Gigli e l’altra di Busi. Sono completamente nel pallone quando decido di farne una. A occhio. Sì in pratica decido di farne una d’istinto. Mi dico “o la va o la spacca”. Perché in realtà volevo proprio “inventarla” io una torta tutta dedicata al mio amato Dart/Darth. Non per mania di grandezza e neanche troppo “speciale” visto che non posso permettermi neanche di pensarlo. Una robina cioccolatosissima e very strong (pardon ma fa veramente molto giovane e figo aggiungere parole inglesi e per sentirmi alla moda qualche volta mi impongo di farlo) senza troppe regole.

Il Lato oscuro non ha regole (evvivailcielo!). La passione (la rabbia passionale) neanche. E Dart, che sia con h o senza come Jessica (cosa sto dicendo?), avrebbe voluto qualcosa così. D’impeto. Pieno di rabbia. E alloraaaaaaaaa per renderlo orgoglioso di me ho acchiappato il cioccolato fondente e l’ho buttato dentro il bimby per tritarlo con la suoneria di Star Wars a tutto volume (a 1,29 la trovi su Itunes con tanto di suoneria a 0,99. Quando sono arrabbiatissima e attraverso il corridoio schiaccio play e cammino dritta dritta. Come Dart. Adesso che su Think Geek ho comprato la maschera e SantaSignoraPina mi sta facendo il mantello di Dart. Sarò più credibile. Per il resto sono vestita di nero anche a casa, quindi? Insomma vi sto confessando la mia intima intimità, perché fate quelle facce?). Mentre tostavo le mandorle ansimavo sotto lo sguardo sbigottito del Nippo. Ogni tre minuti dicevo “SONO TUO PADRE”. Fino a quando ho buttato le uova e mi sono detta che sì. Al diavolo i miei principi sull’alcool e sul fatto che non metto mai nessuna componente alcolica. Vai di Rum Bianco!

Qui trovi il Progetto Ricette Stellari


E’ stato lì che il Nippo per la prima volta si è alzato in piedi e ha applaudito urlandomi “Bravo Dartttttttttt dacci sottoooooooooooooo!”. E’ così sensibile all’argomento alcool. A lui piacerebbe sorseggiare un bicchiere di vino rosso alla sera. Bere una birretta con la sua donna. Scambiarsi opinioni su “sento un retrogusto di acero smaltato e di cincillà in letargo su un garofano…” sorseggiando un buon Chianti. E invece si ritrova a dividere la vita con una che quando vuole proprio esagerare dice: “bicchiere di acqua frizzante con scorza di limone”.

Nel momento in cui ho detto “Ma sììììììììì. Che ce frega! Metto 30 grammi di Rum!”. Per i comuni mortali potrà pure sembrare poco. Ma per una che ragiona in grammi ed è pure astemia, trenta grammi di Rum in un impasto per torta è qualcosa che va ben oltre la Morte Nera. In verità volevo fare qualcosa di molto più creativo e degno per il Signore Assoluto Oscuro (tiamooooooooooo) ma la fretta in questo caso mi è stata nemica. Allora giusto per non tardare con l’inizio delle Ricette Star Wars comincerei con questa semplice semplice giusto per testare la Teglia.

Risultato? Molto convincente. La teglia è di ottima qualità nonostante il prezzo sia relativamente bassino. Mi ha preoccupato e non poco il fatto che durante il primo lavaggio (ma ci ho dato sotto di retina e olio di gomito perché sono giustappunto un’invasata) ha lasciato un pochino di rivestimento. Mi ero immediatamente messa in allarme (che sta per: la stavo per buttare dal balcone). Cuocere in pentole o tegami o teglie rovinate dove a maggior ragione salta immediatamente il rivestimento non è salutare. Potrebbe essere non solo dannoso per la salute ma addirittura cancerogeno. La teglia in questione però fabbricata da una ditta tetescann (oh io lo dico: mi fido sempre tanto dei Tedeschi) nelle istruzioni esplicitamente spiegava che ci poteva essere un’eventualità del genere durante i primi lavaggi e che questo non sarebbe stato dannoso per la salute. Uhm. Ci fidiamo?

Confesso di essermi fidata dopo parecchie resistenze e dopo 2934893428923482038420348 frasi del Nippo. Tutte uguali che cominciavano per:

  • “sei la solita esagerata rilassati e inforna”.
  • “daccesottoconilrum”.

In proporzioni tre per cento la prima frase. Novantasette per cento la seconda.

E la prima Torta Dart Fener /Darth Vader Cake è passata al lato oscuro del cioccolato e della voglia più irrefrenabile di questa idilliaca oscurità che cattura le menti di tutti.

E che la forza sia con voi, giovani Jedi!

  • 200 grammi di cioccolato fondente
  • 120 grammi di farina
  • 3 uova
  • 190 grammi di burro
  • 30 grammi di Rum Bianco
  • 60 grammi di mandorle tostate tritate
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • vaniglia in bacca
  • 120 grammi di zucchero di canna

In una teglia con della carta da forno fai tostare le mandorle a 180 per 15 minuti circa oppure prendi una padellina, come preferisci, e falle tostare ma senza esagerare. Non dovranno bruciacchiarsi insomma. In forno è più semplice, mettiamola così. Tritale con l’aiuto di un frullatore (io faccio con il bimby). Allo stesso modo trita letteralmente (e ottieni una sorta di polvere) il cioccolato fondente. Sì, insieme alle mandorle che hai precedentemente ridotto in polvere. Crea questa “farina” di mandorle e cioccolato fondente. Unisci la vaniglia fresca ricavata da una bacca al Rum. Setaccia la farina con il lievito e uniscila allo zucchero di canna. Dentro un’impastatrice (io ho lavorato tutto con il bimby) lavora farina-zucchero-lievito con polvere di mandorle e cioccolato fondente. Aggiungi le uova e lavora per almeno dieci minuti lentamente e nel frattempo unisci il burro morbido a tocchetti piccoli e infine il rum. L’impasto va lavorato molto e fatto gonfiare. Imburra per bene la teglia e cuoci per 40-45 minuti a 190 senza dimenticarti di fare come sempre la prova stecchino già dopo i 35 minuti  perché dipende sempre dal forno. Se esce asciutto tira fuori dal forno e passa al lato oscuro.

Che è meglio.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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