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Ron e Hermione – Cioccolatini su un Treno

La Prima Coppia del Progetto San Valentino

Sarò impopolare, ma mi sono da sempre appassionata alla figura di Ron; sin dalla prima lettura (nonché visione che ha influito pesantemente dal punto di vista delle immagini) di Harry Potter e la pietra filosofale. Sono rimasta piacevolmente colpita e stupita quando il personaggio di Ron Weasley cinematograficamente parlando è risultato molto vicino a quello che avevo immaginato sfogliando le avventure della Rowling. Non accade molto spesso che il mio piccolo immaginario corrisponda a quello di qualcun altro o qualcos’altro. Tenero, maldestro e dolcissimo, ai miei occhi si è sempre materializzato come un’adorabile pasticcione da tenere stretto al cuore. Poi i capelli rossi, mia passione da sempre, l’hanno reso perfetto. Come se lo avessi disegnato io, in pratica. A Hogwarts e in tutte le visioni della Rowling c’è tantissimo cibo, come ho avuto più volte modo di sostenere; sul mio Libro (pubblicità non troppo occulta. Vai col liscio!) ad esempio per il 31 Luglio in occasione del compleanno di Harry Potter ho fatto delle Cioccorane (sotto forma di biscotti) al tè matcha con una pozione magica al Cioccolato. Ed è stato difficilissimo dover scegliere perché ce ne erano tantissime in ballottaggio. Sulle Cioccorane non c’è bisogno neanche di spendere parole perché i non Babbani sapranno bene il perché (il resto? bleah. Fatti loro). Nemmeno sul cioccolato perché risulta onnipresente soprattutto nelle prime scene e anche perché è l’unico rimedio per combattere i Dissennatori (e difatti Maghetta ne mangia a quintalate perché pare avere sempre a che fare con i Dissennatori. Ahem… sarà vero?). Il Tè, momento clou dove Hagrid accoglie i tre amici tra piccoli dinosauri e scones sgonfiati e polverosi con panini di dubbia provenienza, è un altro elemento cardine (del resto sempre nei dintorni della City siamo). Nei banchetti del Salone centrale di Cibo e ricette ce ne sono talmente tante che gira solo la testa. Tra Burrobirra (che ho preparato qui) e Goulash (che ho preparato qui). Ed è in questi momenti che Ron riesce a dare sempre quel quid divertente alla scena e all’episodio in corso. Che si tratti di pagine o pellicola. Mangia nei momenti inaspettati. Quando e soprattutto la tensione toglierebbe l’appetito a chiunque. Lo fa con passione e  al tempo stesso con quella goffaggine alla quale non puoi resistere. E chi è che si arrabbia costantemente per questo atteggiamento? Hermione. Mentre lei espone teorie logiche, attacchi studiati e mirati contro i nemici, pozioni complicatissime e connessioni senza toccare un tozzo di pane sotto lo sguardo attento di Harry, Ron che fa? Mangia sputacchiando distratto e quando viene rimproverato sa dire solo:

“I’m hungryyyyyyyyyyyyyyy”.

Ho sempre temuto per la vita di Ron. Ero preoccupatissima che la Rowling lo avrebbe fatto fuori sul finale per un exploit patetico e commovente (mi perdoni Signora Rowling). In cuor mio sapevo che non avrebbe torto un capello a Harry. La sua fine nella migliore delle ipotesi sarebbe stata un po’ come in Misery non deve morire, se non peggio ma cielo. L’ angoscia che ho accumulato per la sorte di Ron psicologicamente ha avuto un risvolto inaspettato: ovvero quello di non provare particolare simpatia per  Harry (oh perché diciamocelo. Cosa avrà mai fatto? Non ho mai visto nulla che potesse attribuirgli una qual certa bravura al contrario di Hermione e per certi versi di Ron stesso. Imbattibile nell’ingurgitamento di cioccorane per dire. Lì occorre proprio bravura eh). Diciamolo non è che sia stata mai una fan sfegatata del protagonista; sì gli voglio bene. Perché è pur sempre quel tenero fagottino illuminato dal lampione che Silente raccoglie consegnandolo alla dolcissima famiglia che lo maltratterà per dodici anni almeno ma. Ho la sciarpetta Grifondoro. Ho la bacchetta. Ho pure la cravatta (e non continuo più d’accordo). Ho voluto e voglio molto bene a Harry (anche perché mi ricorda mio cugino tra l’altro; che problema ho?). Ma alla lunga c’è da dire che una fraccata di legnate io gliela avrei data (sono molto diplomatica come sempre, sì). Troppo lagnosetto e  glivabenetuttoaluianchequandononfaniente. Una figura francamente scialba-liscia-priva di carisma-zzzzzzzz-ah sì mi sveglio. Amando visceralmente Hermione (amo il Nippotorinese perché è un antipatico Saputello sotuttoio. E’ chiaro che queste figure mi affascinano moltissimo) speravo pure che  non finisse con l’occhialuto. La cosa mi avrebbe depresso in egual maniera della  morte di Ron.

Sesto dei sette figli della meravigliosa Famiglia Weasley, che ho adorato a tal punto da comprarmi il Videogioco (e io odio i videogiochi!) solo perché il primo livello si svolgeva in casa Weasley (sto ai videogiochi come il Nippotorinese sta a Uomini e Donne di Maria De Filippi. MARIATIAMO). Quel calore. Quell’amore. La cucina e tutti i fumi e profumi. L’accoglienza. La genialità del Signor Weasley e la pazienza smisurata della sua adorabile Moglie. Bloody Hell! (miseraccia) è il motto di Ron (nei libri c’è sempre “Per le mutande di Merlino”) E tutti i suoi divertentissimi modi e pasticci hanno fatto di Ron un personaggio adorabile, leale e sincero. Per ogni lentiggine un abbraccio. Immaturo e poco ricettivo/astuto, fa tanta di quella fatica a capire che dietro le bacchettate di Hermione si nasconde altro. Insicuro e protettivo ma anche infinitamente coraggioso quando si tratta di proteggere le persone che ama Ron è sempre lì. Come il migliore amico che ognuno di noi sogna e vorrebbe nella propria vita. Colui che mai ti abbandona. Che ti apre le porte della casa, della famiglia e degli affetti. Ron rappresenta in assoluto una delle figure più positive e buone capaci di mandare segnali e comunicazioni semplici sì ma profonde e importanti. Nonostante non sia abbiente come Harry e viva in una famiglia modesta, riesce a trasformare tutto quello che ha in qualcosa di ben più prezioso di ciò che qualsiasi soldo possa comprare. Mi sono commossa moltissimo vedendo il maglione con le iniziali che la Signora Weasley regalò in uno dei primi capitoli a Harry; a dimostrazione del fatto che i soldi senza la famiglia e l’amore non valgono nulla. Colpendo proprio i miei ideali. Ricordo che a me da adolescente piaceva moltissimo trascorrere il tempo a casa di una mia amica. Non perché la mia non fosse unita, anzi. Ma i miei genitori hanno sempre lavorato moltissimo e viaggiato. Hanno sempre condotto una vita totalmente diversa dalla mia. La pantofolaia di casa tra paure e drammi sono sempre stata io e di certo non loro. A me piaceva stare in quella famiglia (esattamente a casa di Fraaaaaaaaaaaaa) perché guardavano la televisione insieme. Cucinavano insieme. Facevano tutto insieme. Discutevano insieme.  Tutto molto intimo, familiare ed unico. Con questo non voglio certamente dire che io, mamma e papà non fossimo capaci di fare altrettanto ma sicuramente la vita di adesso è nettamente diversa di quella di allora. Di quel periodo, che ho nel cuore, porto con me il concetto e il senso di famiglia. E casa Weasley è un po’ come Casa di Fraaaaaaaaaa, per me. Un ricordo importante che tengo stretto al cuore insieme al papà di Fraaaaaaaa. Paola. Ambra. Il topino malato. E la notte prima degli esami che sì. Ho passato lì. Tra risate e pianti. Si può mai dimenticare la notte prima degli esami? No. Non si può come non si può dimenticare la casa di Fraaaaaaaaaaa.

Ron ama il cibo da impazzire. E’ ghiotto di Burrobirra e cioccorane, api frizzole e qualsiasi bistecca e cosce di Pollo. Non è affatto inusuale leggere o vedere nei film Ron addentare una cosciotta di pollo sotto lo sguardo schifatissimo di Hermione. Pure al ballo, seppur gelosissimo che Hermione sia bellissima tra le braccia di un altro, riesce a mangiare in maniera a dir poco vomitevole.  Nel primo capitolo di Harry Potter “e la pietra filosofale” nella famigerata ed epica scena del treno, che li porterà per la prima volta nel loro nuovo mondo, Hermione e Ron si vedono per la prima volta.

“You are Harry Potter. I’m Hermione Granger… and you are?”

You are è chiaramente detto con il sopracciglio alzato e l’aria un po’ interrogativa (cosa che mi ricorda la mia Ale, per altro). Ron infatti ha in bocca qualcosa come quattrocento grammi di cioccorane e senza vergogna continua a infilarne nonostante abbia già serie difficoltà a deglutire. Riesce a dire un incomprensibile “Ron Weasley” sputacchiando cioccolata. A Hermione non rimarrà che un incauto quanto poco veriterio “it’s a pleasure”. Hermione è adorabilmente antipatica, supponente, arrogante e piena di sé. L’ho sempre trovata adorabile nelle sue insicurezze, che cerca di colmare con tanto impegno e dedizione nello studio e nella passione generale nei confronti della cultura. Amo l’idea di Ron e Hermione insieme. La rappresentazione di due Mondi contrastanti e vicini capaci di donarsi tutto quello che l’altro non ha e avrà mai. Lei totalmente ignara del Mondo Magico mentre lui appartenente a una famiglia di Maghi da generazioni. Lei con il libro sempre in mano, aggiornatissima e intuitiva. Lui aggiornato più che altro sul Menu delle Cucine di Hogwarts con l’intuitività di un bradipo che continua ad attraversare a mezzo metro all’ora al centro della strada quando sta per arrivare dalla Curva una Ferrari TestaRossa a 400 con i freni rotti.

Teneri. Fatti di un amore adolescenziale e profondo. Un amore fatto di amicizia, crescita e avventura. Di quelli che possono nascere (e nelle più fortunate ipotesi: continuare) solo se nati quando si è “piccini”. A conferma che nessuno degli amori va sottovalutato. Può essere importante e indimenticabile. Anche quando il “vero amore” maturo arriverà.

Non è il caso certamente di Ron e Hermione perché poi grazie al cielo la visione della Rowling vuole che si sposino e vadano a vivere vicino a Harry e Ginny (imparentandosi quindi, yuppidu!) e generino due meraviglie quali Rose e Hugo (che sicuramente conosceremo ben presto nel prosieguo della Rowling perché era chiaro che non poteva finire mica così).

Un amore che porto nel cuore. Con il sorriso. E che mi ricorda, confesso, il mio. Quando si è piccoli, veri e incoscienti. Ci si vuole bene come amici. Ci si rispetta. E spunta sempre un sorriso. Anche quando le pagine del libro non hanno avuto quella villetta accorpata e quella parentela. Perché non è tanto quello l’importante e si è felici così. Con i propri amori.

Ma ecco. Quel sorriso. Quel ricordo. Quella innocenza. Fanno tanto calore al cuore. E al ricordo.

Ho scelto dei Cioccolatini. Le praline. Per Ron e Hermione. In ricordo del loro primo incontro. Cioccolatini su un Treno. Se ne possono fare davvero di infinite variazioni e differenti gusti. Si possono arricchire con le spezie. Insaporire con la frutta secca e quella disidratata. Si possono fare milioni di praline per forma e gusto. Si può adoperare quello fondente o semi fondente sino ad arrivare a quello bianco. Si possono fare infusioni allo zenzero o alla camomilla (vaniglia? sì) per poi sciogliere il cioccolato e “ricompattarlo”. Le praline rimangono sempre un’ottima idea regalo non soltanto per San Valentino (pur ricordandoci comunque la Tradizione del San Valentino in Giappone e il White Day? Ricordate? Ne ho parlato qui e qui. E sul Libro, semmai ti facesse piacere dare una sbirciatina).

Praline al Cioccolato sul Treno

Dicevo (squilla il telefono continuamente, maledizione! E’ così stramaledettamente difficile scrivere mentre squilla il telefono. Mentre ti interrompono. Mentre trapanano. Mentre *disse con voce Jack Torrance ticchettando*) anche il cioccolato bianco, per gli appassionati, si presta bene alla creazione di formine e può essere insaporito e arricchito con qualsivoglia frutta secca senza dimenticare il tè match che, seppur stia sempre bene a prescindere nel cioccolato fondente, esalta pure il sapore di questo suo cugino un po’ bistrattato (pure da me *disse fischiettando). Qui trovi delle foto di vecchie Praline al Cioccolato bianco e tè matcha, se ti fa piacere.

Biscotti Cioccorane e Pozione Magica al Cioccolato contro i Dissennatori – La Ricetta e la Fumetto-Ricetta la trovi sul mio libro (in tutte le librerie italiane – Librerie Online –  e su Amazon).

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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