Tortine Pera, Cannella e Limone

190 grammi di farina, 160 grammi di zucchero grezzo di canna, 2 uova, 80 ml di latte, 1 cucchiaio di lievito per dolci, la scorza grattugiata di un limone biologico non trattato, 2 pere.

Lavora lo zucchero e le uova fino a ottenere un composto liscio e spumoso. Incorpora quindi la farina setacciata, il latte, il lievito e la scorza del limone grattugiata. Versa negli stampini leggermente imburrati e infarinati e aggiungi sopra ogni piccola tortina una fettina non troppo spessa di pera ben lavata. Cospargi con un po’ di pioggia di cannella e cuoci a 180 per 20-25 minuti fino a quando sono dorate. Tira fuori dal forno e lascia raffreddare prima di servire.

 

 

Guarda cosa trovo nell’archivio parte 20423948324ma. Non amo moltissimo quegli stramaledetti pirottini (si possono offendere i pirottini senza turbare la quiete e oltraggiare tutti i cupcake del mondo, nevvero?), eppure li acquisto. Come con i tacchi, insomma. Voglio stare in sneaker, ciabatte, scalza o con orrende ballerine che ti mozzano piede-gamba-tutto (articolazioni e spina calcaneare compresa) ma nel dubbio le prendo. Ci sono gli sconti? Meglio. Shopping online terapeutico? Infila nel carrello tre paia di scarpe. Ti ritrovi con tante scarpe-tacchi e pirottini e non sai cosa infilarci dentro (poi non hai mai quella stramaledetta scarpa comoda! Devo calmarmi). Perché i piedi e gli impasti vogliono essere altrove (sto divagando?). E fin qui ci siamo (dove siamo?). Devo solo capire perché oggi ce l’ho con i pirottini. Ah sì. Perché sono visibilmente confezionate, queste tortine deliziose, con l’ausilio di terribili tegliette monouso di carta che continuo ad acquistare principalmente online a partire da H&M Home (mia rovina) sino ad arrivare a Santo protettore dello Shopping online Amazon. Fatemi sapere, vi prego, se anche adoperando quindici pirottini tutti impilati vi collassano o accade solo a me. Adoravo quelli dell’Ikea a pois (qui un fulgido esempio) e ci avrei tappezzato tutti i muri di casa, fatto murales e installazioni artistiche nel parcheggio. All’epoca ho preso tutto lo scaffale di Ikea Catania e poco mi importava se le casalinghe disperate ne bramavano anche solo un pacchetto. Dovevano essere tutti miei. TUTTI. Ecco. Ne ho ancora così tanti di quei pirottini che se fossi una biutiguru potrei organizzare fantastici giveaway e assegnare a caso il vincitore secondo l’infallibile metodo: il commento più bello (mi inquieta quanto il pirottino questo tecnica, voglio dirlo. Non posso tacere). 

Cosa voglio dire? Che sto scrivendo da un iphone in mezzo a un cantiere. Di pirottini, scarpe, tortini con cannella pera e limone e francamente trovo assurdo che nessuno ancora mi venga a prendere per portarmi definitivamente via dove merito di stare. Al reparto psichiatria da esaurimento pirottino. Chiamate le autorità. Fate qualcosa.

Curiosità:

  • Teiera e tazza (me lo chiedono sempreeeeeeeeee tutti) sono di Zara Home
  • Strofinaccio Ikea
  • I pirottini? Gli ho dato fuoco come è giusto che sia ma erano quelli di Pippa Middleton (perché sì. Compro pure i pirottini di Pippa Middleton. Mica scherzo quando dico che è un vostro obbligo morale chiamare le autorità).

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12 COMMENTS

    • quello dei cupcake vegani è uno dei primissimi post che ho letto. il secondo probabilmente. il primo era un bento. il resto era Natale. tempo fa lo cercavo ma non riuscivo a trovarlo. enientevadonell’angolino.

  1. anch’io odio smodatamente i pirottini. soprattutto quelli enormi che quando li metto nello stampo di silicone fanno la pieghetta e quando poi li tolgo si staccano dal muffin. odio enorme. ma anch’io li compro sempre. l’ultimo acquisto quasi piacevole è stato da tiger, qualcosa di rosa tipo con cuoricini fucsia. 🙂

  2. Già tutto questo azzurro mi mette serenità… 🙂 penso di aver già detto mille volte che adoro muffin e cupcakes, dunque una delle mie fisse sono i pirottini… ne ho sempre una quantità smodata in casa, ma sono molto molto molto esigente con loro perchè non devono in nessun modo interferire con il sapore del dolce e non è facile che questo accada. Ne ho buttati un sacco per questo…

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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