Rotolo alla zucca e burro d’arachidi

È proprio vero che le ricette improvvisate e fatte a sentimento sono sempre le migliori. Quando ti metti lì con il grembiule e senti una musica in testa nella tua personale sessione terapeutica, letteralmente catartica, in cucina. Perché sembra che i pensieri si annullino mentre tagli, le paure svaniscano mentre frulli e il sorriso arrivi proprio nel momento della decorazione. La cucina è sempre stato questo per me. Far pace con il mostro. Toccarlo, scansarlo, abbracciarlo, odiarlo. E poi amarlo con una passione fortissima che non saprei bene descrivere.
Questo rotolo di zucca e burro d’arachidi racconta un pomeriggio tra amiche, dei cucchiaini condivisi e tanti sorrisi. La mia casa è sempre piena di donne, te l’ho raccontato tante volte. Donne forti con storie diverse eppure uguali nei sogni. La mia cucina, come tutte, racconta storie proprio belle.

Il Rotolo?

tratta dal mio libro “Le Ricette di Maghetta Streghetta” edito da Mondadori

80 grammi di manitoba
90 grammi di zucchero
4 uova
un pizzico di sale
vaniglia

Metti in un recipiente due uova e due tuorli. Gli albumi li monterai successivamente. Aggiungi ai tuorli 80 grami di zucchero e metti il recipiente che contiene il composto a bagnomaria in una pentola d’acqua calda che non ha raggiunto l’ebollizione. Lavora i tuorli e lo zucchero con lo sbattitore elettrico per almeno 12 minuti e fai attenzione perché è un’operazione delicata: il filo non deve andare sul fuoco. Sembra una sciocchezza ma non lo è. E con lo sbattitore devi prestare attenzione perché stai sempre lavorando a bagnomaria e il composto è caldo. Non troppo ma comunque caldo.
Quando hai ottenuto un composto molto soffice e gonfio togli dal bagnomaria e prosegui con lo sbattitore altri due minuti. Aiutati con la spatola e aggiungi la farina passata al setaccio con i semini di vaniglia con un movimento dal basso verso l’alto. Pian piano e senza fretta. Sul finale aggiungi i 10 grammi di zucchero rimasto e monta per altri due minuti. Adesso monta gli albumi e uniscili al composto. Ungi la teglia con il burro e foderala con carta da forno. Versa il composto e aiutandoti con la spatola fai un rettangolo abbastanza preciso livellando per bene.
Inforna a 220 per 6-7 minuti. Inumidisci adesso un canovaccio bello pulito.
Appena sforni il rotolo senza paura e con un movimento lesto capovolgi l’enorme biscottone ottenuto sul canovaccio e arrotolalo per bene in modo che mantenga la forma. Sembra un’operazione difficilissima ma in realtà ti renderai conto che è semplicissimo.

Lascialo riposare completamente arrotolato per quindici minuti quando è freddo procedi al riempimento. Puoi mettere marmellate, creme o quello che ti piace di più.

La crema?

La Crema che c’è dentro è fatta a sentimento, appunto. Come ti scrivevo un po’ di giorni fa “- Questa cremina non ha bisogno di aggeggi particolari ma solo di un cucchiaio e tre o al massimo quattro ingredienti: formaggio cremoso, polpa di zucca già cotta, burro di arachidi e se vuoi dello zucchero. Puoi scegliere tu il formaggio cremoso che preferisci e pure il tipo di zucchero; miele, sciroppo d’acero, sciroppo di dattero, zucchero di canna, zucchero di cocco o qualsivoglia che riscontri i tuoi gusti. Una cosa è certa se hai una planetaria e monti il tutto diventa tutto molto più morbido, vellutato e, sì, amalgamato.
Trovo che il connubio zucca-burro d’arachidi sia davvero buonissimo. Vincente nelle preparazioni dolci e sorprendente in quelle salate, soprattutto se il burro d’arachidi lo hai fatto in casa.
Puoi esagerare e arricchire il tutto con una montata di panna e delle spezie. Ah, certo le spezie puoi metterle anche nella crema. Per me quando si tratta di preparazioni autunnali o con la zucca è praticamente sottinteso. La zucca mi piace semplice così nuda e cruda (anche cruda per i centrifugati ha il suo perché, lo sai) ma con il mix di spezie ha davvero un sapore incredibilmente buono”

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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