Il cappuccino in casa

Farlo non è mai stato così facile. Se non hai il frustino elettrico e il cappuccinatore puoi farlo ugualmente proprio come al bar

Sicuramente durante il lockdown una delle cose che è mancata di più, insieme al pane e il cornetto al bar, è stata: il cappuccino. Seppur in molti siano attrezzati per fare un buon cappuccino -ho notato sulle storie di instagram- molti non sanno che prepararlo in casa non è poi così difficile e che non sempre occorrono le fruste elettriche, elettrodomestici specifici e aggeggi vari. Inoltre, puoi pure concederti il piccolo, ma sacrosanto, lusso di disegnarci sopra; senza i particolari cerchi di plastica con le diverse forme che vendono ovunque e online.

 

La tecnica del barattolo

Prendi un barattolo con coperchio ben lavato e pulito. Metti dentro il latte -sia freddo che caldo (intendo tiepido)- e chiudi. Agitalo per almeno 30 secondi con molta forza e poi versa in una tazza. Aggiungi il caffè. E se vuoi una spolverata di cacao amaro in polvere o cannella. Sostanzialmente agitando il latte si ottiene  la consistenza schiumosa; puoi provare anche con una semplice bottiglia.

Con il frullatore a immersione

Un altro modo efficace per creare la schiuma è quello di usare il frullatore a immersione. In assenza anche con il classico frullatore a lame potenti. Basta montare solo un terzo per ottenere un ottimo cappuccino.

Il frustino da cappuccino

L’aggeggino economico che si trova ovunque -su amazon e ikea i modelli più usati- crea una schiuma deliziosa; anche con le bevande vegetali che generalmente montano meno (soia, avena e mandorla montano di più). Nel caso delle bevande vegetali è meglio montare solo un terzo. Versare e riscaldare quindi i due terzi e poi aggiungere la parte schiumosa.

Il Cappuccinatore elettrico e manuale

Confesso di averlo comprato ormai anni fa e non me ne sono mai pentita. Ce ne sono diversi online a prezzi abbordabilissimi. Creano una schiuma oggettivamente imparagonabile a quella del barattolo o del frustino classico. Si possono scegliere diverse temperature e “schiumature” e onestamente tra tutti è il metodo che preferisco.

C’è poi il classico cappuccinatore manuale che funziona una meraviglia e che, diciamolo, da decenni in silenzio e tanto clamore fa il suo lavoro in modo ineccepibile.

E per i disegni?

Facilissimo! Come ho fatto il coniglio? In pochissimi secondi ho ritagliato la forma di un coniglio su un pezzetto di carta da forno (potresti farlo pure su un tovagliolo di carta) e poi con il cacao amaro -messo nello spargizucchero/setacciatore- ho riempito. Con il colino viene male. Sempre meglio lo spargizucchero.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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