Succo d’anguria

Di una bontà inaudita

Per mio gusto non c’è niente che mi renda più felice (anche latte di mandorla e menta in effetti) d’Estate che un buon bicchiere ghiacciato di anguria freschissima. Non voglio parlare di calorie, lo sai. È una cosa che mi dà proprio noia. Ma è leggero, freschissimo, goloso e ricco di tante vitamine. Poi, diciamolo fondamentalmente è acqua -oltre lo zucchero naturale del frutto, ed è una buona scusa per bere ancora di più: soprattutto se fai fatica come me. Prima l’anguria la frullavo, confesso. Solo che stavo minuti interminabili a togliere i semini (e quando mi scocciavo frullavo pure i semi: sottotitolo). Poi un giorno, mentre facevo il gelo e il frullatore era fuori uso perché si stava sollazzando come in una Spa dentro la lavastoviglie: schiacciapatate! Ho usato lo schiacciapatate e bingo! È venuto fuori perfetto e la griglia teneva i semini di scarto senza alcun problema. Un’operazione molto più semplice e veloce. Ho sempre sognato di brevettare questo metodo; magari in un’altra vita sarò conosciuta come “Iaia, quella che inventò il succo d’anguria con lo schiacciapatate”. Sogni irrealizzabili a parte (anche se non è detto): quanto buono è? Una volta fatto poi puoi usarlo per fare ghiaccioli, gelati, gelo (dolcetto tipico siculo buono da impazzire) o tracannarlo a litri senza ritegno fino a scoppiare (si vede che ho un problema con l’anguria? Si intuisce o sbaglio?)

Il segreto

Aggiungo sempre tanto ghiaccio e una punta di succo di lime, che dà una nota acidina che mi piace tantissimo.

Hai già ceduto al succo d’anguria o devi ancora scoprire l’elisir dell’Estate che ruberà il tuo cuore pessssempre?

(comunque tra per sempre e pesssssssempre tutto attaccato c’è davvero una gran bella differenza. Pesssssempre tutto attaccato ha quell’odore di vera eternità che il per sempre non non avrà mai).

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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