Cos’è l’okara? 豆渣 豆腐渣

Scriviamolo in cinese: 豆渣 豆腐渣

L’okara è la polpa bianca (e farinosa) che rimane dalla preparazione del latte vegetale. Tipica della tradizione culinaria cinese, giapponese e coreana sin dai tempi antichi. Soprattutto consiste nelle parti insolubili dei fagioli di soia quando rimangono dopo la macinatura e filtrazione a seguito della preparazione di latte di soia e tofu. Lo “scarto” che non si butta mai, ma si riutilizza per torte, biscotti e preparazioni golose. Devo dire che dopo l’acquisto della milk maker (te ne ho parlato qui) di Okara ne ho davvero poca in casa, perché è minimo quello che resta e il sapore nettamente più forte. Con la milk maker, a distanza di quasi due mesi, devo dire che molte delle mie abitudini sono cambiate (e uso molto meno frutta secca e di conseguenza Okara). Pare che l’okara si possa essiccare e congelare ma devo confessarti che non l’ho mai fatto e usata sempre nell’immediato; fonti certe però sostengono che non ci siano problemi a riguardo quindi tutto risulta molto utile.

Che sapore ha?

Il gusto è abbastanza neutro e per questo motivo puoi utilizzarla non solo nelle preparazioni dolci, come generalmente si vede, ma anche salate. Largo sfogo alla fantasia: Burger, ravioli, polpette! Polpette soprattutto! (danno tanta consistenza. Mi piace tanto adoperarla così). Perfetta pure per la preparazione del muesli o granola fatta in casa.

55/60 grammi di Okara dicono che sostituisca un uovo nelle preparazioni, ma onestamente è un’informazione che non mi convince perché ho provato diverse ricette e devo dire che non lo rifarò.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

MUST TRY