Vegan Hot Cross Bun

Ho trovato questa ricetta sulla rivista Vegan Life britannica che amo. Pubblicano da anni sempre e solo questa e dopo averla provata ho capito perché. Di meglio non c’è.
Ingredienti per 6 Hot Cross Bun che nella Pasqua britannica non mancano mai. Anche se tipicamente pasquali sono buoni tutto l’anno e perfetti per il dolce e salato. Immancabili nel brunch ma anche a colazione, merenda e tea time manco a dirlo.

La Ricetta

180 m di latte di soia
60 grammi di burro vegano o margarina, fai tu
80 grammi di zucchero
Un cucchiaino di lievito per dolci (o birra, istantaneo come vuoi)
300 grammi di farina Manitoba (forte) bianca
40 grammi di limone e arancia -buccia grattugiata non trattata –
60 grammi di uva sultanina
1 cucchiaio di mix di spezie (io ho usato cannella, chiodi di garofano, vaniglia, pepe, zenzero)

Per il decoro:
Sciroppo d’acero
Acqua e farina per disegnare la croce sopra

Metti il lievito, un po’ di latte caldo e lo zucchero nella planetaria e lascia andare. Quando si scioglie tutto aggiungi ancora il latte e pian piano tutti gli ingredienti tranne l’uva sultanina. Lavora per bene con il burro ammorbidito e lascia che l’impasto diventi liscio e amalgamato. Rimarrà apparentemente appiccicoso ma una volta trasferito su un piano infarinato sarà perfetto. Aggiungi adesso l’uva sultanina (ma puoi anche ometterla se non ti piace). Io ho impastato la sultanina nella planetaria perché sono indisciplinata ma non si fa! (Fallo solo se sei indisciplinata/ o come me) Forma una palla e lascia riposare 20/30 minuti. Dipende dal forno. Poi dividi in 6 panini e lascia riposare altri 15 minuti (se usi quello di birra regolati tu). Spennella con abbondante sciroppo d’acero. Adesso lavora farina e pochissima acqua fino a ottenere una consistenza molto consistenza simil gesso e disegna con la sac- a poche una croce sopra i panini. Inforna a 200 per 20 minuti ma dipende dal forno. Quando dorati tirali fuori e falli freddare.

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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