21 Dicembre: Solstizio di Inverno. Sul mio libro ci sono i Pandorini Salati al Formaggio!

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Il 21 Dicembre è arrivato. Il Solstizio di Inverno. Sul mio Libro ” Le Ricette di Maghetta Streghetta” per questo giorno propongo dei deliziosi pandorini al formaggio facili da preparare e soprattutto personalizzabili in infinite variazioni. Qui sul blog ce ne sono versioni con fichi e pomodorini secchi ma si può davvero dare largo alla fantasia più sfrenate. Fave e Pecorino per cominciare sino ad arrivare a pera e formaggio nel più classico degli abbinamenti. Ottima idea , come il panettone gastronomico, anche per essere imbottito a mo’ di Tartina che fa troppo anni ottanta. Un pandorino salato stratificato con salmone affumicato o tonno o pesce spada con qualche cremina deliziosa aromatizzata e speziata con note di lime. Giusto per andare più sul mood ” master chef” e con brio. Oppure tagliati a metà con una bella fetta di mortadella che con il rustico non si sbaglia mai. Mortadella con crema di pistacchi. Rustica sì ma con una nota da “foodie”.

 Retroscena inquietanti: Ho dovuto (ri)fare per ben  tre volte i pandorini. I primi hanno atteso troppo prima che li fotografassi ed erano moscicomepalloncinisenzelio (perché non la smetto di scrivere tuttattaccato?)  e non mi convincevano. I secondi? Sono finiti a terra. I terzi? Fotografati per miracolo perché sono andati a ruba. Soffici al punto giusto con qualche piccola variazione rispetto ai primi.  Sul fatto che io sia caduta a faccia in giù sul terrazzo, poco prima dell’ultimo scatto,  che per poco non mi spaccavo il setto nasale ne parliamo la prossima volta? ( ciabattine scivolose)

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