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Virgin Bloody Mary e Deliri sulle Centrifughe (Detox-Salutari-Buonissime!)


Io che parlo di Bloody Mary e Alcool è credibile quanto io nelle vestiti di “Giudice alla Sagra della Bistecca e del Lardo”; solo che in definitiva torna tutto magicamente nella sfera incoerente del mio essere perché è anche vero che sono definita ormai Food Blogger a tutti gli effetti. E anche una tra le più influenti *COFF-COFF* (che sta per: ha avuto più lei l’influenza che tutte le altre, suppongo. Cosa che stando alle ultime vicissitudini pare pure abbastanza attendibile. Avevo giusto scritto sul mio Libro che i vegetariani si ammalano meno *risate registrate in sottofondo). Quindi insomma sono una Food Blogger Influenzata Astemia che parla di Bloody Mary. E’ tutto coerente e normale, no?

Bene. Solo che io parlo di Virgin Bloody Mary. Ormai il termine Virgin per un’astemia incallita come me diventa automaticamente salvezza. Per noi alieni venuti da lontani che siamo conviviali come Dart Fener in un Party Total White ritrovarsi la lista “Virgin” nei locali insieme a quella di centrifugati e roba analcolica è una Fiestaaaaaaaaaaaa (devo calmarmi). A Torino c’è sempre una copiosissima lista di centrifugati, cocktail analcolici e roba fruttosa/verdurosa. Exki manco a dirlo è uno dei locali che frequento con più voglia e da cui mi lascio coccolare tanto (anche se ultimamente ci hanno dato sotto con i condimenti nelle insalate già pronte e la cosa mi ha infastidito. Ma si sa. Sono la solita rompiscatole). Non che mi facessi problemi a ordinare nelle grandi occasioni acqua frizzante con scorza di limone. Sono un ex cocacolista anonima e non mi vergogno ad ammettere che quando pesavo 140 chili (ieri su Twitter ho messo una foto di me a 120, giusto per la cronaca) annaffiavo TUTTO con la coca cola arrivando a berne anche quattro litri al giorno. Ne ho già parlato e anche di quanto e come i miei genitori fossero disperati per questo. Ho buttato giù talmente tanta coca cola che è incredibile il fatto che io possa avere ancora un fegato o degli organi interni (l’avete fatta poi la prova di mettere un pezzo di carne dentro la coca cola e lasciarlo lì per 48 ore? Se no. Fatelo vi prego).

La Coca Zero. Uhm. Ci ho provato. Ma solo per avere una bibita alternativa e far finta di essere un’umana come voi. Vivere con voi. Brindare ai momenti. Condividere spazio e tempo con amici ma proprio no. Non riesco a sentirne neanche l’odore. L’idea di altre bibite mi disgusta e trovare la menta zero senza zucchero in sciroppo è già difficile al supermercato figuriamoci in qualche locale o bar (fermo restando che. Che. Che non mi piace, ecco l’ho detto. Sono antipatica, vero?). La spremuta d’arancia sì ma non sempre è fresca (CIELO ABBATTETEMI! Fatemi tornare quella dolce fanciulla che si ingolfava e ingozzava ai fast food!) e quindi vado sempre di limonata. Ma antipatica come sono potrei pure dire che non è un limone di Sicilia (dai scherzo eh. O forse no. Ti lascio nel dubbio). In pratica l’acqua frizzante era la risposta a tutte le mie insicurezze e paranoie. Poi l’illuminazione. Accade a Torino. Mi lancio in un Virgin Mojito, come ho già scritto e riscritto per festeggiare il contratto con Mondadori lo scorso anno per il libro e. E cedo. Cedo un po’ di più giusto per fingere di volermi bene e che anche io posso in qualche modo “festeggiare” senza acqua e limone. Comincio a farlo, come sempre a casa. Studiando un po’ quello che potrei chiedere; salvo scoprire che anche in giro qualcosa del genere si può trovare (a Catania difficilmente. A Torino facilmente). Mi imbatto nel Virgin Bloody Mary che nella mia versione non è nulla di speciale ma è mio. Mi piace. Non ne ho paura e tanto mi basta.

Non c’è la vodka, la salsa worcestershire, il tabasco, il cren come vorrebbe la versione inglese vera e pura ma c’è il pepe di Caienna, il pepe nero, il sale e il poco succo di limone. Pure il sedano e tanto succo di pomodoro fresco che mi dà SantoFruttivendolo di fiducia. Che altro potrei volere? A Torino poi ho chiesto di omettere alcuni ingredienti ed era buono proprio come a casa. A volte il tabasco nella versione Virgin infatti lo mettono ugualmente (alcune volte anche il dado come nella versione originale).

Ha carattere il Bloody Mary (perché a me deve pure piacere la storia eh. Il Mojito per dire non fa per me). Mi deve intrigare la dietrologia altrimenti acqua frizzante e via (no ma dai sono una persona semplice). Maria d’Inghilterra la sanguinaria. Cielo. C’è qualcosa di più intrigante? Un cocktail splatter che rievoca dolcezza e perversione. Che è proprio antitesi. Certo non si fa con le verdure un cocktail. E’ una contraddizione in termini. Unico nel suo genere e formato dal colore che amo di più in assoluto, escludendo il mio bianco e nero, contornato dal terrore puro del sedano verde. Il Bloody Mary è fatto per me. Mi dico convinta. Ormai da tempo. Mi invento delle vere e proprie occasioni per poterlo preparare e gustare. Ci sono delle volte, confesso, che sostituisce un vero e proprio pasto. In quel caso, confesso anche, centrifugo chilate di pomodori e sedano nonostante sazi in maniera incredibile.

Passo in centrifuga il pomodoro che mi serve. Metto tanto sale e pepe nero. Pochissimo succo di lime (uhm sì, confesso di preferirlo al limone in questo caso ma non sempre). Giro con il sedano fresco ben lavato perché la polpa tenterà immediatamente di venir su lasciando “l’acquetta pomodorosa” giù. E tra morsi, sorsi e tanto buonumore insieme al mio Bloody Mary passo del tempo davvero prezioso.

Questa foto invece è una piccola fermatempo che raccoglie diversi centrifugati di verdure che ho adoperato per diverse preparazioni. Si conservano bene in frigo (non per moltissimo tempo. Massimo esagerando 36 ore ma a più di 24 non sono arrivata perché la carota cambia totalmente gusto). Le imbottiglio poi in vetro per le ore successive e faccio diverse composizioni di centrifugati. Ne mostrerò poi alcuni. Ultimamente uno dei miei preferiti, anche perché è proprio il periodo perfetto per delle ottime e succose arance rosse, è:

Carota e tanto succo di Arancia Rossa freschissima con un pizzico di limone; altrimenti carota, zenzero e limone (zenzero fresco). Senza contare Sedano e Cetriolo che mi fa letteralmente andare fuori di testa.

Ah no. Sono già fuori di testa. Ulteriormente fuori di testa, mettiamola così.

Sì, dai. Si parlerà un bel po’ di centrifughe qui *disse fischiettando.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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